ITALIA-CINA: Romiti, RAPPORTI ECCELLENTI, ATTESO HU JUNTAO

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ITALIA-CINA: Romiti, RAPPORTI ECCELLENTI, ATTESO HU JUNTAO

I rapporti tra Italia e Cina sono “eccellenti” e, approfittando dell’arrivo in Italia del presidente HuJuntao per il G8, “stiamo lavorando perche’ rimanga due giorni, prima o dopo il vertice, in visita ufficiale portando un notevole numero di imprese”.

A dirlo e’ Cesare Romiti, presidente della Fondazione Italia-Cina, che il 2 Aprile a Milano ha presentato le iniziative per il 2009. Oggi la Fondazione ha ufficializzato l’accordo di integrazione con la Camera di commercio italo-cinese, che allarghera’ la base associativa a quasi 400 membri, unendo le piccole e medie imprese della Camera alle grandi societa’, gli istituti di credito e le istituzioni pubbliche che sostengono la Fondazione. L’integrazione permettera’ da un lato un maggiore coordinamento delle strategie verso il mercato cinese, dall’altro consentira’ alle autorita’ cinesi di avere un unico riferimento in Italia per gli scambi economico-politici e culturali. L’importanza dei rapporti con la Cina e’ stata sottolineata anche dal sottosegretario allo Sviluppo economico Adolfo Urso, che in un messaggio inviato alla Fondazione ha ricordato che “la Cina e’ il Paese che potra’ trainare la ripresa economica internazionale”.


fonte – Agi Newson

Cina: ampie prospettive di sviluppo per il software outsourcing

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Cina: ampie prospettive di sviluppo per il software outsourcing

Nel gennaio scorso, l’Assemblea popolare della regione autonoma del Tibet ha approvato una risoluzione, decidendo di fissare il 28 marzo di ogni anno come “giornata commemorativa della liberazione di un milione di servi della gleba tibetani”. Il 28 marzo 2009, prima giornata commemorativa, nel corso della cerimonia celebrativa tenuta a Lhasa, il segretario generale del comitato del PCC della regione autonoma del Tibet Zhang Qingli ha affermato che negli ultimi 50 anni, il Tibet ha visto radicali cambiamenti, che hanno permesso alla sua popolazione di vivere una vita felice. In futuro, si continuerà a promuovere l’energico sviluppo economico locale, realizzando l’obiettivo di costituirvi una completa società benestante entro il 2020. Ecco di seguito un nostro reportage in merito.

 

Nella vecchia società tibetana, i padroni, pari a solo il 5% del totale della popolazione tibetana, possedevano la maggiore parte dei mezzi di produzione, mentre i servi della gleba e gli schiavi, pari al 95% del totale, si trovavano alla base della società, non solo privi dei mezzi di produzione, ma addirittura senza alcuna garanzia della libertà personale e della vita.

Nel 1951 il governo centrale cinese e il governo locale tibetano hanno sottoscritto l'” Accordo sul metodo di liberazione pacifica del Tibet”, grazie al quale il Tibet è stato pacificamente liberato. Tuttavia, per istigazione e sostegno dalle forze imperialiste, la classe dirigente del Tibet strappò pubblicamente l’accordo, istigando spudoratamente la ribellione armata. Il governo centrale, pacificando la ribellione, attuò nello stesso tempo un’ardente compagna popolare di riforma democratica, abolendo completamente il sistema teocratico feudale della servitù della gleba. Il 28 marzo è proprio il giorno di inizio della riforma democratica in Tibet.

La riforma democratica emancipò radicalmente un milione di servi della gleba tibetani, concedendo loro una nuova vita, e trasformandoli dai precedenti “strumenti parlanti” in dignitosi cittadini padroni del loro destino. Il segretario generale del Comitato del PCC della regione autonoma del Tibet Zhang Qingli ha affermato che questo è un grande contributo dato dalla Cina alla causa mondiale dei diritti umani. Egli ha detto:

“La radicale abolizione del sistema teocratico feudale della servitù della gleba e la completa emancipazione di un milione di servi della gleba tibetani costituiscono un’importante pietra miliare del movimento mondiale di eliminazione della schiavitù, un importante progresso della causa internazionale dei diritti umani, ed un grande contributo dato dal PCC e dal popolo cinese alla causa mondiale della democrazia, della libertà e dei diritti umani, per cui rivestono un significato di spartiacque epocale nella storia dello sviluppo del Tibet, nella storia moderna della Cina e nella storia dello sviluppo della società umana.”

Nei 50 anni della riforma democratica, il Tibet ha registrato radicali cambiamenti. Tsondre, che in passato è stata serva della gleba, ora vive una vita felice. Ella ha detto:

“Negli ultimi 50 anni, la nostra terra natale ha visto dei radicali cambiamenti, e la vita della popolazione un continuo miglioramento. Ora le strade arrivano davanti a casa, tutti hanno la TV e il telefono, i bambini hanno delle scuole dove studiare, e tutti si sono costruiti nuove case e hanno dei depositi in banca.”

Quanto all’esercizio dei diritti democratici, fra il personale degli organismi statali a livello di regione autonoma, città e distretto, l’ etnia tibetana e le altre minoranze occupano circa il 78%. La cultura tibetana ha ottenuto una completa tutela, il governo centrale ha stanziato enormi somme per il restauro e la tutela del Palazzo Potala e di altri siti culturali e storici locali, mentre la causa delle ricerche tibetologiche ha visto degli sviluppi senza precendenti.

Nel corso della cerimonia celebrativa, il segretario generale del Comitato del PCC della regione autonoma del Tibet Zhang Qingli ha affermato che il futuro, il Tibet ha degli obiettivi ancora più grandiosi, ossia costruire entro il 2020 una completa società benestante, e per il 100° anniversario della fondazione della Nuona Cina, realizzare la modernizzazione all’unisono con l’intero Paese.

Nello stesso tempo, Zhang Qingli ha osservato che la lotta contro la cricca del Dalai Lama non è un problema etnico, religioso o di diritti umani, ma una lotta collegata al mantenimento della sovranità e dell’integrità territoriale dello Stato. Egli ha sottolineato che occorre basarsi strettamente sulle popolazioni delle varie etnie per prevenire e colpire le varie attività separatiste e distruttive, mantenendo la sicurezza dello Stato e la stabilità del Tibet.

fonte – CriOnline

Cina: ampie prospettive di sviluppo per il software outsourcing

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Cina: ampie prospettive di sviluppo per il software outsourcing

Importanti novità, per quanto riguarda il campo delle auto ecologiche, sono in arrivo dalla Cina.

Artefice ne è la BYD, una società che ha iniziato producendo batterie ricaricabili e che ora presenta uno dei modelli più avanzati ed economici di auto ibrida. Il suo nome è BYD F3DM ed è una berlina che, alimentata da batterie al litio-ferro-fosfato, può arrivare ad una velocità di 150 km/h, con 100 km di autonomia. Per distanze superiori, un tradizionale motore a combustione interna da 1,3 litri, provvede a ricaricare la batteria.

 

Stando a quanto dichiarato dagli uomini della casa produttrice, la tecnologia sviluppata in Cina, basata su batterie al litio-ferro-fosfato, sarà molto più efficiente ed economica rispetto a quella utilizzata finora. L’auto potrà essere collegata ad una normale presa della corrente casalinga e ricaricarsi completamente in nove ore, tempo che potrà essere ridotto ad un terzo collegandosi ad apposite colonnine elettriche di ricarica veloce. Dieci minuti saranno invece sufficienti per permettere alla macchina di muoversi con solo metà carica.

Oltre che sulla tecnologia avanzata, l’auto elettrica cinese può puntare sul fattore economico per conquistare i mercati occidentali. Rispetto alle altre ibride giapponesi o europee, la Byd costerà, infatti, circa 10 mila euro in meno. In Cina, dove già è in commercio, l’auto costa 150 mila yuan, contro i 250 mila circa degli altri modelli.

Nata sei anni fa nella provincia dello Shaanxi come produttrice di batterie ricaribili, la BYD, ben rappresenta lo sviluppo che sta compiendo la Cina anche nel campo dello sviluppo sostenibile.

fonte – Peace reporter