Hong Kong Fintech Week

Hong Kong Fintech Week

 

 

Chi si occupa di FinTech non dovrebbe perdere l’opportunità di partecipare alla Hong Kong FinTech Week, il primo evento tecnologico transfrontaliero al mondo che si svolge a Hong Kong, la capitale finanziaria asiatica, e a Shenzhen, la “Silicon Valley” cinese. È una delle più grandi conferenze del settore, che attrae più di 8000 manager e oltre 200 tra fondatori, investitori, regolatori e accademici del FinTech.

Invest Hong Kong organizza una delegazione italiana alla Hong Kong Fintech Week. I partecipanti avranno l’opportunità di essere guidati lungo un percorso di internazionalizzazione a Hong Kong e a Shenzhen, per incontrare potenziali investitori, clienti e partner, e avviare un processo di espansione in Asia, il più grande mercato Fintech al mondo.

Il valore degli investimenti in progetti FinTech a Hong Kong ha raggiunto 545,7 milioni di dollari nel 2017, più che raddoppiato rispetto al 2016. La partecipazione alla HK Fintech Week permetterà di partecipare a programmi come il Fast Track (un percorso di incontri con governo, regolatori, investitori, VC, acceleratori, associazioni e istituzioni), Innovation Lab Tours (visita ai principali laboratori di innovazione, hub, acceleratori e incubatori di Hong Kong, con incontri organizzati con il personale chiave per comprendere i loro ruoli e focus nel processo di sviluppo dell’ecosistema FinTech di Hong Kong), Business Matching (programmi di incontri di lavoro facilitati).

Per i partecipanti sono previste condizioni di viaggio e soggiorno agevolate e assistenza in loco.

Per maggiori informazioni veniteci a trovare presso il FinTech District di Via Sassetti 32 – Milano.

Dal 26 al 28 settembre dalle 15.30 alle 17.30

 




Sviluppo Cina lancia il Gruppo di Lavoro “Sicilia-Cina Food and Wine”

Sviluppo Cina lancia il Gruppo di Lavoro “Sicilia-Cina Food and Wine”

 

Nonostante il forte richiamo del brand “Italia” in Cina, soprattutto per la moda, il design, il calcio e la ristorazione, l’export dei nostri vini e prodotti agro-alimentari fa registrare risultati a dir poco deludenti, distaccati di molte misure da Francia, Olanda, Germania, e Irlanda, tra i concorrenti europei del settore food, e ancora da Francia, Australia, Cile e Spagna, per l’export di vini in Cina.

È questo il primo messaggio scaturito dal Convegno di Caltanissetta dello scorso 28 marzo, sul tema “Sicily-China Food & Wine” organizzato da IRPAIS, Consorzio Universitario di Caltanissetta, Banca del Nisseno e Sviluppo Cina, con la partecipazione di una delegazione istituzionale cinese e oltre 150 imprenditori siciliani del settore agroalimentare e vitivinicolo, i rappresentanti dei maggiori consorzi del settore, le università e numerosi rappresentanti delle Istituzioni regionali.

A questa premessa, tutt’altro che incoraggiante, è seguita una lunga ed articolata analisi delle cause, delle opportunità e dei percorsi da seguire, per far decollare le esportazioni italiane, in particolare siciliane, del settore agroalimentare verso la Cina, sostenute anche da un’efficace promozione del turismo cinese verso la Sicilia, con azioni volte a diffondere la cultura, la storia e le attrattive naturali e artistiche dell’isola.

Il primo impegno assunto dagli organizzatori del convegno è stato quello di creare un gruppo di lavoro con il compito di: proporre le azioni necessarie, discuterne l’implementazione, ricercare i mezzi economici pubblici e privati necessari, coordinare gli sforzi di agricoltori, produttori, commercianti, imprenditori del turismo e delle istituzioni, avviare un programma di attività promozionali, creare e sostenere lo sviluppo del brand “Sicily” legato a un’immagine di qualità e genuinità. A meno di quattro mesi dal Convegno, questo gruppo è la prima risposta a questo impegno. Si tratta di un gruppo di discussione, che nasce all’interno di Sviluppo Cina, e che potrà in seguito dar vita a un’associazione, una rete di imprese o altra forma giuridica indipendente. Il secondo impegno era quello di creare una struttura promozionale del turismo e del food siciliano in Cina, e anche questo è in corso di realizzazione: il primo “Sicily Point” sarà inaugurato a Shanghai nel prossimo mese di ottobre 2018. Tra breve saremo in grado di fornirvi maggiori dettagli.

Un miliardo e mezzo di consumatori cinesi sono alla ricerca di modelli di consumo occidentali e di prodotti alimentari genuini, provenienti da paesi incontaminati, che offrano garanzie di regole certe a protezione della salute e qualità della vita. Sviluppo Cina, ente per la promozione delle relazioni economiche tra Italia e Cina, a fianco di Irpais, del Consorzio Universitario di Caltanissetta, di Banca del Nisseno e di tutte le istituzioni, le imprese e di chiunque vorrà unirsi in questo progetto ambizioso, che ci auguriamo efficace per il rilancio dell’economia e dell’immagine siciliana nel mondo, mette a disposizione tutta la sua esperienza, la sua reputazione e i contatti sviluppati nei 10 anni di attività associativa, e degli oltre 30 anni di rapporti di alcuni membri del suo direttivo, con le imprese e le istituzioni cinesi.

Contiamo sulla partecipazione numerosa. È un gruppo di discussione, apolitico, aperto a chiunque sia interessato a partecipare, fornire il proprio contributo di idee e di conoscenze. L’unico impegno richiesto a chi aderisce è quello di partecipare in modo costruttivo a tutte le discussioni e a contribuire a far crescere il gruppo tra i propri contatti.

Auguro buon lavoro a tutti i partecipanti ed apro le discussioni con questo messaggio di benvenuto che mi auguro sia un primo stimolo all’avvio di discussioni utili all’obiettivo ultimo che ci siamo proposti di raggiungere: la crescita delle esportazioni e della conoscenza dei prodotti agro-alimentari e delle attrattive turistiche della Sicilia in Cina. Ogni contributo, dalla singola frase alle analisi più complesse, soprattutto se costruttive, sarà molto gradito. È permessa la riproduzione di tutti i contributi pubblicati in questo gruppo da parte dei media cartacei e digitali, a condizione che ne sia citata la fonte. Chi partecipa dà esplicitamente il consenso alla loro pubblicazione. Gli organizzatori si riservano il diritto di censurare linguaggi e commenti offensivi e propaganda politica.

Stefano De Paoli, Presidente, Sviluppo Cina

 

 

 




Hong Kong abbassa le Imposte alle Imprese

Hong Kong abbassa le Imposte alle Imprese

 

Il regime fiscale di Hong Kong, già molto favorevole alle imprese, sarà ulteriormente agevolato da un recente provvedimento del nuovo governo. Dal primo aprile 2018 è infatti entrato in vigore un doppio livello di aliquote di imposta sui redditi delle imprese. L’aliquota del 16,5%, in vigore da molti anni, resta valida per i redditi che eccedono 2 milioni di dollari di Hong Kong (207.000 euro al cambio attuale), ma i primi 2 milioni di HKD di reddito, di tutte le imprese, saranno ora tassati all’8,25%.

Per le imprese prive di personalità giuridica (cioè le società di persone e le imprese individuali), le aliquote fiscali a due livelli sono ora fissate al 7,5% e al 15%. Con le nuove aliquote le società di capitale e le imprese di persone di Hong Kong risparmieranno rispettivamente fino a 165.000 e 150.000 HK dollari di tasse all’anno.

Il regime delle aliquote fiscali a due livelli andrà a beneficio di tutte le imprese, indipendentemente dalle loro dimensioni. Per evitare che gli utili siano distribuiti su più imprese, per avvalersi dell’aliquota inferiore oltre la soglia dei 2 milioni di HKD, e per agevolare le PMI, l’applicazione dell’aliquota inferiore è limitata a una sola impresa, nel caso di gruppi di imprese collegate.

L’obiettivo del governo è quello di adottare un sistema fiscale concorrenziale per promuovere lo sviluppo economico, mantenendo un regime fiscale semplice e moderato. Il regime di aliquote a due livelli ridurrà il carico fiscale per le imprese, in particolare le PMI e le start-up. Questo consentirà di agevolare ulteriormente il clima imprenditoriale, stimolare la crescita economica, creare opportunità di lavoro e migliorare la competitività di Hong Kong.

Le imprese italiane che volessero chiarimenti e assistenza per costituire un’entità a Hong Kong e avvalersi del suo regime fiscale e ambiente favorevole alle imprese, per sviluppare partnership, esportazione di prodotti e servizi verso la Cina, possono rivolgersi in Italia a InvestHK, ufficio del governo di Hong Kong, che offre servizi gratuiti alle aziende. Grazie all’accordo contro la doppia tassazione siglato con il governo italiano, da gennaio 2016 Hong Kong è stata rimossa dalla Black List dei paradisi fiscali e tutte le operazioni economiche con la regione autonoma cinese non sono più soggette a controlli o restrizioni di alcun tipo.