La rinascita della cultura dell’etnia Qiang

La rinascita della cultura dell’etnia Qiang

I Qiang sono una delle etnie più antiche della Cina, con una storia di oltre 3000 anni. Nell’antichità, i Qiang risiedevano principalmente nelle zone di frontiera della Cina nord-occidentale, e successivamente si sono trasferiti nell’odierna provincia del Sichuan. Amano abitare in case di pietra situate sui pendii dei monti, il che è valso loro l’appellativo di “etnia sulle nuvole”. Le residenze Qiang vengono costruite secondo la tecnica tradizionale, ed occupano un posto importante nella storia dell’architettura cinese e anche mondiale. Anche l’ abbigliamento, i canti, le danze e gli strumenti musicali Qiang possiedono evidenti caratteristiche etniche.

Dopo l’immane terremoto, gli organismi governativi e popolari per la tutela dei beni culturali e di ricerca sul patrimonio culturale si sono immediatamente attivati, creando dei gruppi di lavoro che hanno raggiunto le zone sinistrate per investigare le perdite umane e i danni ai beni culturali, avanzando proposte di tutela. Il ministero della Cultura e altri ministeri e dipartimenti hanno comunicato la costituzione della zona sperimentale di tutela ecologica della cultura Qiang, pubblicando il programma, ed inserendo nell’ambito della tutela tutte le zone ad alta concentrazione Qiang dello Shaanxi e del Sichuan. Il perno della tutela consiste nei siti culturali e negli eredi del patrimonio culturale immateriale, a cui le finanze centrali offriranno sostegno.

Il vice ministro della Cultura cinese Zhou Heping ha affermato che l’etnia Qiang non possiede una sua scrittura, e la trasmissione della cultura avviene per via orale di generazione in generazione, per cui occorre rafforzare la tutela degli eredi e riparare le sedi di trasmissione, ricorrendo alla tecnica digitale per ampliare l’ambito della diffusione e dell’influenza della cultura Qiang. Egli ha detto:

“La trasmissione della cultura Qiang si basa sugli eredi, quindi la tutela di costoro costituisce il nucleo della tutela. Tramite il lavoro in merito, occorre permettere loro di svolgere attività di trasmissione. Inoltre, bisogna tutelare gli oggetti concreti e i documenti importanti, raccogliendoli e riordinandoli, così da conservarli in modo più sistematico. Continueremo ad ampliare il contenuto della biblioteca digitale, costituendo un database speciale, così da tutelare la cultura Qiang con la moderna tecnologia.”

Beichuan è l’unico distretto dell’etnia Qiang della Cina. Per la trasmissione della cultura Qiang, dopo il terremoto la scuola media di Beichuan ha aperto seminari in materia, e lezioni di canto etnico due volte alla settimana tenute da insegnanti speciali. L’insegnante Xu ci ha detto:

“Stiamo organizzando del personale per compilare dei materiali sulla cultura Qiang, che dopo il completamento, diffonderemo nell’intera scuola.”

Dall’inizio di questo semestre, Li Chunhong, studentessa del secondo anno della scuola media superiore, ha partecipato ai seminari, da cui ha appreso moltissimo sulla cultura Qiang. Ella ritiene che questi corsi possano svolgere un ruolo di promozione della trasmissione e diffusione della cultura Qiang. Ella ha detto:

“Mi sembra che occorra permettere agli altri di conoscerci ulteriormente dal lato culturale, apprendendo più nozioni sulla nostra cultura, il che aggiunge anche più colori al mondo.”

Attualmente l’etnia Qiang conta oltre 300 mila membri, oltre l’ 80% dei quali risiede nel distretti di Maoxian e Wenchuan della prefettura autonoma delle etnie Tibetana e Qiang di Aba, e nel distretto autonomo dell’etnia Qiang di Beichuan, della città di Mianyang, nella provincia del Sichuan, le zone più gravemente colpite dal terremoto del 12 maggio 2008. L’improvviso terremoto di 8 gradi Richter ha distrutto la maggior parte delle cittadine e dei villaggi Qiang. Attualmente, nel corso della loro ricostruzione, il perno viene posto sulla messa in risalto delle caratteristiche della cultura Qiang. Il vice governatore della prefettura autonoma di Aba, Xiao Youcai, ha affermato che sono già iniziati i lavori di tutela e ricostruzione della cultura Qiang. Egli ha detto:

“Nel terremoto, i distretti di Maoxian, Wenchuan e Lixian, abitati dai Qiang, sono state le zone più colpite. Inseriamo sia la valorizzazione e il riordino della cultura Qiang che il suo stile architettonico nella ricostruzione post-calamità. Quanto all’architettura, utilizziamo alcuni stili culturali Qiang. Quanto alla valorizzazione e riordino della cultura etnica, abbiamo già fissato di costruire una biblioteca della cultura Qiang nel distretto di Maoxian, i lavori del progetto sono già iniziati.”

In merito alla tradizione culturale dei Qiang, l’Assessorato alla costruzione del Sichuan ha elaborato una speciale raccolta di mappe di architettura civile, e in aggiunta alle abitudini residenziali locali, ha creato dei modelli residenziali adatti all’etnia. In questo progetto, il villaggio Qiang di Jina, posto nel distretto di Beichuan, si è gradualmente trasformato da disegno tecnico in realtà. Nell’immane terremoto del 12 maggio 2008, la maggior parte delle residenze Qiang del villaggio Maoershi, della cittadina di Leigu, del distretto di Beichuan, è stata distrutta, mentre i terreni coltivati sono stati seppelliti dagli smottamenti e dalle frane. Ora su questa terra è già emerso un nuovo villaggio dotato delle caratteristiche e dell’aspetto etnico Qiang, chiamato Villaggio Qiang di Jina. Jina è la più bella divinità dell’etnia, per cui il nome del villaggio significa “luogo abitato dalla bella divinità”.

Il vice sindaco della cittadina di Leigu Yang Xiaokun, responsabile della costruzione del villaggio Qiang di Jina, ha già preso una decisione: egli sa che per la popolazione locale Qiang, la casa è solo il primo passo, la cosa più importante è il lavoro. Solo se l’etnia vive meglio su questa terra, la sua cultura potrà continuare ad essere trasmessa e sviluppata.

“Prima del terremoto, la popolazione viveva di agricoltura e pastorizia; dopo si può vedere che è già emerso un nuovo villaggio, considerando principalmente lo sviluppo del turismo. Abbiamo un progetto iniziale, ossia applicare un’amministrazione per categorie delle 71 famiglie locali, una parte gestisce locande, e un’ altra la ristorazione. Inoltre abbiamo anche il canto, la danza e il ricamo Qiang, che offrono buone opportunità allo sviluppo del turismo locale.”

Prima del terremoto, la contadina Tu Cheng-an coltivava la terra. Ora invece abita nel nuovo villaggio, vendendo sulla nuova piazza vari prodotti artigianali da lei ricamati e sandali di paglia tipici dei Qiang. Nonostante adesso i turisti non siano molti, nutre piena fiducia nel futuro. Ella ha detto:

“Se il turismo prende forma, gli affari miglioreranno sicuramente, spero che più turisti vengano nel nostro villaggio!”

Anche il “Programma della zona sperimentale di tutela ecologica della cultura Qiang”, varato recentemente dalla Cina, incoraggia i locali a valorizzare prodotti con valore commerciale ed artistico. Secondo alcuni studiosi, l’appropriato mantenimento della valorizzazione delle caratteristiche etniche potrà migliorare la vita dei locali, promuovendo anche la trasmissione culturale.

La donna Qiang Wang Zhenfang esprime con il canto il suo sentimento.

La cultura Qiang è come un filo di seta dorato, che lega i cuori dei Qiang e del popolo dell’intero paese. Tutti sperano sinceramente che la cultura Qiang possa rinascere dalla tragedia, dimostrandosi ancora più brillante.

fonte – Cri Online




Cina: commemorazione del 90° anniversario del Movimento del 4 maggio

Cina: commemorazione del 90° anniversario del Movimento del 4 maggio

Il giorno 4 la Cina festeggia la giornata commemorativa del 90° anniversario del Movimento del 4 maggio. Il 4 maggio 1919, gli studenti di Beijing hanno tenuto cortei e manifestazioni di protesta contro le iniziative di svendita della sovranità statale da parte del governo dei signori della guerra. Dopo la fondazione della Nuova Cina, il 4 maggio è stato fissato come festa dei giovani della Cina.

Negli ultimi giorni, le varie località cinesi hanno svolto svariate attività per commemorare il 90° anniversario del Movimento. Ecco di seguito un nostro reportage in merito:

La mattina del 4 maggio, i rappresentanti dei giovani dei vari ambienti cinesi hanno tenuto a Beijing una conferenza commemorativa del 90° anniversario del Movimento del 4 maggio, a cui hanno partecipato il capo dello Stato Hu Jintao e altri leader statali. Per l’occasione, il membro permanente dell’Ufficio Politico del Comitato Centrale del PCC Li Changchun ha affermato che i giovani sono sempre stati la forza più attiva, vivace ed energica della società cinese, da cui la sua speranza che i giovani contemporanei valorizzino ulteriormente lo spirito del 4 maggio, assumendosi concretamente la gloriosa missione conferita loro dall’epoca.

In precedenza, i leader statali hanno tenuto convegni con i giovani, dando il benvenuto con loro alla loro festa del 4 maggio. Il 2 maggio, il capo dello Stato Hu Jintao si è recato all’Università dell’Agricoltura cinese, dicendo agli studenti che i giovani sono il futuro del paese e la speranza della nazione, e che i giovani studenti sono preziose risorse umane del paese. La Cina è un paese dell’enorme popolazione, per cui gli studenti di agricoltura svolgono un grande ruolo. Egli ha detto:

“Spero che studiate con amore l’agricoltura, studiando con assiduità, rafforzando la pratica e impegnandovi per diventare personale tecnico-scientifico altamente preparato corrispondente alle esigenze del paese.”

Il 3 maggio, il premier cinese Wen Jiabao si è recato all’Università Tsinghua, dove ha tenuto una tavola rotonda con i rappresentanti degli studenti. Egli ha detto che la scienza, la democrazia e il patriottismo sono lo spirito e la tradizione del 4 maggio che i giovani studenti devono ricordare e valorizzare, e che il futuro dei giovani è strettamente legato a quello del Paese. Egli ha detto:

“Il futuro di ogni giovane è imprescindibile da quello del Paese, perchè senza il futuro del Paese, i giovani non avranno un futuro. Nello stesso tempo, il futuro del Paese è imprescindibile da quello dei giovani. La speranza di un Paese è riposta nei giovani. In una parola, i giovani devono collegare il proprio futuro a quello del Paese.”

Nella giornata commemorativa della festa dei giovani della Cina, le varie località cinesi hanno svolto svariate attività celebrative.

Negli ultimi giorni, anche la Regione ad amministrazione speciale di Hong Kong ha tenuto una conferenza commemorativa del 90° anniversario del Movimento del 4 maggio. Dopo il ritorno alla patria, sempre più cittadini di Hong Kong hanno cominciato a conoscere la situazione e la storia del Paese. Durante un’intervista, il presidente dell’Associazione dei giovani di Hong Kong, Xu Huajie, ha affermato che quest’anno il tema celebrativo della festa dei giovani del 4 maggio di Hong Kong è il benvenuto al 60° anniversario della fondazione della Nuova Cina. Tramite svariate e vivaci attività, egli spera nel rafforzamento della comprensione e dei contatti tra i giovani di Hong Kong e dell’entroterra, e del senso di patriottismo dei cittadini di Hong Kong, promuovendo l’approfondito sviluppo dell’istruzione nazionale locale.

La mattina del 4 maggio, il governo della Regione ad amministrazione speciale di Hong Kong ha tenuto nella Piazza Bauhinia d’oro la cerimonia di alzabandiera del 90° anniversario del Movimento del 4 maggio, a cui hanno partecipato i rappresentanti di molte università e gruppi giovanili locali, nonché molti rappresentanti dei giovani delle minoranze etniche dell’entroterra. Gli studenti partecipanti hanno detto:

“Sono molto contento”.
“Con così tanti giovani delle minoranze etniche, mi sembra di essere in una grande famiglia.”

La rivista “Forum popolare” ha realizzato un sondaggio speciale sul tema “Come lo spirito del 4 maggio possa essere trasmesso e approfondito fra i giovani contemporanei”. Secondo i risultati pubblicati il giorno 4, tre quarti degli studenti universitari si sentono onorati di essere cittadini cinesi, e circa il 90% nutre piena fiducia nella Cina.

fonte – Cri Online




La Cina è pronta all’accordo sul cambiamento climatico

La Cina è pronta all’accordo sul cambiamento climatico

La Cina sarebbe pronta ad ammorbidire le sue posizioni sul problema del controllo delle emissioni gassose allo scopo di raggiungere un accordo internazionale in vista del vertice sul clima in programma a Copenhagen nel dicembre prossimo. Lo riferisce in esclusiva il quotidiano britannico Guardian citando le parole del segretario britannico per cambiamento climatico Ed Miliband, di ritorno da Pechino dopo un incontro con i negoziatori cinesi.

«Ho la netta impressione che vogliano un accordo – ha dichiarato Miliband – . Si rendono del conto dell’impatto del cambio climatico in Cina, sanno che il mondo si sta muovendo verso una low-carbon economy e vedono le opportunità di business che questa porterà con sé».

L’apertura cinese, osserva il quotidiano londinese, potrebbe costituire una svolta decisiva nel difficile negoziato preparatorio per il vertice di Copenhagen. Gli Stati Uniti, che non hanno mai aderito allo storico protocollo di Kyoto, e la Cina, che riconosce il trattato ma è autorizzata ad operare in regime di deroga, sono responsabili del 40% delle emissioni gassose del pianeta. Gli Usa, che sotto l’amministrazione Bush avevano accuratamente messo da parte qualsiasi politica di sostenibilità ambientale, sono pronti a svoltare. Obama, che ha dichiarato di voler riportare i livelli di emissione alle quote del 1990 entro la fine del prossimo decennio, potrebbe trovare anche il sostegno dei repubblicani. Nel corso dell’ultima campagna elettorale, infatti, lo stesso John McCain aveva rimarcato la necessità di una svolta ambientalista nelle politiche di sviluppo.

Nonostante l’apertura di Pechino i nodi da risolvere prima del vertice restano molteplici. Tra gli argomenti caldi c’è quello relativo alla condivisione della tecnologia per lo sfruttamento delle energie rinnovabili. I cinesi, che detengono la maggior parte dei brevetti nei settori dell’eolico e del solare, vorrebbero che l’Onu costituisse un fondo ad hoc per pagare i diritti di proprietà. Secondo l’istituto britannico Tyndall Centre for Climate Change Research, è lecito supporre che la Cina sarà in grado di iniziare a ridurre le proprie emissioni a partire dal 2020.

fonte – Valori