Qualche curiosità sul Capodanno Cinese

Qualche curiosità sul Capodanno Cinese

Il 12 febbraio si festeggia il Capodanno cinese, chiamato anche Capodanno lunare e Festa di Primavera, perché legato alla rinascita della natura; è un periodo di festività che dura 16 giorni.
I momenti clou sono la Festa di primavera e la Festa delle lanterne. Quest’anno, la prima va dal 12 febbraio al 22 febbraio, la Festa delle lanterne, che chiude i festeggiamenti, va dal 23 al 26 febbraio.
Il 2021 è l’anno del Bue ( dal 12 febbraio 2021 al 31 gennaio 2022)
Lo zodiaco cinese assegna un animale a ogni anno, secondo un preciso sistema di rotazione. Il 12 febbraio 2021 segna la fine dell’anno del Topo e l’inizio di quello del Bue. Il primo è portatore di sconvolgimenti, il secondo è sinonimo di solidità, tranquillità e anche prosperità.
I 12 segni zodiacali cinesi, in ordine, sono: Topo, Bue, Tigre, Coniglio, Drago, Serpente, Cavallo, Capra, Scimmia, Gallo, Cane e Maiale.
Il Bue è il secondo segno dello zodiaco cinese.
Anni del Bufalo: 1925, 1937, 1949, 1961, 1973, 1985, 1997, 2009, 2021.
La personalità del Bue (Bufalo): I nati sotto il segno del Bufalo sono noti per la loro diligenza, l’affidabilità, la forza e la determinazione.

Onesti di natura, le persone del segno del Bue hanno alti ideali e sono molto ambiziosi. Molto spesso mostrano un forte senso di appartenenza e di patriottismo. Danno grandissima importanza alla famiglia, al lavoro e alle tradizioni. Le donne nate sotto questo segno sono mogli fedeli, amanti dei valori tradizionali e molto legate ai figli e alla loro educazione.

Grazie a pazienza e determinazione, raggiungono sempre i loro obiettivi: sono ambiziosi e hanno un desiderio innato di progredire contando solo sulle proprie forze. Non si lasciano influenzare da altri o dall’ambiente circostante, ma persistono nelle loro convinzioni, facendo le cose a modo loro e in base alle loro capacità. Prima di agire studiano tutte le mosse, dimostrando un’inesauribile forza mentale e fisica. È grazie a questo che diventano persone realizzate e di successo.

 

BUON ANNO DEL BUE!

 

 

 

 

 




Ripartire con L’Export: Ultima Chiamata per la Cina

Ripartire con L’Export è una scelta obbligata. Occorre reagire con grande coraggio e senza indugi, per recuperare in tempi brevi fatturato e voglia di crescere ma, soprattutto, per ridurre la dipendenza dal mercato interno, anche in previsione di un possibile ulteriore rallentamento dei consumi nella fase di assestamento del periodo post Covid-19. Ma da dove cominciare?

Sicuramente dall’Asia, e volendo restringere l’obiettivo, dalla Cina. Ci sono infiniti motivi per iniziare da qui, non solo per le dimensioni del mercato, la rapida crescita del ceto medio, la forte domanda di beni stranieri, tutti fattori ben noti a chi si occupa di export, ma anche per i numerosi incentivi alle importazioni concessi dal governo di Pechino.

Dall’organizzazione della fiera dell’import di Shanghai, alla creazione di innumerevoli nuove zone franche e shopping mall duty-free, per favorire il commercio dei prodotti di consumo stranieri, alla definizione di accordi commerciali di enorme portata, come l’ultimo RCEP e numerose altre iniziative meno pubblicizzate ma altrettanto efficaci, il Paese del Dragone si sta impegnando attivamente per attrarre le imprese straniere e rilanciare la propria economia.

Ultima chiamata per la Cina: chi perde questo treno (o sarebbe meglio dire questo volo) rischia di restare fermo per molti anni a venire!

L’Italia si è mossa con discreto dinamismo verso la Cina, ma in ordine sparso, senza la necessaria convinzione e preparazione. Il risultato è l’imbarazzante posizione che ricopriamo tra i Paesi fornitori: siamo al 24° posto, contro per esempio la Germania che occupa il 7° posto. Per non parlare dell’inammissibile posizione in fondo alla classifica in quei settori in cui primeggiamo in tutto il mondo. La concorrenza internazionale è molto forte e ha occupato molti degli spazi che ci spetterebbero di diritto, per competenze, esperienza, qualità e reputazione. I più evidenti sono sotto gli occhi di tutti: ristoranti italiani gestiti da persone di ogni parte del mondo, caffè, formaggi, salumi, vini, moda e accessori “Italian Sounding” sono presenti in ogni angolo della Cina. Automobili e attrezzature industriali tedesche e giapponesi sono onnipresenti. Eppure, l’Italia gode di una popolarità superiore alla maggior parte delle altre nazioni in Cina, dal calcio alla moda, dal cinema alla ristorazione e al design, i cinesi amano l’Italia e sono ben disposti ad acquistare prodotti italiani.

I settori di opportunità̀ per le imprese italiane non si limitano però alle tradizionali eccellenze del Made in Italy di Fashion, Furniture e Food and Beverage (le cosiddette “3F”), ma andrebbero presi in considerazione anche altri settori quali: ambiente ed energia sostenibile; agricoltura/meccanizzazione agricola e food (intera filiera); urbanizzazione sostenibile e smart-cities; sanità; aviazione; tecnologie spaziali /space economy e relative applicazioni; infrastrutture e trasporti; industrie culturali e creative.

Tuttavia, trovare un importatore cinese che si assuma l’onere di far conoscere, distribuire e gestire i servizi per conto nostro in Cina è un’impresa impossibile, se non preparata con un impegno importante. Per questo occorre stabilire una presenza fisica nella regione: che sia un semplice ufficio di rappresentanza, un’operazione logistica, commerciale, di supporto di marketing, ricerca e sviluppo, cooperazione tecnologica, l’importante è esserci. Essere visibili nel mercato, stabilire e mantenere contatti personali, dimostrare con la nostra presenza fisica che siamo impegnati ad affiancarci a loro, fornendo tutta l’assistenza e le conoscenze che abbiamo a disposizione, mostrando la volontà di inserirci e restare nel mercato, mettendoci la nostra “faccia”, concetto determinante nella cultura cinese, in ogni aspetto della vita quotidiana.

È ora di svegliarsi – “Non ci possiamo più permettere di ignorare l’unico mercato che cresce e che chiede prodotti di qualità, con una forte propensione ad acquistare prodotti di importazione, sia nei settori di largo consumo, sia in quelli di nicchia e dei beni strumentali” – dice Stefano De Paoli, direttore dell’ufficio italiano di InvestHK, il dipartimento del governo di Hong Kong preposto all’assistenza alle aziende straniere nella regione autonoma cinese.

InvestHK, con il proprio team italiano, si propone di portare per mano – gratuitamente – le PMI e le start-up italiane in Cina, accompagnandole passo dopo passo lungo un percorso facilitato, dalla piattaforma della regione, Hong Kong, verso la Cina continentale.

D’altronde, la città più vicina possibile, quando si parla di Cina, è senz’altro Hong Kong. Non solo perché si raggiungono in macchina, autobus, treno o metropolitana metropoli come Shenzhen, Guangzhou (Canton) e le altre 8 città della Greater Bay Area, così come anche le più remote città della Cina in poche ore di treno veloce o tramite gli innumerevoli collegamenti aerei diretti; Hong Kong è più vicina alla cultura occidentale anche in termini di lingua, stile di vita, abitudini commerciali, disponibilità di servizi finanziari e di ogni altro tipo.

L’inglese è la lingua ufficiale a Hong Kong. Le merci entrano ed escono in tempi da record, senza restrizioni e licenze. Anche i pagamenti, sia in entrata che in uscita, sono rapidi ed efficienti: grazie alle banche locali si possono effettuare in qualunque valuta, ovviamente incluso il Renminbi cinese, senza formalità particolari. La valuta locale, il dollaro di Hong Kong, legato al dollaro USA, mette al riparo da rischi di cambio capitali e profitti. Per non parlare del semplice e moderatissimo regime fiscale, che consente di pagare solo l’8,25% di imposte sui primi 2 milioni di dollari di Hong Kong di profitti di impresa, e il 16,5% sulla parte rimanente, con un tetto massimo del 15% sui redditi delle persone fisiche, niente IVA e nessuna delle decine di imposte con cui siamo ormai abituati a convivere.

Stabilire una presenza fisica a Hong Kong oggi è particolarmente facile e relativamente poco costoso. Ci sono decine di spazi in co-working a partire da poche centinaia di euro al mese. Il governo di Hong Kong offre incentivi economici alle aziende, ovviamente anche straniere purché presenti con una stabile organizzazione locale, a sostegno delle esportazioni, delle attività di R&S e di una lunga serie di altre attività economicheIl Parco Tecnologico e il Cyberport incentivano l’insediamento di PMI e di startup con ogni mezzo, inclusi contributi economici e team dedicati allo sviluppo delle imprese che ospitano. Oltre a innumerevoli società di venture capital con i relativi programmi di incubazione, sono pronti e desiderosi di accogliere e sostenere le aziende e i talenti italiani (persone fisiche, ricercatori, anche non collegati a proprie iniziative imprenditoriali) che rientrano nei settori prioritari stabiliti dai programmi del governo locale. Anche una micro-impresa, con un progetto innovativo e un buon potenziale di sviluppo nei mercati internazionali, può contare sull’assistenza quotidiana e gratuita, da parte di team di esperti nella ricerca di partner tecnologici e commerciali, investitori, finanziamenti pubblici e privati, stagisti, supporto accademico e quant’altro necessario a raggiungere gli obiettivi programmati.

“Il team italiano di InvestHK è disponibile ad esaminare e discutere, senza alcun impegno, con tutti quanti siano interessati ad approfondire il discorso, anche direttamente, in via telematica, con le controparti locali e, al momento opportuno, ad avviare il percorso” conclude De Paoli.

Il consiglio è di prenotare un colloquio con InvestHK in Italia tramite la email italy@investhk.com.hk oppure chiamando al numero 02 8953 4108.




STEP, un programma di pre-incubazione che apre le porte di Hong Kong e dell’Asia

L’ecosistema startup di Hong Kong è più attivo che mai. Le attività e le opportunità anche per le startup europee si aprono già con l’inizio di questo 2021 con la prospettiva di offrire agli imprenditori che fanno innovazione una consistente apertura verso i mercati asiatici a partire da quello dell’area della baia di Hong Kong che rappresenta una delle zone più vivaci dell’intero continente.

La prima di queste opportunità è quella offerta dall’Hong Kong Science and Technology Park (HKSTP) ed è relativa al programma denominato Science and Technology Entrepreneur Program (STEP).  

STEP è un programma della durata di un anno che si propone come efficace supporto per gli imprenditori che stanno sviluppando startup tecnologiche, si tratta di un vero e proprio programma di pre-incubazione che aiuta a mettere bene a fuoco il modello di business, a raffinare il prodotto, tecnologia o servizio che si intende portare sul mercato, che apre le porte al mercato e che aiuta a individuare gli investitori potenzialmente più interessati. Il programma prevede inoltre un seed fund iniziale da 100mila dollari di Hong Kong, poco più di 10.500 euro, sotto forma di grant, quindi senza equity in cambio, la presenza di mentor dedicati e approfondimenti sull’ecosistema startup di Hong Kong nonché, compatibilmente con le normative a contenimento della pandemia, la disponibilità di spazi nel co-working di HKSTP per tutto il periodo e la preparazione all’ingresso all’incubatore di HKSTP per le startup che vorranno continuare a mantenere attiva la loro presenza nell’area e proseguire nello sviluppo del loro business.

Il programma è alla ricerca di imprenditori che stiano sviluppando startup basate su idee che già hanno preso la strada della ricerca e dello sviluppo e per quanto riguarda le startup provenienti dall’estero è aperto ad aziende che o hanno già una ragione sociale di Hong Kong ma da meno di un anno o aziende che intendono aprirla dedicando anche parte del loro team al programma.

È possibile ottenere maggiori informazioni e assistenza per accedere al programma a questa pagina https://www.investhk.it/ tenendo in considerazione che STEP è articolato in tre batch annuali che si chiudono nei mesi di gennaio, maggio e settembre e che il prossimo è appunto quello di gennaio 2021 la cui deadline è fissata per il giorno 29. I criteri principali sui quali la commissione di valutazione di HKSTP sceglie le startup da invitare al programma ruotano attorno alla valutazione delle competenze del team, al potenziale dello sviluppo in termini di business, al tasso di innovatività e alle attività di ricerca e sviluppo a supporto del prodotto, tecnologia o servizio che si intende proporre. La commissione di valutazione renderà noti i nomi delle startup selezionate entro il mese di marzo 2021.

La proposta del programma STEP è una tra le più efficaci per le startup internazionali, quindi naturalmente anche quelle italiane, che intendono approfondire la loro conoscenza del mercato asiatico e allo stesso tempo riceve supporto di alto profilo per sviluppare al meglio la loro innovazione. STEP si inserisce naturalmente nel quadro delle attività che l’ecosistema startup di Hong Kong propone e che sono promosse da InvestHK con la cui rappresentanza in Italia Startupbusiness ha avviato una collaborazione che parte proprio con la proposta del programma STEP.

Stefano De Paoli, Rappresentante in Italia di InvestHK sottolinea come “Hong Kong offre occasioni irripetibili ai giovani imprenditori stranieri che hanno spirito di iniziativa, voglia di crescere e idee originali e innovative. Prime fra tutte le infrastrutture come il Parco Scientifico e Tecnologico e il Cyberport, che li ospita in un ambiente creato apposta per facilitare il loro inserimento e la crescita dei loro progetti in una dimensione internazionale. In particolare il Parco mette a loro disposizione team di esperti che li aiutano a sviluppare le attività di ricerca e sviluppo, ad organizzare programmi di marketing e di espansione commerciale, a trovare partner tecnologici, industriali ed investitori, acquisire clienti e agenti. Per non parlare delle innumerevoli misure di sostegno economico che il governo locale mette a disposizione delle startup che fanno ricerca e sviluppo. Il nostro ufficio in Italia è fortemente impegnato ad accompagnare, passo per passo, lungo tutto il percorso di avvicinamento, e oltre, i giovani imprenditori, ma anche i meno giovani, desiderosi di arricchirsi di un’esperienza unica, che aprirà loro le porte verso i mercati internazionali con vantaggi competitivi inimmaginabili”.