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STEP, un programma di pre-incubazione che apre le porte di Hong Kong e dell’Asia

L’ecosistema startup di Hong Kong è più attivo che mai. Le attività e le opportunità anche per le startup europee si aprono già con l’inizio di questo 2021 con la prospettiva di offrire agli imprenditori che fanno innovazione una consistente apertura verso i mercati asiatici a partire da quello dell’area della baia di Hong Kong che rappresenta una delle zone più vivaci dell’intero continente.

La prima di queste opportunità è quella offerta dall’Hong Kong Science and Technology Park (HKSTP) ed è relativa al programma denominato Science and Technology Entrepreneur Program (STEP).  

STEP è un programma della durata di un anno che si propone come efficace supporto per gli imprenditori che stanno sviluppando startup tecnologiche, si tratta di un vero e proprio programma di pre-incubazione che aiuta a mettere bene a fuoco il modello di business, a raffinare il prodotto, tecnologia o servizio che si intende portare sul mercato, che apre le porte al mercato e che aiuta a individuare gli investitori potenzialmente più interessati. Il programma prevede inoltre un seed fund iniziale da 100mila dollari di Hong Kong, poco più di 10.500 euro, sotto forma di grant, quindi senza equity in cambio, la presenza di mentor dedicati e approfondimenti sull’ecosistema startup di Hong Kong nonché, compatibilmente con le normative a contenimento della pandemia, la disponibilità di spazi nel co-working di HKSTP per tutto il periodo e la preparazione all’ingresso all’incubatore di HKSTP per le startup che vorranno continuare a mantenere attiva la loro presenza nell’area e proseguire nello sviluppo del loro business.

Il programma è alla ricerca di imprenditori che stiano sviluppando startup basate su idee che già hanno preso la strada della ricerca e dello sviluppo e per quanto riguarda le startup provenienti dall’estero è aperto ad aziende che o hanno già una ragione sociale di Hong Kong ma da meno di un anno o aziende che intendono aprirla dedicando anche parte del loro team al programma.

È possibile ottenere maggiori informazioni e assistenza per accedere al programma a questa pagina https://www.investhk.it/ tenendo in considerazione che STEP è articolato in tre batch annuali che si chiudono nei mesi di gennaio, maggio e settembre e che il prossimo è appunto quello di gennaio 2021 la cui deadline è fissata per il giorno 29. I criteri principali sui quali la commissione di valutazione di HKSTP sceglie le startup da invitare al programma ruotano attorno alla valutazione delle competenze del team, al potenziale dello sviluppo in termini di business, al tasso di innovatività e alle attività di ricerca e sviluppo a supporto del prodotto, tecnologia o servizio che si intende proporre. La commissione di valutazione renderà noti i nomi delle startup selezionate entro il mese di marzo 2021.

La proposta del programma STEP è una tra le più efficaci per le startup internazionali, quindi naturalmente anche quelle italiane, che intendono approfondire la loro conoscenza del mercato asiatico e allo stesso tempo riceve supporto di alto profilo per sviluppare al meglio la loro innovazione. STEP si inserisce naturalmente nel quadro delle attività che l’ecosistema startup di Hong Kong propone e che sono promosse da InvestHK con la cui rappresentanza in Italia Startupbusiness ha avviato una collaborazione che parte proprio con la proposta del programma STEP.

Stefano De Paoli, Rappresentante in Italia di InvestHK sottolinea come “Hong Kong offre occasioni irripetibili ai giovani imprenditori stranieri che hanno spirito di iniziativa, voglia di crescere e idee originali e innovative. Prime fra tutte le infrastrutture come il Parco Scientifico e Tecnologico e il Cyberport, che li ospita in un ambiente creato apposta per facilitare il loro inserimento e la crescita dei loro progetti in una dimensione internazionale. In particolare il Parco mette a loro disposizione team di esperti che li aiutano a sviluppare le attività di ricerca e sviluppo, ad organizzare programmi di marketing e di espansione commerciale, a trovare partner tecnologici, industriali ed investitori, acquisire clienti e agenti. Per non parlare delle innumerevoli misure di sostegno economico che il governo locale mette a disposizione delle startup che fanno ricerca e sviluppo. Il nostro ufficio in Italia è fortemente impegnato ad accompagnare, passo per passo, lungo tutto il percorso di avvicinamento, e oltre, i giovani imprenditori, ma anche i meno giovani, desiderosi di arricchirsi di un’esperienza unica, che aprirà loro le porte verso i mercati internazionali con vantaggi competitivi inimmaginabili”.

L’Asia apre le porte alle PMI e alle StartUp Innovative

 

C’è un’isola felice, dall’altra parte del mondo, dove l’iniziativa imprenditoriale, l’innovazione e la creatività sono premiate con una quantità e qualità di benefici impagabili. Parliamo di Hong Kong, un piccolo territorio, regione autonoma della repubblica popolare cinese, che si distingue da qualunque altro paese del mondo per una serie di caratteristiche uniche, sviluppate nel corso della sua storia recente a misura di imprenditore. Definita nel tempo: “porta per la Cina”, “città dove l’Oriente incontra l’Occidente”, “capitale dello shopping”, “centro finanziario internazionale”, “economia più libera del mondo”, “porto franco”, la Cina che parla inglese”, solo per citare le più comuni. Ma nessuna definizione rende giustizia al clima quasi perfetto di cui si avvale un imprenditore, di qualunque parte del mondo, che sceglie di operare a Hong Kong, anche solo con una micro impresa, un desk in uno spazio di co-working o un’operazione logistica in outsourcing.

 

In Cina si dice che “Crisi è sinonimo di Opportunità” e la storia di Hong Kong è zeppa di esempi di quanto sia vera questa teoria. L’esempio più vistoso è l’attuale crisi conseguente alla pandemia da Covid, aggravata dalla guerra tecnologica e commerciale in corso tra Cina e USA, che ha inflitto anche a Hong Kong danni ingenti in alcuni settori come il retail del lusso, il settore alberghiero e la ristorazione, ma allo stesso tempo ha indotto un impulso travolgente alla crescita delle attività finanziarie e tecnologiche, grazie all’indomabile resilienza della regione autonoma e del suo sistema imprenditoriale, alle caratteristiche del mercato e alle ingenti risorse finanziarie messe a disposizione delle imprese, locali e straniere, dall’amministrazione della regione.

 

Per una micro impresa italiana il salto potrebbe apparire quanto meno azzardato, oltre che complicato; un passo riservato alle aziende che possono contare su grandi risorse finanziarie, già consolidate in Italia e nei mercati europei. Niente di più sbagliato. L’Asia certamente non è per tutti e il prezzo da pagare per chi ci si avventura impreparato potrebbe essere molto alto. Per avviare i primi passi si può contare sui servizi di un ufficio del governo di Hong Kong, che opera a Milano da diversi anni, con lo scopo di orientare ed eventualmente accompagnare le imprese italiane in ogni fase del processo di avvicinamento verso la regione autonoma cinese, in base alle dimensioni e agli obiettivi del progetto. Si chiama InvestHK (www.investhk.gov.hkitaly@investhk.com.hk – tel. 02 8953 4108), i suoi servizi sono efficienti e, soprattutto, gratuiti. Il passo è certamente importante, ma l’offerta è di quelle che non si possono rifiutare: un mercato di enormi dimensioni e in crescita, la più alta concentrazione di ricchi in Asia, incentivi economici per chi fa innovazione, ma anche a sostegno dell’export verso la Cina e il resto dell’Asia, regime fiscale semplice e moderato, grandi opportunità e percorsi privilegiati per i talenti tecnologici, informatici, biomedicali, un ambiente imprenditoriale tra i più liberi al mondo, costi più che ragionevoli, grazie anche alla grande disponibilità di spazi di co-working a prezzi irrisori.

 

Un discorso a parte va fatto per le startup innovative, che hanno progetti in settori di forte richiamo come l’intelligenza artificiale, biomedicale, robotica, IoT, Fintech, ICT, Retailtech, Foodtech, solo per citarne alcuni tra i più richiesti. Le regole sono poche e molto semplici:

1. costituire una società locale, a condizioni super agevolate;

2. aderire a un programma di accelerazione di 3-4 anni in una delle pregevoli strutture locali dedicate, dove lavorare in un ambiente cosmopolita, guidati passo-passo da team di esperti in ogni aspetto dell’attività;

3. dedicare a R&S almeno il 50% dell’attività nel periodo di accelerazione;

4. disponibilità di almeno un socio fondatore a trasferirsi a Hong Kong, per gestire il programma di accelerazione.

Tutto il resto è in discesa: ampia disponibilità di contributi economici per sostenere il programma, aiuto ad accedere a fondi pubblici, presentazione ad investitori privati, aiuto a sviluppare una rete di fornitori di componenti e partner industriali a Shenzhen e nelle vicine città della Greater Bay Area, presentazione di partner tecnologici e accademici per facilitare la formazione di team che collaborano al progetto, accesso a laboratori, attrezzature scientifiche ed esperienze tecnologiche di ogni tipo, possibilità di alloggiare in strutture dedicate, supporto di marketing e sviluppo commerciale, nessun impegno a condividere la proprietà intellettuale dei progetti.

 

Avete un progetto innovativo e vi serve un partner che vi metta a disposizione esperienze di IA, di riconoscimento facciale, o dovete progettare e produrre componenti elettronici particolari o assemblare il prodotto finale a costi competitivi? Nel Science Park di Hong Kong c’è un team a disposizione per risolvere queste richieste e molto altro. C’è addirittura un programma di pre-incubazione, denominato STEP, tramite il quale si può ottenere un anticipo di contanti per sviluppare il progetto, standosene a casa in Italia, per un anno, prima di decidere se formalizzare la domanda di incubazione o accelerazione. Nel Science Park o nel Cyberport di Hong Kong c’è posto ovviamente anche per le aziende che hanno superato i tre anni per essere ammesse come start-up. A parte i contributi diretti, destinati all’avviamento del programma di incubazione, tutti gli altri benefici sono disponibili anche per le PMI che operano a Hong Kong, senza alcuna discriminazione tra imprese locali o straniere, compresa l’assistenza ad accedere ai generosi contributi del governo della regione autonoma cinese, di cui è disponibile un elenco completo e ben dettagliato in questa pagina web: www.startmeup.hk/startup-resources/government-funding-scheme-and-support/ consigliamo di leggerla fino in fondo. Ce n’è veramente per tutti.

 

Come dice il proverbio: chi ha tempo non aspetti tempo. Le attrattive sono notevoli, il percorso facilitato, ma la competizione internazionale è forte. Non c’è spazio per gli indecisi.

 

La Cina ha recentemente firmato il più grande accordo di libero scambio

La Cina ha appena firmato il più grande accordo di libero scambio del mondo – RCEP (Regional Comprehensive Economic Partnership)!  I paesi che partecipano all’accordo includono i dieci stati membri dell’ASEAN (Associazione delle Nazioni del Sud-Est asiatico), la Corea del Sud, il Giappone, l’Australia e la Nuova Zelanda. Il RCEP è il primo grande accordo multilaterale di libero scambio di questa portata a cui la Cina abbia mai aderito, un segnale del nuovo livello di apertura ed espansione economica che consegna alla RPC la leadership nella crescita economica globale. Se state pianificando il vostro business nella Cina continentale, dovete conoscere tre aspetti significativi del RCEP e le ricadute che questi avranno sulle attività commerciali in Cina!

 

1.STANDARDIZZAZIONE DELLE TARIFFE E REGOLE DI SCAMBIO

Il RCEP standardizza le regole per la designazione del paese di origine nelle spedizioni all’interno degli stati membri e richiede che i paesi partecipanti all’accordo non impongano tariffe sulle importazioni designate in franchigia doganale. Le tariffe sono generalmente limitate alle industrie sensibili o strategicamente vitali. I membri RCEP comprendono quasi un terzo della popolazione mondiale e contribuiscono a quasi il 30% del PIL globale.

Secondo Paul Chan Mo Po, Segretario finanziario della Regione amministrativa speciale di Hong Kong, il governo di Hong Kong si adopererà per aderire all’accordo come giurisdizione doganale separata dalla Cina continentale. Hong Kong ha già un accordo di libero scambio attivo con l’ASEAN.

Chan fa presente che, mentre Hong Kong contribuisce attivamente alla circolazione interna della Cina, la regione lavorerà anche per espandere la circolazione esterna attraverso lo sviluppo a lungo termine delle catene di fornitura regionali e delle reti di distribuzione delle risorse, generando nel contempo una crescita di alto livello per l’economia locale. I nuovi membri potranno firmare l’accordo 18 mesi dopo la sua ratifica.

 

2.VELOCIZZAZIONE DEI NEGOZIATI A SEGUITO DELLE TENSIONI COMMERCIALI FRA USA E CINA

Il RCEP entrerà in vigore una volta ratificato da sei membri ASEAN e tre non ASEAN. L’accordo è stato originariamente concepito nel 2012 ed è stato oggetto di numerose trattative nel corso dei successivi otto anni, prima di essere firmato il 15 novembre 2020. L’avvento della guerra commerciale USA-Cina, il ritiro degli Stati Uniti dagli accordi multilaterali di libero scambio, le diffuse ricadute economiche e l’urgenza di una ripresa dalla pandemia COVID-19 nel 2020 hanno accelerato il ritmo dei negoziati nella seconda metà del decennio.

Secondo il New York Times, il RCEP dimostra che la comunità internazionale perseguirà, se necessario, il commercio multilaterale senza gli Stati Uniti. Un socio anziano del Peterson Institute for International Economics ha affermato al New York Times che il RCEP aiuterà le aziende a sviluppare una maggiore flessibilità con le loro catene di fornitura al fine di eludere le tariffe USA, a trasferire la produzione dalla Cina all’ASEAN e a mantenere l’accesso al mercato interno cinese.

Molti membri che partecipano al RCEP hanno già stipulato accordi commerciali bilaterali, che il RCEP collega tra loro su scala più ampia. In alcuni casi, il RCEP è una pietra miliare per il commercio tra le principali economie asiatiche. Si prevede che l’accordo eliminerà l’86% delle tariffe sui beni industriali esportati dal Giappone verso la Cina, mentre il 92% delle esportazioni giapponesi verso la Corea del Sud saranno esentate dalle tariffe.

Il governo cinese ha promesso più trasparenza abolendo tutte le restrizioni sugli investimenti esteri, a parte quelle relative ai settori “disincentivati”. Cesserà anche la controversa pratica del “Technology Transfer”, in cui le aziende straniere si sono sentite obbligate a trasferire la loro proprietà intellettuale a partner con sede in Cina. Wang Shouwen,Vice Ministro del Commercio cinese, ha sostenuto inoltre che il Ministero del Commercio prenderà misure adeguate al fine di consentire agli investitori stranieri l’accesso al settore finanziario cinese.

Queste misure di riforma, insieme alla strategia di doppia circolazione e al RCEP, indicano che il commercio all’interno della regione Asia-Pacifico è destinato ad espandersi nei prossimi anni con l’economia di consumo in espansione della Cina e gli investimenti stranieri strategici che svolgono un ruolo di primo piano. Questi importanti progressi nel libero scambio regionale e globale continuano a confermare le previsioni di lungo periodo del nuovo secolo asiatico, poiché il centro dell’attività economica globale si sposta verso la regione più velocemente di quanto previsto.

 

 3. SIAMO QUI PER AIUTARTI!

Siamo entusiasti delle possibilità che questo accordo fornisce alle aziende e imprese di tutta la regione, in particolare ad Hong Kong, nella Cina continentale e nella Greater Bay Area. In questo momento storico per il business in Asia, la nostra esperienza di lunga data nel collegare le aziende italiane al mercato cinese e di Hong Kong e nell’accorciare le distanze fra Asia ed Europa può aiutare a dare vita a nuove iniziative e a sviluppare nuovi, ambiziosi progetti.

Se avete bisogno di assistenza per la creazione o il potenziamento di un’impresa della RPC, non esitate a contattarci in qualsiasi momento.