Italia – Cina, cooperazione e sviluppo: un impegno comune

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Italia – Cina, cooperazione e sviluppo: un impegno comune

Presso l’Istituto Italiano di Cultura di Pechino, l’Ambasciatore Riccardo Sessa e il direttore dell’ Ufficio per le Cooperazione di Pechino, Rosario Centola, hanno presentato il volume “La Cina Lontana – lotta alla povertà tra le minoranze dello Yunnan”. Il volume, accompagnato da un dvd, mostra le contraddizioni di una Cina piena di luci ma con altrettante zone d’ombra. È in questa Cina senza luce che la Cooperazione italiana allo sviluppo si è impegnata negli anni scorsi.

Nel corso della presentazione, infatti, Centola ha ricordato che l’ intervento è stato concentrato in una zona montuosa della provincia dello Yunnan nei pressi del confine col Vietnam, una zona abitata dalle minoranze etniche Miao e Dai individuata dal ministero degli esteri cinese.
L’ Ambasciatore Sessa ha sottolineato che l’ impegno della cooperazione italiana nello Yunnan si è concretizzato in scuole, cliniche e lavori di supporto all’ agricoltura – costruzione di acquedotti e di canali per l’irrigazione – che hanno contributo ad un netto miglioramento delle condizioni di vita della popolazione locale.
Sessa ha, inoltre, ricordato come i due Paesi abbiamo dimostrato concretamente la loro amicizia nel momento del bisogno, attraverso aiuti e interventi in soccorso delle popolazioni colpite da terremoti nella provincia cinese del Sichuan ed in Abruzzo. Lo si apprende dall’Ansa.
Ultimo aggiornamento.

Taiwan: illuminazione pubblica 100% a Led entro il 2011

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Taiwan: illuminazione pubblica 100% a Led entro il 2011

Taiwan sarà la prima nazione 100% a Led. Nel quadro della politica per lo sviluppo sostenibile lanciato da Taiwan, la totalità dei sistemi di illuminazione pubblica dell’isola che conta 700mila lampioni, sarà sostituita da lampade a Led, che com’è noto consumano di meno e hanno una durata molto maggiore dei dispositivi tradizionali.

Lo ha annunciato il ministro dell’Economia taiwanese, Yiin Chii-ming, nel corso di una conferenza stampa precisando che l’iniziativa fa parte del programma di sviluppo del comparto delle tecnologie pulite.

Questo piano, che segue al programma di sviluppo dell’industria taiwanese dei semi-conduttori negli anni Ottanta e a quello che a partire dagli anni Novanta ha permesso a Taiwan di essere leader nel settore de l’optoelettronica, mira a creare i presupposti per un nuovo miracolo economico taiwanese imperniato sulla green economy.

A questo scopo Chii-ming ha annunciato investimenti da parte del suo governo pari a circa 560 milioni di euro per l’efficienza energetica e altri 445 milioni di euro per lo sviluppo delle tecnologie verdi nei settori dell’energia solare, luci a led, eolico, biomasse, idrogeno, celle a combustibile, veicoli elettrici e comunicazione tecnologia. “Entro il 2015, il settore dell’energia verde sarà in grado di creare 110mila lavori all’anno a Taiwan”, ha detto Chii-ming.

In questo progetto ambizioso rientra anche la cooperazione, annunciata ad aprile e il cui lancio ufficiale è previsto per giugno, tra la Cina e Taiwan nella tecnologia dei Led allo scopo di mettere a punto uno standard per la certificazione dei Led e rivaleggiare in questo promettente mercato ad armi pari con Giappone, Corea del Sud e Germania.

fonte – Siac

La rinascita della cultura dell’etnia Qiang

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La rinascita della cultura dell’etnia Qiang

I Qiang sono una delle etnie più antiche della Cina, con una storia di oltre 3000 anni. Nell’antichità, i Qiang risiedevano principalmente nelle zone di frontiera della Cina nord-occidentale, e successivamente si sono trasferiti nell’odierna provincia del Sichuan. Amano abitare in case di pietra situate sui pendii dei monti, il che è valso loro l’appellativo di “etnia sulle nuvole”. Le residenze Qiang vengono costruite secondo la tecnica tradizionale, ed occupano un posto importante nella storia dell’architettura cinese e anche mondiale. Anche l’ abbigliamento, i canti, le danze e gli strumenti musicali Qiang possiedono evidenti caratteristiche etniche.

Dopo l’immane terremoto, gli organismi governativi e popolari per la tutela dei beni culturali e di ricerca sul patrimonio culturale si sono immediatamente attivati, creando dei gruppi di lavoro che hanno raggiunto le zone sinistrate per investigare le perdite umane e i danni ai beni culturali, avanzando proposte di tutela. Il ministero della Cultura e altri ministeri e dipartimenti hanno comunicato la costituzione della zona sperimentale di tutela ecologica della cultura Qiang, pubblicando il programma, ed inserendo nell’ambito della tutela tutte le zone ad alta concentrazione Qiang dello Shaanxi e del Sichuan. Il perno della tutela consiste nei siti culturali e negli eredi del patrimonio culturale immateriale, a cui le finanze centrali offriranno sostegno.

Il vice ministro della Cultura cinese Zhou Heping ha affermato che l’etnia Qiang non possiede una sua scrittura, e la trasmissione della cultura avviene per via orale di generazione in generazione, per cui occorre rafforzare la tutela degli eredi e riparare le sedi di trasmissione, ricorrendo alla tecnica digitale per ampliare l’ambito della diffusione e dell’influenza della cultura Qiang. Egli ha detto:

“La trasmissione della cultura Qiang si basa sugli eredi, quindi la tutela di costoro costituisce il nucleo della tutela. Tramite il lavoro in merito, occorre permettere loro di svolgere attività di trasmissione. Inoltre, bisogna tutelare gli oggetti concreti e i documenti importanti, raccogliendoli e riordinandoli, così da conservarli in modo più sistematico. Continueremo ad ampliare il contenuto della biblioteca digitale, costituendo un database speciale, così da tutelare la cultura Qiang con la moderna tecnologia.”

Beichuan è l’unico distretto dell’etnia Qiang della Cina. Per la trasmissione della cultura Qiang, dopo il terremoto la scuola media di Beichuan ha aperto seminari in materia, e lezioni di canto etnico due volte alla settimana tenute da insegnanti speciali. L’insegnante Xu ci ha detto:

“Stiamo organizzando del personale per compilare dei materiali sulla cultura Qiang, che dopo il completamento, diffonderemo nell’intera scuola.”

Dall’inizio di questo semestre, Li Chunhong, studentessa del secondo anno della scuola media superiore, ha partecipato ai seminari, da cui ha appreso moltissimo sulla cultura Qiang. Ella ritiene che questi corsi possano svolgere un ruolo di promozione della trasmissione e diffusione della cultura Qiang. Ella ha detto:

“Mi sembra che occorra permettere agli altri di conoscerci ulteriormente dal lato culturale, apprendendo più nozioni sulla nostra cultura, il che aggiunge anche più colori al mondo.”

Attualmente l’etnia Qiang conta oltre 300 mila membri, oltre l’ 80% dei quali risiede nel distretti di Maoxian e Wenchuan della prefettura autonoma delle etnie Tibetana e Qiang di Aba, e nel distretto autonomo dell’etnia Qiang di Beichuan, della città di Mianyang, nella provincia del Sichuan, le zone più gravemente colpite dal terremoto del 12 maggio 2008. L’improvviso terremoto di 8 gradi Richter ha distrutto la maggior parte delle cittadine e dei villaggi Qiang. Attualmente, nel corso della loro ricostruzione, il perno viene posto sulla messa in risalto delle caratteristiche della cultura Qiang. Il vice governatore della prefettura autonoma di Aba, Xiao Youcai, ha affermato che sono già iniziati i lavori di tutela e ricostruzione della cultura Qiang. Egli ha detto:

“Nel terremoto, i distretti di Maoxian, Wenchuan e Lixian, abitati dai Qiang, sono state le zone più colpite. Inseriamo sia la valorizzazione e il riordino della cultura Qiang che il suo stile architettonico nella ricostruzione post-calamità. Quanto all’architettura, utilizziamo alcuni stili culturali Qiang. Quanto alla valorizzazione e riordino della cultura etnica, abbiamo già fissato di costruire una biblioteca della cultura Qiang nel distretto di Maoxian, i lavori del progetto sono già iniziati.”

In merito alla tradizione culturale dei Qiang, l’Assessorato alla costruzione del Sichuan ha elaborato una speciale raccolta di mappe di architettura civile, e in aggiunta alle abitudini residenziali locali, ha creato dei modelli residenziali adatti all’etnia. In questo progetto, il villaggio Qiang di Jina, posto nel distretto di Beichuan, si è gradualmente trasformato da disegno tecnico in realtà. Nell’immane terremoto del 12 maggio 2008, la maggior parte delle residenze Qiang del villaggio Maoershi, della cittadina di Leigu, del distretto di Beichuan, è stata distrutta, mentre i terreni coltivati sono stati seppelliti dagli smottamenti e dalle frane. Ora su questa terra è già emerso un nuovo villaggio dotato delle caratteristiche e dell’aspetto etnico Qiang, chiamato Villaggio Qiang di Jina. Jina è la più bella divinità dell’etnia, per cui il nome del villaggio significa “luogo abitato dalla bella divinità”.

Il vice sindaco della cittadina di Leigu Yang Xiaokun, responsabile della costruzione del villaggio Qiang di Jina, ha già preso una decisione: egli sa che per la popolazione locale Qiang, la casa è solo il primo passo, la cosa più importante è il lavoro. Solo se l’etnia vive meglio su questa terra, la sua cultura potrà continuare ad essere trasmessa e sviluppata.

“Prima del terremoto, la popolazione viveva di agricoltura e pastorizia; dopo si può vedere che è già emerso un nuovo villaggio, considerando principalmente lo sviluppo del turismo. Abbiamo un progetto iniziale, ossia applicare un’amministrazione per categorie delle 71 famiglie locali, una parte gestisce locande, e un’ altra la ristorazione. Inoltre abbiamo anche il canto, la danza e il ricamo Qiang, che offrono buone opportunità allo sviluppo del turismo locale.”

Prima del terremoto, la contadina Tu Cheng-an coltivava la terra. Ora invece abita nel nuovo villaggio, vendendo sulla nuova piazza vari prodotti artigianali da lei ricamati e sandali di paglia tipici dei Qiang. Nonostante adesso i turisti non siano molti, nutre piena fiducia nel futuro. Ella ha detto:

“Se il turismo prende forma, gli affari miglioreranno sicuramente, spero che più turisti vengano nel nostro villaggio!”

Anche il “Programma della zona sperimentale di tutela ecologica della cultura Qiang”, varato recentemente dalla Cina, incoraggia i locali a valorizzare prodotti con valore commerciale ed artistico. Secondo alcuni studiosi, l’appropriato mantenimento della valorizzazione delle caratteristiche etniche potrà migliorare la vita dei locali, promuovendo anche la trasmissione culturale.

La donna Qiang Wang Zhenfang esprime con il canto il suo sentimento.

La cultura Qiang è come un filo di seta dorato, che lega i cuori dei Qiang e del popolo dell’intero paese. Tutti sperano sinceramente che la cultura Qiang possa rinascere dalla tragedia, dimostrandosi ancora più brillante.

fonte – Cri Online