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Zhang Jindong: dalla Cina con furore

Zhang Jindong: dalla Cina con furore

Come già ampiamente coperto dalla stra grande maggioranza dei giornali sportive (e non) tutti gli appassionati di calcio sono al corrente che ormai l’Inter è per il 70% di proprietà del gruppo Cinese Suning Group. Ma chi c’è alla testa di questo enorme conglomerato?

La grande multinazionale, è la risposta cinese a Jeff Bezos (CEO e Founder di Amazon.com), Zhang Jindong.

In soli 15 anni, il piccolo negozietto nella periferia di Nancino si trasforma in una delle 10 aziende più grandi di tutta la Cina con un fatturato di quasi 16 miliardi di Euro. Prima società straniera ad avere il proprio dipartimento di ricerca e sviluppo nella Silicon Valley e proprietaria del 20% di tutto il mercato cinese dei prodotti elettronici.

Jindong, come la maggior parte degli imprenditori, è anche un eccellente investor. Investe nella fornitura di materie prime, nel commercio al dettaglio, nell’e-commerce e persino nei prodotti per bambini e neo madri. Gli piace il calcio e decide di entrare in questo fantastico palcoscenico. Diventa così proprietario dello Jiangsu, squadra militante nel primo campionato cinese. Qui le strade si incrociano con quelle dell’Inter, rimane colpito dal club, e decide di passare alle luci della ribalta del calcio europeo. Il resto è già storia.

Ultima curiosità, grazie a questa nuova acquisizione per la prima volta gli investimenti cinesi all’estero hanno superato gli investimenti stranieri in Cina.  

Gucci Brucia La Sua Reputazione Sul Mercato Cinese

Gucci Brucia La Sua Reputazione Sul Mercato Cinese

Gucci e la sua madre francese Kering, hanno avuto un corso accelerato di sensibilità culturale, dopo che i suoi legali hanno inviato una lettera di diffida ai rivenditori di Hong Kong che vendevano borse di carta da bruciare per l’annuale Qingming Festival (festività comparabile al nostro Primo Novembre). Non è mancata la condanna da parte dell’opinione pubblica e dei media, provocando non poca pubblicità negativa anche fuori dalla nazione.

Gucci e la sua madre francese Kering, hanno avuto un corso accelerato di sensibilità culturale, dopo che i suoi legali hanno inviato una lettera di diffida ai rivenditori di Hong Kong che vendevano borse di carta da bruciare per l’annuale Qingming Festival (festività comparabile al nostro Primo Novembre). Non è mancata la condanna da parte dell’opinione pubblica e dei media, provocando non poca pubblicità negativa anche fuori dalla nazione.

La Kering, ha subito risposto scusandosi con un comunicato stampa, asserendo “di avere il massimo rispetto per quanto riguarda il contesto funebre, non avendo intenzione di procedere legalmente contro i negozianti che hanno violato il marchio Gucci. –giustificandosi che- “Le lettere sono state inviate come procedura di routine per la protezione della proprietà intellettuale.”

La Kering ha quindi riconosciuto l’errore e si è scusata per il malinteso causato dalle lettere, notizia che senza dubbio porterà sollievo ai rivenditori locali. La pratica di bruciare repliche cartacee di oggetti reali, fa parte di un lungo retaggio e profondo retaggio culturale, le offerte includono anche modelli di carta di auto di lusso, gatti, cani, sigarette, iPhone e birra, anche di marca.

 

Per concludere, Gucci ha dimostrato di non avere sensibilità culturale, non riconoscendo il profondo segno di rispetto che i consumatori nutrono per il brand e per lo status aspirazionale che questo garantisce. Infatti la popolazione non brucia semplicemente una borsa o una scarpa per farla arrivare nell’aldilà, ma brucia un prodotto di lusso, identificandolo come “il migliore” disponibile.

La tecnologia italiana è ogni anno sempre più presente all’estero come sinonimo di qualità e di opportunità di sviluppo.

La tecnologia italiana è ogni anno sempre più presente all’estero come sinonimo di qualità e di opportunità di sviluppo.

Dal 21 al 23 aprile si è svolta la quarta edizione della Fiera Internazionale della Tecnologia di Shanghai, ampiamente promossa dai ministeri del Commercio e della Scienza e Tecnologia di Pechino, l’ospite d’onore di quest’anno è stata è l’Italia.

Il tema di quest’anno è stato “Innovation Driven Developmente, Intellectual Propoerty Protection and Technology Trade Promotion”, in questa importante ricorrenza sono intervenute diverse aziende del “bel paese” tra cui: Ansaldo Energia, Finmeccanica, Italian Aerospace Network e un team di 30 ricercatori del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) che presenteranno 12 progetti per la smart city. Presente anche una delegazione del Ministero dell’Ambiente, per discutere sulla cooperazione in materia ambientale tra Cina e Italia.