Ripartire con L’Export: Ultima Chiamata per la Cina

Ripartire con L’Export è una scelta obbligata. Occorre reagire con grande coraggio e senza indugi, per recuperare in tempi brevi fatturato e voglia di crescere ma, soprattutto, per ridurre la dipendenza dal mercato interno, anche in previsione di un possibile ulteriore rallentamento dei consumi nella fase di assestamento del periodo post Covid-19. Ma da dove cominciare?

Sicuramente dall’Asia, e volendo restringere l’obiettivo, dalla Cina. Ci sono infiniti motivi per iniziare da qui, non solo per le dimensioni del mercato, la rapida crescita del ceto medio, la forte domanda di beni stranieri, tutti fattori ben noti a chi si occupa di export, ma anche per i numerosi incentivi alle importazioni concessi dal governo di Pechino.

Dall’organizzazione della fiera dell’import di Shanghai, alla creazione di innumerevoli nuove zone franche e shopping mall duty-free, per favorire il commercio dei prodotti di consumo stranieri, alla definizione di accordi commerciali di enorme portata, come l’ultimo RCEP e numerose altre iniziative meno pubblicizzate ma altrettanto efficaci, il Paese del Dragone si sta impegnando attivamente per attrarre le imprese straniere e rilanciare la propria economia.

Ultima chiamata per la Cina: chi perde questo treno (o sarebbe meglio dire questo volo) rischia di restare fermo per molti anni a venire!

L’Italia si è mossa con discreto dinamismo verso la Cina, ma in ordine sparso, senza la necessaria convinzione e preparazione. Il risultato è l’imbarazzante posizione che ricopriamo tra i Paesi fornitori: siamo al 24° posto, contro per esempio la Germania che occupa il 7° posto. Per non parlare dell’inammissibile posizione in fondo alla classifica in quei settori in cui primeggiamo in tutto il mondo. La concorrenza internazionale è molto forte e ha occupato molti degli spazi che ci spetterebbero di diritto, per competenze, esperienza, qualità e reputazione. I più evidenti sono sotto gli occhi di tutti: ristoranti italiani gestiti da persone di ogni parte del mondo, caffè, formaggi, salumi, vini, moda e accessori “Italian Sounding” sono presenti in ogni angolo della Cina. Automobili e attrezzature industriali tedesche e giapponesi sono onnipresenti. Eppure, l’Italia gode di una popolarità superiore alla maggior parte delle altre nazioni in Cina, dal calcio alla moda, dal cinema alla ristorazione e al design, i cinesi amano l’Italia e sono ben disposti ad acquistare prodotti italiani.

I settori di opportunità̀ per le imprese italiane non si limitano però alle tradizionali eccellenze del Made in Italy di Fashion, Furniture e Food and Beverage (le cosiddette “3F”), ma andrebbero presi in considerazione anche altri settori quali: ambiente ed energia sostenibile; agricoltura/meccanizzazione agricola e food (intera filiera); urbanizzazione sostenibile e smart-cities; sanità; aviazione; tecnologie spaziali /space economy e relative applicazioni; infrastrutture e trasporti; industrie culturali e creative.

Tuttavia, trovare un importatore cinese che si assuma l’onere di far conoscere, distribuire e gestire i servizi per conto nostro in Cina è un’impresa impossibile, se non preparata con un impegno importante. Per questo occorre stabilire una presenza fisica nella regione: che sia un semplice ufficio di rappresentanza, un’operazione logistica, commerciale, di supporto di marketing, ricerca e sviluppo, cooperazione tecnologica, l’importante è esserci. Essere visibili nel mercato, stabilire e mantenere contatti personali, dimostrare con la nostra presenza fisica che siamo impegnati ad affiancarci a loro, fornendo tutta l’assistenza e le conoscenze che abbiamo a disposizione, mostrando la volontà di inserirci e restare nel mercato, mettendoci la nostra “faccia”, concetto determinante nella cultura cinese, in ogni aspetto della vita quotidiana.

È ora di svegliarsi – “Non ci possiamo più permettere di ignorare l’unico mercato che cresce e che chiede prodotti di qualità, con una forte propensione ad acquistare prodotti di importazione, sia nei settori di largo consumo, sia in quelli di nicchia e dei beni strumentali” – dice Stefano De Paoli, direttore dell’ufficio italiano di InvestHK, il dipartimento del governo di Hong Kong preposto all’assistenza alle aziende straniere nella regione autonoma cinese.

InvestHK, con il proprio team italiano, si propone di portare per mano – gratuitamente – le PMI e le start-up italiane in Cina, accompagnandole passo dopo passo lungo un percorso facilitato, dalla piattaforma della regione, Hong Kong, verso la Cina continentale.

D’altronde, la città più vicina possibile, quando si parla di Cina, è senz’altro Hong Kong. Non solo perché si raggiungono in macchina, autobus, treno o metropolitana metropoli come Shenzhen, Guangzhou (Canton) e le altre 8 città della Greater Bay Area, così come anche le più remote città della Cina in poche ore di treno veloce o tramite gli innumerevoli collegamenti aerei diretti; Hong Kong è più vicina alla cultura occidentale anche in termini di lingua, stile di vita, abitudini commerciali, disponibilità di servizi finanziari e di ogni altro tipo.

L’inglese è la lingua ufficiale a Hong Kong. Le merci entrano ed escono in tempi da record, senza restrizioni e licenze. Anche i pagamenti, sia in entrata che in uscita, sono rapidi ed efficienti: grazie alle banche locali si possono effettuare in qualunque valuta, ovviamente incluso il Renminbi cinese, senza formalità particolari. La valuta locale, il dollaro di Hong Kong, legato al dollaro USA, mette al riparo da rischi di cambio capitali e profitti. Per non parlare del semplice e moderatissimo regime fiscale, che consente di pagare solo l’8,25% di imposte sui primi 2 milioni di dollari di Hong Kong di profitti di impresa, e il 16,5% sulla parte rimanente, con un tetto massimo del 15% sui redditi delle persone fisiche, niente IVA e nessuna delle decine di imposte con cui siamo ormai abituati a convivere.

Stabilire una presenza fisica a Hong Kong oggi è particolarmente facile e relativamente poco costoso. Ci sono decine di spazi in co-working a partire da poche centinaia di euro al mese. Il governo di Hong Kong offre incentivi economici alle aziende, ovviamente anche straniere purché presenti con una stabile organizzazione locale, a sostegno delle esportazioni, delle attività di R&S e di una lunga serie di altre attività economiche. Il Parco Tecnologico e il Cyberport incentivano l’insediamento di PMI e di startup con ogni mezzo, inclusi contributi economici e team dedicati allo sviluppo delle imprese che ospitano. Oltre a innumerevoli società di venture capital con i relativi programmi di incubazione, sono pronti e desiderosi di accogliere e sostenere le aziende e i talenti italiani (persone fisiche, ricercatori, anche non collegati a proprie iniziative imprenditoriali) che rientrano nei settori prioritari stabiliti dai programmi del governo locale. Anche una micro-impresa, con un progetto innovativo e un buon potenziale di sviluppo nei mercati internazionali, può contare sull’assistenza quotidiana e gratuita, da parte di team di esperti nella ricerca di partner tecnologici e commerciali, investitori, finanziamenti pubblici e privati, stagisti, supporto accademico e quant’altro necessario a raggiungere gli obiettivi programmati.

“Il team italiano di InvestHK è disponibile ad esaminare e discutere, senza alcun impegno, con tutti quanti siano interessati ad approfondire il discorso, anche direttamente, in via telematica, con le controparti locali e, al momento opportuno, ad avviare il percorso” conclude De Paoli.

Il consiglio è di prenotare un colloquio con InvestHK in Italia tramite la email italy@investhk.com.hk oppure chiamando al numero 02 8953 4108.




STEP, un programma di pre-incubazione che apre le porte di Hong Kong e dell’Asia

L’ecosistema startup di Hong Kong è più attivo che mai. Le attività e le opportunità anche per le startup europee si aprono già con l’inizio di questo 2021 con la prospettiva di offrire agli imprenditori che fanno innovazione una consistente apertura verso i mercati asiatici a partire da quello dell’area della baia di Hong Kong che rappresenta una delle zone più vivaci dell’intero continente.

La prima di queste opportunità è quella offerta dall’Hong Kong Science and Technology Park (HKSTP) ed è relativa al programma denominato Science and Technology Entrepreneur Program (STEP).  

STEP è un programma della durata di un anno che si propone come efficace supporto per gli imprenditori che stanno sviluppando startup tecnologiche, si tratta di un vero e proprio programma di pre-incubazione che aiuta a mettere bene a fuoco il modello di business, a raffinare il prodotto, tecnologia o servizio che si intende portare sul mercato, che apre le porte al mercato e che aiuta a individuare gli investitori potenzialmente più interessati. Il programma prevede inoltre un seed fund iniziale da 100mila dollari di Hong Kong, poco più di 10.500 euro, sotto forma di grant, quindi senza equity in cambio, la presenza di mentor dedicati e approfondimenti sull’ecosistema startup di Hong Kong nonché, compatibilmente con le normative a contenimento della pandemia, la disponibilità di spazi nel co-working di HKSTP per tutto il periodo e la preparazione all’ingresso all’incubatore di HKSTP per le startup che vorranno continuare a mantenere attiva la loro presenza nell’area e proseguire nello sviluppo del loro business.

Il programma è alla ricerca di imprenditori che stiano sviluppando startup basate su idee che già hanno preso la strada della ricerca e dello sviluppo e per quanto riguarda le startup provenienti dall’estero è aperto ad aziende che o hanno già una ragione sociale di Hong Kong ma da meno di un anno o aziende che intendono aprirla dedicando anche parte del loro team al programma.

È possibile ottenere maggiori informazioni e assistenza per accedere al programma a questa pagina https://www.investhk.it/ tenendo in considerazione che STEP è articolato in tre batch annuali che si chiudono nei mesi di gennaio, maggio e settembre e che il prossimo è appunto quello di gennaio 2021 la cui deadline è fissata per il giorno 29. I criteri principali sui quali la commissione di valutazione di HKSTP sceglie le startup da invitare al programma ruotano attorno alla valutazione delle competenze del team, al potenziale dello sviluppo in termini di business, al tasso di innovatività e alle attività di ricerca e sviluppo a supporto del prodotto, tecnologia o servizio che si intende proporre. La commissione di valutazione renderà noti i nomi delle startup selezionate entro il mese di marzo 2021.

La proposta del programma STEP è una tra le più efficaci per le startup internazionali, quindi naturalmente anche quelle italiane, che intendono approfondire la loro conoscenza del mercato asiatico e allo stesso tempo riceve supporto di alto profilo per sviluppare al meglio la loro innovazione. STEP si inserisce naturalmente nel quadro delle attività che l’ecosistema startup di Hong Kong propone e che sono promosse da InvestHK con la cui rappresentanza in Italia Startupbusiness ha avviato una collaborazione che parte proprio con la proposta del programma STEP.

Stefano De Paoli, Rappresentante in Italia di InvestHK sottolinea come “Hong Kong offre occasioni irripetibili ai giovani imprenditori stranieri che hanno spirito di iniziativa, voglia di crescere e idee originali e innovative. Prime fra tutte le infrastrutture come il Parco Scientifico e Tecnologico e il Cyberport, che li ospita in un ambiente creato apposta per facilitare il loro inserimento e la crescita dei loro progetti in una dimensione internazionale. In particolare il Parco mette a loro disposizione team di esperti che li aiutano a sviluppare le attività di ricerca e sviluppo, ad organizzare programmi di marketing e di espansione commerciale, a trovare partner tecnologici, industriali ed investitori, acquisire clienti e agenti. Per non parlare delle innumerevoli misure di sostegno economico che il governo locale mette a disposizione delle startup che fanno ricerca e sviluppo. Il nostro ufficio in Italia è fortemente impegnato ad accompagnare, passo per passo, lungo tutto il percorso di avvicinamento, e oltre, i giovani imprenditori, ma anche i meno giovani, desiderosi di arricchirsi di un’esperienza unica, che aprirà loro le porte verso i mercati internazionali con vantaggi competitivi inimmaginabili”.




L’Asia apre le porte alle PMI e alle StartUp Innovative

 

C’è un’isola felice, dall’altra parte del mondo, dove l’iniziativa imprenditoriale, l’innovazione e la creatività sono premiate con una quantità e qualità di benefici impagabili. Parliamo di Hong Kong, un piccolo territorio, regione autonoma della repubblica popolare cinese, che si distingue da qualunque altro paese del mondo per una serie di caratteristiche uniche, sviluppate nel corso della sua storia recente a misura di imprenditore. Definita nel tempo: “porta per la Cina”, “città dove l’Oriente incontra l’Occidente”, “capitale dello shopping”, “centro finanziario internazionale”, “economia più libera del mondo”, “porto franco”, la Cina che parla inglese”, solo per citare le più comuni. Ma nessuna definizione rende giustizia al clima quasi perfetto di cui si avvale un imprenditore, di qualunque parte del mondo, che sceglie di operare a Hong Kong, anche solo con una micro impresa, un desk in uno spazio di co-working o un’operazione logistica in outsourcing.

 

In Cina si dice che “Crisi è sinonimo di Opportunità” e la storia di Hong Kong è zeppa di esempi di quanto sia vera questa teoria. L’esempio più vistoso è l’attuale crisi conseguente alla pandemia da Covid, aggravata dalla guerra tecnologica e commerciale in corso tra Cina e USA, che ha inflitto anche a Hong Kong danni ingenti in alcuni settori come il retail del lusso, il settore alberghiero e la ristorazione, ma allo stesso tempo ha indotto un impulso travolgente alla crescita delle attività finanziarie e tecnologiche, grazie all’indomabile resilienza della regione autonoma e del suo sistema imprenditoriale, alle caratteristiche del mercato e alle ingenti risorse finanziarie messe a disposizione delle imprese, locali e straniere, dall’amministrazione della regione.

 

Per una micro impresa italiana il salto potrebbe apparire quanto meno azzardato, oltre che complicato; un passo riservato alle aziende che possono contare su grandi risorse finanziarie, già consolidate in Italia e nei mercati europei. Niente di più sbagliato. L’Asia certamente non è per tutti e il prezzo da pagare per chi ci si avventura impreparato potrebbe essere molto alto. Per avviare i primi passi si può contare sui servizi di un ufficio del governo di Hong Kong, che opera a Milano da diversi anni, con lo scopo di orientare ed eventualmente accompagnare le imprese italiane in ogni fase del processo di avvicinamento verso la regione autonoma cinese, in base alle dimensioni e agli obiettivi del progetto. Si chiama InvestHK (www.investhk.gov.hk – italy@investhk.com.hk – tel. 02 8953 4108), i suoi servizi sono efficienti e, soprattutto, gratuiti. Il passo è certamente importante, ma l’offerta è di quelle che non si possono rifiutare: un mercato di enormi dimensioni e in crescita, la più alta concentrazione di ricchi in Asia, incentivi economici per chi fa innovazione, ma anche a sostegno dell’export verso la Cina e il resto dell’Asia, regime fiscale semplice e moderato, grandi opportunità e percorsi privilegiati per i talenti tecnologici, informatici, biomedicali, un ambiente imprenditoriale tra i più liberi al mondo, costi più che ragionevoli, grazie anche alla grande disponibilità di spazi di co-working a prezzi irrisori.

 

Un discorso a parte va fatto per le startup innovative, che hanno progetti in settori di forte richiamo come l’intelligenza artificiale, biomedicale, robotica, IoT, Fintech, ICT, Retailtech, Foodtech, solo per citarne alcuni tra i più richiesti. Le regole sono poche e molto semplici:

1. costituire una società locale, a condizioni super agevolate;

2. aderire a un programma di accelerazione di 3-4 anni in una delle pregevoli strutture locali dedicate, dove lavorare in un ambiente cosmopolita, guidati passo-passo da team di esperti in ogni aspetto dell’attività;

3. dedicare a R&S almeno il 50% dell’attività nel periodo di accelerazione;

4. disponibilità di almeno un socio fondatore a trasferirsi a Hong Kong, per gestire il programma di accelerazione.

Tutto il resto è in discesa: ampia disponibilità di contributi economici per sostenere il programma, aiuto ad accedere a fondi pubblici, presentazione ad investitori privati, aiuto a sviluppare una rete di fornitori di componenti e partner industriali a Shenzhen e nelle vicine città della Greater Bay Area, presentazione di partner tecnologici e accademici per facilitare la formazione di team che collaborano al progetto, accesso a laboratori, attrezzature scientifiche ed esperienze tecnologiche di ogni tipo, possibilità di alloggiare in strutture dedicate, supporto di marketing e sviluppo commerciale, nessun impegno a condividere la proprietà intellettuale dei progetti.

 

Avete un progetto innovativo e vi serve un partner che vi metta a disposizione esperienze di IA, di riconoscimento facciale, o dovete progettare e produrre componenti elettronici particolari o assemblare il prodotto finale a costi competitivi? Nel Science Park di Hong Kong c’è un team a disposizione per risolvere queste richieste e molto altro. C’è addirittura un programma di pre-incubazione, denominato STEP, tramite il quale si può ottenere un anticipo di contanti per sviluppare il progetto, standosene a casa in Italia, per un anno, prima di decidere se formalizzare la domanda di incubazione o accelerazione. Nel Science Park o nel Cyberport di Hong Kong c’è posto ovviamente anche per le aziende che hanno superato i tre anni per essere ammesse come start-up. A parte i contributi diretti, destinati all’avviamento del programma di incubazione, tutti gli altri benefici sono disponibili anche per le PMI che operano a Hong Kong, senza alcuna discriminazione tra imprese locali o straniere, compresa l’assistenza ad accedere ai generosi contributi del governo della regione autonoma cinese, di cui è disponibile un elenco completo e ben dettagliato in questa pagina web: www.startmeup.hk/startup-resources/government-funding-scheme-and-support/ consigliamo di leggerla fino in fondo. Ce n’è veramente per tutti.

 

Come dice il proverbio: chi ha tempo non aspetti tempo. Le attrattive sono notevoli, il percorso facilitato, ma la competizione internazionale è forte. Non c’è spazio per gli indecisi.