La risposta multipla di Hong Kong al nuovo coronavirus

La risposta multipla di Hong Kong al nuovo coronavirus

Panoramica

Il governo di Hong Kong ha implementato un approccio globale e coordinato per contenere la diffusione del nuovo coronavirus e proteggere la salute della comunità, a salvaguardia della posizione di Hong Kong come città internazionale e polo del trasporto aereo. La risposta del governo è stata ispirata da tre principi fondamentali: rispondere prontamente, monitorare la situazione e lavorare in modo aperto e trasparente.

Disposizioni di emergenza

  • Il 4 gennaio, il governo ha attivato il “Livello Risposta Responsabile” del “Piano di Prevenzione e Risposta alle minacce di nuove malattie infettive di rilevanza per la sanità pubblica” (Piano di Preparazione e Risposta).
  • Il 25 gennaio il governo ha attivato il “Livello Risposta di Emergenza” del Piano di Preparazione e Risposta.
  • Il Capo Esecutivo Carrie Lam presiede personalmente il Comitato Direttivo e Centro di Comando per supervisionare gli sforzi concertati per combattere la malattia. La prima riunione si è tenuta il 26 gennaio.
  • Il Capo Esecutivo ha anche istituito un Comitato Consultivo di Esperti, composto da quattro esperti di fama mondiale, per fornire consulenza al governo in modo diretto e tempestivo.
  • Il governo istituirà un fondo di soccorso da 1,28 miliardi di dollari USA per fornire le risorse necessarie per combattere il virus.

Riduzione del flusso di persone tra Hong Kong e la Cina Continentale

  • Dall’8 febbraio, tutte le persone che arrivano dalla Cina continentale sono soggette a quarantena obbligatoria per 14 giorni.
  • Dal 4 febbraio, il governo ha chiuso tutti i valichi di frontiera con a Cina continentale, tranne due (Shenzhen Bay e Ponte Hong Kong-Zhuhai-Macao) per arginare il flusso dei viaggiatori transfrontalieri.
  • I valichi di Shenzhen Bay Port, del ponte Hong Kong-Zhuhai-Macao e dell’aeroporto internazionale di Hong Kong (HKIA) restano aperti, con tutte le risorse di controllo doganale e sanitario concentrate in questi punti di ingresso.
  • Sono imposte dichiarazioni sanitarie a tutti i visitatori in arrivo nei valichi di frontiera terrestre.
  • Dal 1 ° febbraio HKIA ha istituito il controllo obbligatorio della temperatura corporea sia per i passeggeri in partenza che per quelli in transito (in linea con i consigli dell’OMS) oltre al controllo della temperatura di tutti i passeggeri in arrivo. Alle persone con febbre viene impedito di salire a bordo.
  • Dal 27 gennaio, ai residenti della regione Hubei e a tutti coloro che hanno visitato la regione nei 14 giorni precedenti (tranne i residenti di Hong Kong) è vietato l’ingresso a Hong Kong.
  • I voli tra Hong Kong e la regione del Hubei sono stati sospesi il 24 gennaio.
  • Dal 30 gennaio, i voli tra Hong Kong e le città della Cina continentale sono stati ridotti alla metà.
  • Tutti i servizi ferroviari della porzione di Hong Kong del Guangzhou-Shenzhen-Hong Kong Rail Link e l’Intercity Through Train sono sospesi.
  • I valichi marittimi del terminal crocieristico di Kai Tak e dell’ Ocean Terminal sono sospesi.
  • Tutti i servizi di traghetto da e per la Cina continentale sono stati sospesi dal 30 gennaio; tutti i servizi di traghetto da e per Macao sospesi dal 4 febbraio.
  • Le autorità della Cina continentale hanno sospeso il rilascio di permessi individuali per i residenti cinesi in visita a Hong Kong.
  • A seguito delle misure di cui sopra, il numero di arrivi a Hong Kong attraverso tutti i valichi di frontiera (incluso l’aeroporto) è diminuito in modo significativo. (Gli arrivi totali il 1° gennaio furono 340.078; il 15 gennaio 321.456; il 31 gennaio 78.860; il 4 febbraio 28.675)

Miglioramento delle misure di quarantena per le persone a rischio di infezione

  • Le persone che sono state in stretto contatto con casi confermati di coronavirus ma che sono asintomatiche sono poste in quarantena in appositi centri di quarantena.
  • Le persone che tornano a Hong Kong dopo aver visitato la provincia di Hubei nei 14 giorni precedenti sono poste in quarantena obbligatoria per 14 giorni.
  • A partire dall’8 febbraio, chiunque entra a Hong Kong dalla Cina continentale (compresi i residenti di Hong Kong) è posto in quarantena obbligatoria per 14 giorni.
  • Un braccialetto intelligente sviluppato a Hong Kong, collegato allo smartphone dell’utente, sarà utilizzato per accertarsi del rispetto dell’obbligo di quarantena di 14 giorni.
  • Chi non rispetta l’obbligo di quarantena è passibile di condanna fino a 6 mesi di reclusione e una multa di 5.000 dollari.
  • Tre centri turistici con un totale di 97 appartamenti sono stati adibiti a centri di quarantena. E’ in corso l’approntamento di ulteriori strutture.
  • Tutti i casi sospetti saranno ricoverati nei reparti di isolamento degli ospedali.
  • Analisi rapide sono disponibili nei Centri di Analisi degli ospedalieri pubblici per abbreviare i tempi di attesa dei risultati.

Promozione del “distanziamento sociale” per prevenire la diffusione del coronavirus

  • Le lezioni in tutte le scuole di Hong Kong sono sospese almeno fino al 1° marzo.
  • È stato istituito il “lavoro da casa” per tutti i dipendenti pubblici, ad eccezione degli addetti ai servizi pubblici di emergenza ed essenziali.
  • Il governo ha sollecitato i datori di lavoro a implementare orari di lavoro flessibili per i dipendenti in base alle loro esigenze operative.
  • Il governo continuerà a cancellare o rinviare gli eventi che attirano grandi folle.

Sostegno all’offerta di maschere chirurgiche

  • Per soddisfare la forte domanda, il governo sta agendo su più fronti per aumentare l’offerta di maschere chirurgiche, incluso l’approvvigionamento globale, l’aumento della produzione locale, il collegamento con i produttori della Cina continentale e la richiesta di assistenza alle autorità competenti per facilitare la consegna delle spedizioni a Hong Kong.
  • Le priorità sono dirette a far fronte alle esigenze degli operatori sanitari e di altro personale che fornisce servizi al pubblico, nonché di stabilizzare l’offerta del mercato.
  • Le organizzazioni private e di beneficenza sono invitate a donare maschere chirurgiche ai meno privilegiati.

Comunicazione trasparente con il pubblico

  • Aggiornamenti quotidiani sono forniti ai media e al pubblico sugli ultimi sviluppi, incluso il numero di casi e le nuove misure relative al coronavirus.
  • Le decisioni importanti del governo e le misure adottate per prevenire la diffusione del coronavirus sono diffuse tramite conferenze stampa regolari, da parte di funzionari del governo.
  • Il Centro per la Protezione Sanitaria ha lanciato una pagina web dedicata con informazioni utili e aggiornamenti sugli ultimi sviluppi: chp.gov.hk/en/features/102465.html



Turismo Cina: Pechino apre il mercato agli stranieri

Turismo Cina: Pechino apre il mercato agli stranieri

Pechino aprirà ulteriormente il suo mercato dei servizi agli investitori stranieri in diverse industrie tra cui turismo, servizi di accesso a Internet e istituti di cura senza scopo di lucro per anziani, nonché i servizi nei settori audio e video, ha annunciato un alto funzionario lo scorso martedì. Secondo Liu Meiying, portavoce del dipartimento dell’economia della municipalità di Pechino, il Consiglio di Stato ha approvato le misure proposte dalle autorità della città, ai primi di novembre, volte ad estendere la partecipazione delle aziende straniere nel settore dei servizi.

Con l’adozione dei nuovi provvedimenti Pechino consentirà alle società di proprietà totalmente straniera di fornire servizi turistici ai clienti cinesi. Un’opportunità di estremo interesse per le aziende italiane di intercettare all’origine i flussi turistici verso l’Europa, per dirigerli verso le proprie strutture e destinazioni.

L’Italia è ai primi posti tra le mete più ambite dai consumatori cinesi, che vengono però indirizzati dagli operatori del settore verso le destinazioni più interessanti in base a logiche di guadagno, che normalmente coincidono con le campagne di marketing più aggressive delle destinazioni di ogni parte del mondo. Sviluppo Cina è a disposizione per valutare con gli operatori italiani eventuali azioni mirate.




Un Passo Importante per la Protezione dei Prodotti Italiani in Cina

Un Passo Importante per la Protezione dei Prodotti Italiani in Cina

Il 6 novembre scorso, l’UE ha concluso un accordo bilaterale volto a proteggere da usurpazioni e imitazioni 100 indicazioni geografiche europee in Cina e 100 indicazioni geografiche cinesi nell’UE. Si tratta di un accordo storico, sia dal punto di vista culturale che dal punto di vista economico e commerciale, le cui basi erano state poste nel 2012 con la registrazione e la protezione di dieci indicazioni geografiche per ciascuno dei due paesi.

Dal punto di vista commerciale, l’accordo determinerà vantaggi importanti per i prodotti europei, con il riconoscimento dell’unicità e della qualità legata all’origine di prodotti attualmente venduti in Cina da produttori di ogni parte del mondo. Dalla prospettiva europea, l’elemento che rende vantaggioso l’accordo è da identificare nel potenziale di un mercato in continua espansione. Con un volume che ha raggiunto i 12,8 miliardi di euro tra settembre 2018 e agosto 2019, la Cina è, infatti, la seconda destinazione delle esportazioni agroalimentari dell’UE e, con una classe media in considerevole aumento, il mercato cinese ha un margine di crescita elevato per le bevande e i prodotti alimentari europei.

L’elenco UE delle indicazioni geografiche da proteggere in Cina comprende prodotti molto vari tra cui il Cava, lo Champagne, la Feta, l’Ouzo, il Porto e il Prosciutto di Parma italiano, tra i prodotti cinesi la Pasta di fagioli Pixian, il Tè bianco Anji, il Riso Panjin e lo Zenzero Anqiu. Spetterà ora al Parlamento europeo e al Consiglio approvare l’accordo che dovrebbe entrare in vigore entro la fine del 2020 e che, dopo quattro anni dall’entrata in vigore, dovrebbe essere esteso ad altre 175 indicazioni geografiche per ciascuna parte.




Dibattito, tra gli amici di Hong Kong, presso HERE

Dibattito, tra gli amici di Hong Kong, presso HERE

Stefano De Paoli, Rappresentante in Italia di Invest Hong Kong – Riccardo Fuochi, Presidente Associazione Italia-Hong Kong – Marco Marazzi, Presidente di Easternational – Alberto Bradanini, ex-Ambasciatore italiano a Pechino, Presidente del Centro Studi sulla Cina Contemporanea e grande esperto di Cina

Dibattito di grande spessore intellettuale, martedì sera al Centro congressi Here di Milano, a margine dell’Assemblea Annuale di Sviluppo Cina. Un’analisi sapiente e uno scambio di opinioni sull’attuale crisi che Hong Kong sta attraversando, a causa delle manifestazioni di protesta che si protraggono ormai da oltre 4 mesi, tra alcuni dei maggiori esperti italiani della Cina contemporanea, in tutti i suoi risvolti politici, economici e sociali. Moderato da Stefano De Paoli, presidente di Sviluppo Cina e rappresentante in Italia di Invest Hong Kong, il dibattito è stato animato dall’Ambasciatore Alberto Bradanini, Marco Marazzi, presidente di Easternational e Riccardo Fuochi, presidente dell’Associazione Italia-Hong Kong. Accordo di massima tra gli esperti intervenuti, sulle cause e gli effetti della crisi, come pure sui possibili interessi internazionali che la alimentano. Superata la causa originaria delle proteste, con l’abrogazione definitiva del disegno di legge che tentava di dotare la regione autonoma di uno strumento che consentisse l’estradizione di imputati di crimini, da Hong Kong a Taiwan e Cina continentale, una parte della popolazione non sembra soddisfatta, aumentando sempre di più il livello delle richieste al governo di Hong Kong. Anche se una parte, probabilmente maggioritaria della popolazione, non sostiene più le manifestazioni, ritiene molte delle attuali richieste irragionevoli e ne condanna i metodi violenti, è difficile intravedere una via d’uscita a breve termine. La difficoltà principale è l’assenza di interlocutori credibili con cui negoziare, oltre ad aspetti strettamente legati alla cultura cinese, che impone una conclusione dignitosa per ognuna delle parti in gioco. Sarebbe auspicabile che la popolazione di Hong Kong contraria al perdurare delle proteste si facesse “contare”, organizzando una contro manifestazione che oscuri numericamente i manifestanti, togliendo forza e credibilità alle frange violente agli oppositori del governo della regione autonoma di Hong Kong.

L’appuntamento delle elezioni politiche del prossimo anno a Taiwan, potrebbe coincidere con la fine delle pressioni esterne sui manifestanti, alimentate verosimilmente dal partito del Paese che si oppone con maggior determinazione ad ogni accordo con Pechino, certamente interessato a dimostrare il fallimento del geniale processo avviato da Deng Xiaoping, definito “Un Paese, due Sistemi”. Il principio, applicato finora con successo a Hong Kong e a Macao, aveva l’obiettivo dichiarato di convincere la popolazione di Taiwan che avrebbe potuto seguire con successo lo stesso modello, ora contestato con gli esiti che conosciamo dai manifestanti di Hong Kong. In questo scenario gli USA, chiamati a sostegno delle proteste, dai manifestanti di Hong Kong, hanno buon gioco, nella partita in cui sono impegnati a contrastare la crescita economica cinese, con la guerra dei dazi e con ogni altro mezzo disponibile.

Questo il succo degli interventi, al netto di elaborate escursioni tra la storia, la cultura e la filosofia dei rapporti di Pechino con Hong Kong e con le principali potenze, che hanno portato il microscopico territorio di Hong Kong ai vertici delle economie mondiali, con privilegi invidiati dai 1,4 miliardi di cinesi, in quanto a libertà di stampa, di espressione e di impresa, benessere e apertura al mondo occidentale. Privilegi che la crisi economica innescata dalle proteste, con danni ingenti al turismo e al commercio, rischiano di crollare sulle stesse teste dei giovani manifestanti, che non hanno mai conosciuto la povertà e i sacrifici dei propri connazionali oltre frontiera.

Non mancano, ovviamente, motivi di insoddisfazione per i cittadini di Hong Kong, primo fra tutti il problema della casa, inaccessibile alle famiglie con redditi medio-bassi, a causa dei prezzi immobiliari tra i più alti al mondo. Il Governo, o forse il sistema, più che il governo, ha qualche responsabilità, per aver fornito un ambiente che ha favorito le speculazioni delle ricche proprietà immobiliari, che hanno portato a questa situazione. Il recente programma politico di Carrie Lam, che impegna il governo di Hong Kong a ristabilire la pace sociale, migliorando la qualità della vita (vedi www.linkedin.com) dimostra che le manifestazioni, almeno quelle pacifiche, hanno risvegliato la sensibilità del governo verso le esigenze delle fasce meno abbienti della regione autonoma cinese.




Un aperitivo con gli amici di Hong Kong

UN APERITIVO CON GLI AMICI DI HONG KONG
martedì 5 novembre dalle 19:00 alle 20.00
presso HERE (5° piano, Ares Tower, Via Tortona, 33 – Milano 
Un dibattito aperto per capire cosa sta succedendo a Hong Kong

A margine dell’Assemblea di Sviluppo Cina, abbiamo pensato di estendere un invito a quanti fossero interessati a capire cosa sta succedendo a Hong Kong, partecipando a un dibattito informale tra amici che hanno rapporti e interessi nella regione autonoma cinese.

Da alcuni mesi i media ci riportano notizie allarmanti da Hong Kong, con immagini di proteste di massa e scontri con la polizia, causando non pochi interrogativi e preoccupazioni. Il momento non è certamente dei più felici, ma la situazione si va normalizzando e sono iniziati confronti pacifici alla ricerca di un’intesa duratura, che soddisfi tutte le parti in campo. Hong Kong resta uno dei territori più liberi del mondo, soprattutto in termini di libertà di stampa, di parola e di impresa e il perdurare dei disordini potrebbe mettere seriamente a rischio questi privilegi. Chi ha interesse a sostenere questi disordini?

Al dibattito parteciperanno Stefano De Paoli, rappresentante di InvestHK in Italia, Riccardo Fuochi, presidente dell’Associazione Italia-Hong Kong, Marco Marazzi, presidente di Easternational e altri professionisti con esperienza di lavoro a Hong Kong e Cina.

La partecipazione è gratuita, si prega di confermare la propria partecipazione tramite e-mail (info@sviluppocina.it)




“Prendetevi cura di Hong Kong, la nostra casa”.

“Prendetevi cura di Hong Kong, la nostra casa”, questa è la nuova politica di Carrie Lam.

Il nuovo programma politico impegna il governo a ristabilire la pace sociale, migliorare la qualità della vita e dare impulso all’economia.

 

Lo scorso 16 Ottobre 2019, Carrie Lam, il governatore di Hong Kong, ha diffuso il suo terzo programma politico annuale, intitolato “Treasure Hong Kong: Our Home”.

Molte le opportunità per le imprese italiane di inserirsi nei numerosi progetti finanziati dal nuovo programma politico del governo di Hong Kong. Chi volesse saperne di più può mettersi in contatto in Italia con Invest Hong Kong, il dipartimento del Ministero del Commercio e dello Sviluppo Ecnomico della Regione Autonoma cinese, preposto a fornire assistenza, gratuitamente, alle aziende straniere interessate a partecipare alla vita economica di Hong Kong: italy@investhk.com.hk – tel. 02 8953 4108

Il programma affronta in modo deciso il problema della casa, uno dei più pressanti per la popolazione di Hong Kong, attraverso un percorso finalizzato a migliorare lo stile di vita delle persone, diversificare l’economia, sostenere l’emersione dei talenti e rendere Hong Kong una città più vivibile.

Ribadendo l’impegno e la fiducia del governo nel superamento delle attuali difficoltà sociali ed economiche, il discorso politico stabilisce anche tre principi per l’assolvimento delle proprie responsabilità:

1. Il governo aderirà al principio “un Paese, due Sistemi” e salvaguarderà i diritti e le libertà garantite dalla Legge Fondamentale, la costituzione di Hong Kong.
2. Il governo farà ogni sforzo per salvaguardare lo stato di diritto, un valore di fondamentale importanza per Hong Kong e la pietra miliare del successo di Hong Kong;
3. I punti di forza istituzionali di Hong Kong sono fondati sull’operato di diversi organismi, tra cui gli organi esecutivo e legislativo, la magistratura, la pubblica amministrazione, le forze dell’ordine, i servizi pubblici, la stampa, ecc.
Ognuno di noi ha la responsabilità di proteggere questi punti di forza e di impedire che vengano erosi.

Il governo, riconoscendo che quello della casa è il problema più difficile per la società di Hong Kong e fonte di risentimenti sociali, ha annunciato una serie di iniziative, tra le quali:
• Una legge che impone l’applicazione di tasse sulle unità abitative private nuove, vuote, per indurre i costruttori ad accelerare l’offerta di appartamenti completati, ed impedire le speculazioni.
• Aumento dell’offerta abitativa tramite uno stanziamento dell’equivalente di 570 milioni di euro per la costruzione di 10.000 unità abitative nei prossimi tre anni; sovvenzioni per la pre-vendita di 12.000 appartamenti, nel corso del prossimo anno; accelerare la vendita di 42.000 unità abitative invendute nel quadro della legge che facilita l’acquisto da parte dei locatari; studio della riconversione di immobili industriali in unità abitative, da parte dell’Autorità per l’Edilizia Pubblica.
• Aumento del tetto da 4 a 8 milioni di dollari HK (da 450.000 a 900.000 euro) per la concessione di mutui pari al 90% del valore, per chi acquista casa per la prima volta.
• Applicazione della legge sulla confisca di terreni per opere di pubblica utilità, per costruire edifici ad uso abitativo in aree industriali dismesse inutilizzate.

L’economia di Hong Kong, in questo momento, è messa a dura prova da forze esterne, tra cui le tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti e gli effetti dei disordini sociali che ci affliggono ormai da diversi mesi, ha detto Carrie Lam, annunciando una serie di iniziative volte a sostenere l’occupazione, aiutare le imprese ad affrontare la crisi e diversificare l’economia.

Tra queste:

• Estensione del Programma di Ammissione di Talenti a nuove aree tecnologiche (un programma già in essere, che incoraggia e facilita l’inserimento di talenti stranieri nelle aziende di Hong Kong in specifiche aree di innovazione tecnologica, come biotecnologia, IA, data analytics, robotica, fintech, e molte altre, NdR).
• Stanziamento di 2 miliardi di dollari HK (circa 230 milioni di euro) a favore del Fondo BUD “Dedicated Fund on Branding, Upgrading and Domestic Sales” (un fondo a disposizione delle PMI locali – incluse quelle controllate da soci stranieri – che possono richiedere contributi a fondo perduto per lo sviluppo di marchi commerciali, aumento della competitività e sostegno delle esportazioni verso Cina continentale e Paesi con cui Hong Kong intrattiene accordi di libero scambio – NdR).
• Aumento a 3 milioni di HK $ (circa 340.000 euro) per azienda, del massimale del contributo a fondo perduto, a carico del Fondo BUD, di cui 1 milione a sostegno delle vendite verso la Cina e 2 milioni verso i mercati con cui Hong Kong ha in essere accordi di libero scambio.
• Stanziamento dell’equivalente di circa 115 milioni di euro a favore del “SME Export Marketing Fund” il Fondo che eroga contributi a fondo perduto alle PMI (incluse quelle a capitale straniero, NdR) a sostegno delle attività di promozione delle esportazioni.
• Stanziamento dell’equivalente di circa 60 milioni di euro a favore del Fondo per lo Sviluppo dell’Innovazione e dell’imprenditoria Sociale (un fondo che agisce da catalizzatore per l’innovazione sociale, tramite soluzioni innovative che affrontano la povertà e l’esclusione sociale.
• Introduzione di agevolazioni fiscali a favore di locatori di navi e gestori di leasing navale.
• Miglioramento del Programma di Garanzia dei Finanziamenti alle PMI

Per migliorare la qualità della vita della popolazione, il governatore Carrie Lam ha inoltre annunciato un numero di iniziative a favore dei bambini, della famiglia e del lavoro, e una serie di misure per ridurre costi e sacrifici dei pendolari e migliorare servizi e infrastrutture.




Hong Kong: le Proteste non potranno stravolgere l’attuale benessere e libertà sociali

Hong Kong: le Proteste non potranno stravolgere l’attuale benessere e libertà sociali

Incontro tra Eddie Cheung e imprenditori presso Cathay Pacific a Milano

Un lungamente atteso, efficace, vivace e piacevolissimo scambio di vedute ieri a Milano, tra Eddie Cheung, il nuovo rappresentante del Governo di Hong Kong presso l’Unione Europea, e una trentina di “amici di Hong Kong” imprenditori e associazioni di imprese italiane attive nella regione autonoma cinese, spesso stravolta negli ultimi mesi, da manifestazioni di protesta, di difficile comprensione per noi italiani. L’incontro, promosso da InvestHK, con il supporto di HKTDC è stato ospitato nella sede di Cathay Pacific Airways, la compagnia aerea di bandiera di Hong Kong.

L’aspetto più piacevole dell’incontro è stato la passione, la sincerità e la totale assenza di comunicati ufficiali di Eddie Cheung che, come da lui stesso annunciato, ha parlato da cittadino di Hong Kong, più che da funzionario pubblico. Con uno stile raramente visto in un rappresentante ufficiale di un governo straniero, Eddie Cheung è riuscito a convincere tutti i partecipanti all’incontro sul fatto che dietro a qualche centinaio di scalmanati che commettono atti di puro vandalismo, ci sono milioni di cittadini ragionevoli che, come lui, desiderano esclusivamente ristabilire la pace, la serenità e la giustizia sociale a Hong Kong, che resta uno dei paesi più liberi al mondo, in quanto a libertà di parola, di stampa, d’impresa e qualità della vita. Hong Kong è un’isola felice in Asia e le richieste di una totale indipendenza dalla Cina sono pura utopia, oltre che prive di ogni logica, considerato l’attuale grado di indipendenza della regione autonoma, che gli ha permesso di posizionarsi ai primi posti al mondo come piazza finanziaria, centro di scambi commerciali, logistici e di sviluppo tecnologico.

Eddie Cheung è convinto che le proteste dureranno ancora fino a metà novembre, con lo scopo di mantenere alta la tensione fino alle elezioni amministrative locali. Nel frattempo, le imprese italiane non devono abbandonare le loro posizioni di leadership di mercato conquistate in tanti anni di successi commerciali. Hong Kong ha passato altri momenti di crisi anche peggiori, e ne è sempre uscita rafforzata.




Aziende straniere ottimiste sul mercato cinese

Aziende straniere ottimiste sul mercato cinese

 

Nonostante le incertezze economiche internazionali, la Cina ha mantenuto una crescita economica stabile e il mercato cinese è rimasto il favorito da molte aziende straniere, in quanto rappresenta un’ottima occasione per gli stakeholder. Alcuni leader di grandi aziende hanno espresso la loro fiducia nei confronti della Cina per la sua posizione insostituibile sul mercato.

Un esempio è BMW Group Region China, il cui presidente J. Goller ha recentemente affermato che la Cina non è solo un mercato di consumo di massa ma è soprattutto un’importante fonte di innovazione. BMW ha visto aumentare le vendite di automobili del 16.6 %, nei primi 7 mesi di quest’anno. Questo risultato ha conseguentemente rafforzato la loro fiducia nel mercato cinese, portandoli ad allargare gli investimenti in Asia, a potenziare le basi di ricerca e sviluppo in Cina e a cooperare con le imprese locali, come Unicom e Tencent.

La Cina offre molte opportunità anche nel campo della scienza e della tecnologia.
AstraZeneca, azienda multinazionale farmaceutica, esporta medicine in oltre 80 paesi e sta progettando un parco internazionale dell’innovazione scientifica al fine di attrarre aziende straniere per sviluppare le loro tecnologie e fare nuove scoperte.

Anche il vicepresidente della Coca-Cola, Matthew Echols, afferma che il colosso americano delle bevande è incoraggiato dalle continue iniziative intraprese dalla Cina per migliorare il suo ambiente economico-commerciale, come ad esempio il lancio di nuove zone di libero scambio e l’imminente attuazione della legge sugli investimenti esteri (Foreign Investment Law), la quale entrerà in vigore il 1 gennaio 2020.

Secondo l’ultimo sondaggio annuale condotto da U.S.-China Business Council, in un gruppo di 220 aziende statunitensi, la maggior parte riferisce che le loro operazioni in Cina sono redditizie e rimangono perciò impegnate nel mercato cinese.

Anche il Ministero Del Commercio ha stimato che gli investimenti esteri diretti nel continente cinese sono cresciuti del 7,3% su base annua nel periodo gennaio-luglio, mentre gli investimenti esteri nel solo luglio sono aumentati dell’8,7%.

È quindi implicito come la Cina, con la sua economia aperta, abbia compiuto sforzi incoraggianti per migliorare l’ambiente imprenditoriale, creando maggiori opportunità per gli investitori stranieri e offrendo maggiori scelte ai consumatori.

In particolare, Il fattore che guida gli investimenti in costante crescita in Cina, da parte di società multinazionali, è rappresentato soprattutto dai consumatori, che sono sempre più esperti del marchio. Si tratta infatti di clienti giovani, che hanno un forte legame emotive con i brand. Ciò rappresenta un passaggio dal semplice rapporto costo-efficacia, alla ricerca dei marchi.

Fonte: http://www.chinadaily.com.cn/a/201909/08/WS5d74abffa310cf3e3556a55c.html