Hong Kong, Revisione del Budget 2011-2012

Nel suo quarto discorso annuale lo scorso 24 febbraio  John  Tsang, il segretario finanziario di Hong Kong ha presentato il bilancio di stato  per l’anno 2011-2012. Il tema dominante di questo anno e’ la lotta all’ l’inflazione che da più due anni e mezzo a gennaio e’ superiore al 3,6%. Nonostante il surplus di  71,3 bilioni HKD (6,7 bilioni di €) i contribuenti non usufruiranno come l’anno scorso di alcun bonus. Al contrario 6000 HKD (560EUR) verranno versati per ogni contribuente  nel fondo obbligatorio provvidenza (fondo pensioni obbligatorio). Il totale di 24 bilioni di HKD (2,2 bilioni di €)  e’ la misura di stanziamento più ampia adottata per distribuire la ricchezza ai cittadini senza intaccare i prezzi. Le tasse sui salari si attesteranno sempre intorno al 15%. Previste altre misure di sostegno quali l’incremento di indennità e detrazioni. Anche le tasse sulla proprietà e di bollo rimarranno le stesse.

La tassa sui profitti rimarrà invariate al 16,5%, la più bassa al mondo. Un segnale promettente per gli affari e’ rappresentato dalla pianificazione di sviluppo di edifici commerciali con focus sulla crescita di uffici  e la  rivitalizzazione dei siti industriali. Il terreno disponibile in vendita sarà di circa 600.000 metri quadri. Il dipartimento governativo si trasferirà  presso il complesso di amministrazione centrale a Tamar una volta divenuto operativo, liberando così gli spazzi per nuovi uffici grado A nella sede precedente.

La Commisione dello Sviluppo Nazionale e delle Riforme, l’ente governativo incaricato degli accordi sul monopolio, sull’abuso di potere e sul monopolio amministrativo ha pubblicato una ulteriore legge antitrust sui prezzi e ha dettato regole nelle procedura di esecuzione. Solo tre giorni dopo l’amministrazione di Stato per il commercio e l’industria ha emanato le regole  sulle proibizioni contro l’abuso di posizioni di dominio nel mercato e regole contro l’abuso di potere amministrativo per eliminare o restringere le attività competitive.

Queste regole implementano ulteriormente e chiarificano la legge anti monopolio del 2008 e mirano a colpire tutte quelle aziende che abusano del predominiodel mercato, fissando un prezzo che esclude ogni competizione.

(A)    Accordi Antitrust 
Vengono definiti come accordi antitrust quelle decisioni, accordi o condotte tra aziende  concorrenti volte a eliminare o a restringere la competizione. La legge garantisce una tutela al meccanismo concorrenziale, impedendo che le imprese, singolarmente o congiuntamente, pregiudichino la regolare competizione economica adottando condotte che integrano intese restrittive della concorrenza, abusi di posizione dominante e concentrazioni idonee a creare o rafforzare una posizione di monopolio.

Si fa luce sull’interpretazione dell’antitrust  identificando otto condotte commerciali come monopolio di prezzo orizzontale: 1) fissare o cambiare il prezzo, gli sconti di un bene 2) utilizzare in prezzo concordato come base di contrattazione con uan terza parte 3) raggiungere accordi considerando la formula standard base di calcolo dei prezzi 4) stipulare accordi senza il consenso dell’altra parte (il prezzo non può essere cambiato) fissare o cambiare il prezzo cammuffandolo, ogni altra condotta giudicata come accordo monopolistico.

Sono inoltre vietate: la limitazione o il blocco della produzione di un detrminato quantitativo di un certo modello o prodotto, la limitazione delle vendite attraverso il rifiuto di fornire un determinato bene i la limitazione del contingente di vendita, dividere le vendite o l’approvvigionamento per categorie di fornitori specifici, restringere l’acquisto o lo sviluppo di nuove tecnologie limitandone acquisto, investimenti rigettando ogni nuova tecnologia, boigottare le transazioni rifiutandosi di acquistare o vendere da uno specifico operatore commerciale.

(B)    Abuso di Posizione Dominante

L’articolo 6 dell’AML vieta agli “operatori di settore con una posizione dominante di mercato” di “eliminare o restringere la concorrenza abusando della loro posizione dominante”. Conformemente alla legge per “posizione dominante” si deve intendere la posizione di mercato detenuta da un’impresa quando, in relazione al mercato di riferimento, questa sia in grado di avere il controllo del prezzo o dei quantitativi prodotti o altre condizioni commercial, limitare o impedire l’entrata di altre imprese nello stesso mercato di riferimento. Gli articoli 17 e 18 dell’AML contengono un elenco di fattori che possono essere utilizzati per stabilire se vi sia una posizione dominante tra cui, per la fetta di mercato che l’impresa detiene e le condizioni concorrenziali nel mercato di riferimento, la capacità dell’impresa di aver controllo del mercato in cui opera, il grado di dipendenza dall’impresa da parte di altre imprese, la presenza di barriere all’entrata e i tipi di condotte abusive (fissare prezzi così bassi da evitare la concorrenza, rifiutare la trattativa.




Entra in vigore la prima “property tax” cinese

Entra in vigore la prima “property tax” cinese

Il 28 Gennaio 2011 è entrata in vigore in Cina la prima “property tax” per il momento applicata solo agli acquisti di seconde case realizzati a Shanghai e Chongqing. La tassa, preannunziata da molti mesi, si inserisce nel solco della politica restrittiva che il Governo di Pechino ha applicato al settore del Real Estate dal secondo semestre del 2009 per contrastare l’aumento, in apparenza irrefrenabile, del valore della terra e del prezzo delle unità immobiliari (specialmente ad uso abitativo). Secondo il Ministro delle Finanze cinese nel 2010 il prezzo degli immobili nelle città di “prima fascia” (cioè quelle costiere) è aumentato del 20% rispetto al 2009.

Nel luglio 2010 il Consiglio di Stato ha emesso un Regolamento che aumenta del 10% la somma che l’acquirente deve obbligatoriamente versare a titolo di deposito per acquistare una prima casa (si passa dal 20% al 30% del prezzo) o una seconda casa (il deposito è aumentato dal 50% al 60% del prezzo complessivo).

Nell’ultimo quadrimestre del 2010 la Bank of China ha incrementato per ben quattro volte il coefficiente di riserva obbligatoria delle banche per frenare la facile concessione di crediti che genera l’enorme flusso di denaro che in gran parte si dirige verso il mattone.

Un’ulteriore misura adottata dal Governo cinese è stata l’estensione delle restrizioni agli acquisti di unità immobiliari (analizzate nella nostra precedente Newsletter n. 8 del 2010: La Bolla Immobiliare cinese: restrizioni normative e ricerca di nuovi spazi) dalle città costiere alle città di “seconda” e “terza fascia” (come Tianjin, Shenzhen, Nanchino, Hangzhou, Ningbo nella Provincia dello Zhejiang e le città da Fuzhou fino a Xiamen nella Provincia del Fujian) in quanto dalla seconda metà del 2009, per effetto del pacchetto di misure restrittive approvate in materia di Real Estate dal Governo cinese, buona parte degli investimenti nel settore immobiliare si erano progressivamente spostati dalla costa verso le zone centrali ed occidentali della Cina.

L’ultima misura in ordine di tempo è la “property tax” il cui nome non deve trarre in inganno, dal momento che l’obiettivo del Governo non è tassare l’acquisto di seconde case (considerato un indice dell’elevata capacità reddituale del contribuente) bensì ostacolare l’aumento incontrollato del prezzo degli immobili: ai proprietari di seconde case a Shanghai si applica la tassa nella misura dello 0,6% del prezzo di acquisto, ma l’aliquota si riduce allo 0,4% nel caso in cui il prezzo pagato sia inferiore al doppio del valore di mercato dell’immobile.

A Chongqing l’aliquota della tassa sulla proprietà è pari allo 0,5%, se il prezzo di acquisto è di due o tre volte superiore al valore di mercato dell’immobile. Nel caso in cui il prezzo corrisposto per acquistare la seconda casa sia tra il triplo ed il quadruplo del valore di mercato, l’aliquota della tassa sulla proprietà aumenta fino al 1% (in ogni caso la legge stabilisce che non possa superare il 1,2%).

La regolamentazione applicabile a Chongqing è più severa rispetto a quella di Shanghai, poiché prevede che la tassa si applichi non solo a qualunque tipo di abitazione (sia essa di lusso – “villas” – o popolare) ma anche a qualsiasi persona fisica che non abbia un lavoro o una stabile attività nella città.

Il Sindaco di Chonqqing, Huang Qifan, ha dichiarato che la tassa sulla proprietà dovrebbe portare alle casse della Municipalità non meno di 200 milioni di RMB (circa 31 milioni di dollari USA) nel 2011 e che questa misura è principalmente destinata a ridurre la speculazione edilizia consentendo una migliore allocazione degli immobili.

Essendo trascorsi solo pochi giorni dalla sua entrata in vigore è difficile dire se la “property tax”, a differenza delle misure che l’hanno preceduta, sarà in grado di frenare la speculazione edilizia.

Un dato è certo: il mattone continuerà ad attrarre sempre più cospicui investimenti fino a quando il cinese “medio” non avrà a disposizione altre alternative, parimenti redditizie e sicure, per investire i propri soldi.

Avv.ti Giampaolo Naronte e Claudia Spriano




Hong Kong e-News – 28 January 2011

Hong Kong e-News – 28 January 2011

hong-kong

Hong Kong e-News –  28 January 2011

  • Hong Kong “world’s most globalized economy “
  • A record 284 companies invest in Hong Kong
  • International Film Festival Rotterdam showcases Hong Kong films
  • Hong Kong Film Panorama in Madrid

Hong Kong “world’s most globalized economy”

Hong Kong is leading the world in the trend towards globalization, particularly in the exchange of goods, capital and labour, according to the 2010 Globalization Index published by Ernst & Young in association with the Economist Intelligence Unit.

The survey’s findings show that Hong Kong embraced the highest level of globalization among 60 of the world’s largest economies in 2010.  Hong Kong was followed in the top ten by Ireland, Singapore, Denmark, Switzerland, Belgium, Sweden, The Netherlands, Hungary and Finland.

“Hong Kong is playing a very significant role in the world,” said Agnes Chan, Ernst & Young’s Regional Managing Partner, Hong Kong and Macao. “China now is the second-largest economy in the world.  Investors regard Hong Kong as the gateway to enter and invest in Mainland China, while Chinese enterprises view Hong Kong as a springboard to expand into the international market.”  Hong Kong’s rule of law, transparency and availability of talent make it an especially attractive base.

The Globalization Index tracks and measures economic performance based on 20 indicators in five broad categories: openness to trade; capital movements; exchange of technology and ideas; movement of labour; and cultural integration.  The Index measures relative rather than absolute globalisation, meaning that the five categories are measured relative to the economy’s GDP.

The 2010 index is based on a survey of 1,050 global senior business executives and in-depth interviews with 20 senior executives and high-level experts.

www.ey.com/GL/en/Issues/Business-environment/Winning-in-a-polycentric-world–globalization-and-the-changing-world-of-business—The-Globalization-Index-2010-summary

A record 284 companies invest in HK

InvestHK, the HKSAR Government’s investment promotion agency, helped 284 overseas and Mainland China companies to set up or expand in Hong Kong in 2010.  Around 33% of these companies were from Europe.

The Mainland continued to be the largest single source of investment into Hong Kong, followed by the United States, the United Kingdom, Japan and Australia.   The United Kingdom was the biggest EU investor, followed by Germany and France.

InvestHK’s Director-General, Simon Galpin, said on 19 January that 80% of the companies were new to Hong Kong and 20% were going through a significant expansion.  Together they created 3,056 jobs in their first year of operation or expansion.

In nearly 30% of cases, companies said that CEPA, Hong Kong’s free trade agreement with China, was a factor when deciding to invest in the city. Foreign companies established in Hong Kong can benefit from CEPA, which covers trade in goods and services and trade and investment facilitation, in the same way as Hong Kong companies.

Mr Galpin said the results were very encouraging and demonstrated a strong vote of confidence in Hong Kong as a business location.

The top three areas for investment were the transport and industrial sector, tourism and hospitality (including the wine sector), and innovation and technology.

Mr Galpin noted that since the government removed wine duty in 2008, there has been a sharp increase in wine importers setting up in Hong Kong, and in companies that service the industry such as wine training and wine storage businesses.  This trend was set to continue.

Last year also marked greater emphasis on green foreign direct investment, in particular on companies that provide renewable energy and environmental protection solutions.

http://www.investhk.gov.hk

International Film Festival Rotterdam showcases Hong Kong films

The Hong Kong Economic and Trade Office, Brussels (HKETO, Brussels) hosted a reception at the International Film Festival Rotterdam (IFFR) on 27 January in support of a programme of Hong Kong films presented at the Festival.   Fifteen Hong Kong films are among the 18 movies selected for the Water Tiger Inn programme, which traces the development of the wu xia genre in films from the early days to the present.

Special Representative for Hong Kong Economic and Trade Affairs to the European Union, Miss Mary Chow, congratulated the IFFR on the occasion of its 40th anniversary.  She noted that having always placed strong emphasis on films from the Far East in its programming, the Festival had done much to bring Hong Kong films to Dutch and international audiences over the years.

Miss Chow said that for a long time, Hong Kong was best known for popular comedies and martial arts films.  While these films retained a very enthusiastic and loyal following, in recent years Hong Kong filmmakers had ventured into other themes with more intricate plots and more complex characterisation.

“Our film industry has built a reputation for creativity, innovation and diversity.  This has a lot to do with the benefits of free speech and expression, guaranteed to Hong Kong under the Basic Law, our constitutional document,” Miss Chow said.

Details at www.hongkong-eu.org

Hong Kong Film Panorama in Madrid

Madrid audiences will get a chance to see some of Hong Kong’s latest films with the opening of the Hong Kong Film Panorama in the Spanish capital on 2 February.

This is the fourth time that the Hong Kong Economic and Trade Office, Brussels is cooperating with its Spanish co-organiser, Casa Asia, to bring the Hong Kong Film Panorama to Madrid.  With Casa Asia’s assistance, the films will also be screened in Barcelona at the end of February.

Twelve Hong Kong productions will be screened at the Spanish Film Institute between 2 and 24 February: Ann Hui’s Night and Fog, Kit Hung’s Soundless Windchime, Wai Ka-fai’s Written By, Clarence Fok’s Iceman Cometh, Danny and Oxide Pang’s The Storm Warriors, Herman Yau’s Rebellion, Brian Tse and Alice Mak’s McDull Kungfu Ding Ding Dong, Felix Chong and Alan Mak’s Overheard, Benny Chan’s Invisible Target, Johnnie To’s Running out of Time, Kirk Wong’s Crime Story and Johnnie Mak’s The Long Arm of the Law.

The 2010-2011 edition of the Hong Kong Film Panorama has so far been held in Dublin, Antwerp, Lisbon and Amsterdam.  After Madrid and Barcelona it will continue its European tour in Florence and Athens in April.