Il 2018 è l’Anno del turismo Europa-Cina: nuove sinergie puntano ad agevolare l’arrivo di turisti cinesi

Con l’inaugurazione dell’Anno del turismo Europa-Cina il Vecchio Continente ha deciso di puntare forte sui turisti cinesi.

Il turismo cinese al primo posto per spesa turistica

Ammonta a 1,4 miliardi di euro la spesa degli stranieri in Italia per lo shopping, pari al 4% del totale della spesa turistica nel nostro Paese. Il dato dell’ufficio studi e statistiche dell’Enit ha rivelato che la Cina è il primo mercato per spesa turistica con 228 miliardi di euro, in crescita del 4,7%. Si prevede che nel 2020 la Cina sarà il Paese con maggiori partenze verso l’estero. Importante anche la prospettiva di spesa del mercato orientale, che nei primi dieci mesi del 2018 è stata di 2000 miliardi di yuan e crescerà in media del 6,6% all’anno fino al 2028. Nel quadro internazionale, l’Italia ha buone aspettative per questo target, essendo la prima destinazione in area Schengen. Per noi i cinesi rappresentano il 2,45% delle presenze straniere pari a soli 5 milioni: nulla a confronto di un mercato come la Germania da 60 milioni, tuttavia bisogna considerare la maturità e le possibilità future. L’ufficio ricerche dell’Enit mostra anche la stagionalità di questi turisti, abituati a viaggiare soprattutto tra novembre e gennaio, e tra luglio e settembre. Quindi, pur rappresentando una piccola parte dei turisti stranieri in Italia, i cinesi sono importanti sia per spesa che per traino della crescita. Rientrano, infatti, nella triade dei primi mercati in crescita negli arrivi aeroportuali nei primi 10 mesi del 2018, che vedono gli Stati Uniti al primo posto con un +13,2%, la Cina al secondo con un +2,6% e la Spagna al +2,2%.

Fonte: Ontit (dati pubblicati ad Ottobre 2018)

Cina
La Cina, primo Paese mondiale per spesa in turismo internazionale, si conferma come uno dei mercati più interessanti per l’Italia e con un grande potenziale di crescita. In termini di rotte, nel periodo tra gennaio e aprile 2018, i viaggi aerei dalla Cina verso l’Europa hanno messo a segno una crescita del +10,5%. Analizzando a consuntivo il traffico aereo verso l’Europa nell’intero 2017 si rileva un incremento del 10% così diviso per singoli Paesi: Italia +10%, Austria +7%, Germania +2%, Francia +3%, Olanda –1%, UK +6%, Danimarca stabile, Finlandia –3%. I collegamenti aerei Italia-Cina sono raddoppiati negli ultimi cinque anni, il più alto tasso di sviluppo in Europa.
Per il periodo estivo gli arrivi negli aeroporti italiani dal continente asiatico registrano un lieve incremento rispetto al medesimo periodo dello scorso anno. Sempre in termini di traffico aeroportuale, si stima che il 2018 chiuderà con un +2%. In termini di flussi, con 5 milioni di presenze la Cina è il nostro 11esimo bacino di origine con un incremento del 12,4% sul 2016. Lazio, Veneto e Toscana sono le Regioni che producono maggiori presenze di turisti cinesi (63,5% del totale). Lazio e Veneto sono anche le principali destinazioni per spesa, precedute dalla Lombardia. La spesa totale è di 480 milioni di euro. Il trend mensile della spesa è molto altalenante e vede i maggiori picchi a settembre (53 milioni di euro) e a fine anno (Novembre 48 milioni di euro, Dicembre 49 milioni).

Il grande business (ancora acerbo) dei turisti cinesi in Italia

I cinesi amano il Bel Paese e spendono qua più che nel resto d’Europa però ci sono diverse problematiche da affrontare riguardo la promozione del turismo in Cina come la barriera linguistica, l’insufficienza dei collegamenti aerei diretti, la scarsa consapevolezza delle esigenze dei turisti cinesi medi, le infrastrutture obsolete, la microcriminalità ed i mezzi di trasporti pubblici insufficienti che possono costituire dei punti di debolezza. Per non parlare delle nuove abitudini, come ad esempio i metodi di pagamento tramite lo smartphone. Per tanto bisogna individuare un piano di miglioramento. Il mercato del turismo cinese si trova ancora in fase iniziale. Risulta necessario quindi richiamare l’attenzione degli operatori turistici italiani sulle potenzialità di sviluppo del turismo cinese nei prossimi anni.

Per agevolare i turisti cinesi la Commissione Europea e la European Travel Commission hanno sviluppato “Welcome Chinese” una piattaforma condivisa dove gli operatori di settore si possono promuovere e ricevere una certificazione ufficiale emessa dalla China Tourism Academy, riconosciuta dal Governo cinese. Uno strumento sicuramente interessante che potrà rivelarsi utile solo alle aziende che sapranno promuoversi nel modo corretto. Se fino a qualche anno fa i turisti cinesi si muovevano per lo più attraverso tour operator, adesso viaggiano in maniera autonoma. Pianificano la propria vacanza attraverso travel app che forniscono servizi per informarsi, leggere recensioni, comparare prezzi e gestire prenotazioni.




Grande successo per il roadshow di Hong Kong nel Sud Italia

Venerdì 16 novembre ad Alberobello si è concluso il roadshow di Hong Kong che ci ha visti partecipare a 3 eventi nel sud Italia per parlare di come Hong Kong sia un motore trainante dell’economia asiatica in grado di offrire servizi e incentivi per spianare la strada alle esportazioni italiane. 

 

Venerdì 16 novembre ad Alberobello si è concluso il Roadshow di Hong Kong che ci ha visti partecipare a 3 eventi nel sud Italia per parlare di come Hong Kong sia un motore trainante dell’economia asiatica in grado di offrire servizi e incentivi per spianare la strada alle esportazioni italiane. La Cina, da produttore a basso costo è diventato un mercato fiorente per le nostre Esportazioni. Giocare un ruolo attivo nel Paese e occupare spazi prima della concorrenza internazionale è determinante per avvantaggiarsi delle opportunità infinite che la Cina offre oggi alle imprese di ogni settore. Hong Kong, città cinese con uno statuto speciale che permette totale libertà di impresa e dei movimenti di merci e denaro, facilità di comunicazione (lingue ufficiali inglese e cinese), con una centenaria tradizione di scambi commerciali con la Cina continentale, si propone come testa di ponte per agevolare le imprese italiane interessate a sviluppare gli scambi commerciali, cooperazione tecnologica, industriale e partnership di ogni tipo in Cina.

Il primo evento, tenutosi presso Confindustria Salerno, ha visto la partecipazione di 70 persone e oltre 60 aziende. Questi hanno dato vita a un dibattito, a fine seminario, che si è prolungato ben oltre il tempo previsto, confermando il grande interesse del sud per la Cina e i mercati asiatici. Il programma prevedeva l’intervento da parte di esponenti della Confindustria, dell’Hong Kong Economic and Trade Office, dell’Hong Kong Development Council, di Invest HK, dell’associazione Italia-Hong Kong e dell’International Propeller Club.

Salerno: Ing. Nicola Scafuro – Confindustria Salerno; Fiona Chau – Hong Kong Economic and Trade Office; Gianluca Mirante – HKTDC; Stefano De Paoli – Invest HK; Riccardo Fuochi – Associazione Italia Hong Kong; Umberto Masucci – International Propeller Club

 

Nei due giorni seguenti, il seminario si è spostato in Puglia e ha toccato Bari e Alberobello. L’oggetto dei dibattiti era quello di presentare l’importanza di Hong Kong come centro del business in Asia e le opportunità che riserva alle aziende pugliesi. Circa 40 aziende, principalmente appartenenti al settore alimentare, dei gioielli, della moda e degli accessori, della logistica e dei servizi, hanno contribuito a rendere questo evento un successo nel sud d’Italia. Hanno avuto modo di conoscere Hong Kong e il ruolo che ricopre come facilitatore per connettere le aziende italiane alla Cina.

Bari: Gianluca Mirante – HKTDC;  Antonio Barile – Camera di Commercio Italo Orientale; Fiona Chau – Hong Kong Economic and Trade Office;  Stefano De Paoli – Invest HK

 

Il terzo ed ultimo evento del Roadshow di Hong Kong nel sud d’Italia, si è svolto nella meravigliosa Alberobello, caratterizzata dai trulli, i quali sono patrimonio dell’UNESCO. Anche se i partecipanti erano meno rispetto agli altri due eventi, il livello d’interesse nelle opportunità che Hong Kong ha da offrire alle aziende italiane è rimasto sempre lo stesso. Il sindaco di Alberobello, Michele Maria Longo, ha affermato: “in Puglia abbiamo sia attrazioni tradizionali culturali che tecnologia che produce parti importanti dei velivoli Boeing e siamo pronti per unirci alle aziende di Hong Kong per fare affari insieme in Cina e per accoglierle ad Alberobello, dove potranno trovare bellissime attrazioni e cibo e vini famosi in tutto il mondo”.

 Alberobello: Stefano De Paoli – Invest HK; Gianluca Mirante – HKTDC;  Michele Maria Longo – Sindaco di Alberobello; Alessandra Barnaba – Camera di Commercio Italo Orientale 



Cina: da produttore a basso costo a Mercato Fiorente per le nostre Esportazioni

Cina: da produttore a basso costo a Mercato Fiorente per le nostre Esportazioni

 

Giocare un ruolo attivo nel Paese e occupare spazi prima della concorrenza internazionale è determinante per avvantaggiarsi delle opportunità infinite che la Cina offre oggi alle imprese di ogni settore. Hong Kong, città cinese con uno statuto speciale che permette totale libertà di impresa e dei movimenti di merci e denaro, facilità di comunicazione (lingue ufficiali inglese e cinese), con una centenaria tradizione di scambi commerciali con la Cina continentale, si propone come testa di ponte per agevolare le imprese italiane interessate a sviluppare gli scambi commerciali, cooperazione tecnologica, industriale e partnership di ogni tipo in Cina. Tre Istituzioni Pubbliche di Hong Kong: Hong Kong Economic and Trade Office (HKETO), Hong Kong Trade Development Council (HKTDC) e InvestHK, mettono a disposizione delle aziende campane le loro esperienze e i loro servizi gratuiti, tramite un incontro durante il quale spiegheranno come e perché occorre attivarsi per inserirsi nel mercato cinese, quali strumenti, incentivi e progetti sono a disposizione delle aziende interessate a muoversi in quella direzione. L’incontro sarà seguito da un buffet durante il quale sarà possibile incontrare i rappresentanti dei tre enti di Hong Kong e prendere accordi per ulteriori azioni.

L’incontro sarà seguito da un buffet durante il quale sarà possibile incontrare i rappresentanti dei tre enti di Hong Kong e prendere accordi per ulteriori azioni.

La partecipazione è gratuita, previa registrazione ONLINE o presso: Confindustria Salerno m.decarluccio@confindustria.sa.it Tel. 089 2020810 – Invest Hong Kong investhk.italy@gmail.com Tel. 02 89534108

 

L’evento è organizzato da: 

in collaborazione con: 

 

con il patrocinio di: 

PROGRAMMA

09:30 Registrazione
10:00 Indirizzo di Benvenuto
ing. Nicola Scafuro
Vicepresidente delegato all’internazionalizzazione, Confindustria Salerno
10:15 Note Introduttive
Hong Kong, la Chiave del Successo in Asia
Fiona Chau
Deputy Representative, Hong Kong Economic and Trade Office, Brussels
10:30 Hong Kong, Business Platform to Asia
Gianluca Mirante
Direttore, Italia, Hong Kong Trade Development Council (HKTDC)
10:50 Poche semplici mosse per conquistare il mercato cinese
Come e perché, con l’aiuto di Invest Hong Kong
Stefano De Paoli
Rappresentante, Italia, Invest HK
11:10 Testimonianza
Riccardo Fuochi
Presidente, Associazione Italia-Hong Kong
12:00  
Dibattito
 
12:30
Buffet e networking



Hong Kong Fintech Week

Hong Kong Fintech Week

 

 

Chi si occupa di FinTech non dovrebbe perdere l’opportunità di partecipare alla Hong Kong FinTech Week, il primo evento tecnologico transfrontaliero al mondo che si svolge a Hong Kong, la capitale finanziaria asiatica, e a Shenzhen, la “Silicon Valley” cinese. È una delle più grandi conferenze del settore, che attrae più di 8000 manager e oltre 200 tra fondatori, investitori, regolatori e accademici del FinTech.

Invest Hong Kong organizza una delegazione italiana alla Hong Kong Fintech Week. I partecipanti avranno l’opportunità di essere guidati lungo un percorso di internazionalizzazione a Hong Kong e a Shenzhen, per incontrare potenziali investitori, clienti e partner, e avviare un processo di espansione in Asia, il più grande mercato Fintech al mondo.

Il valore degli investimenti in progetti FinTech a Hong Kong ha raggiunto 545,7 milioni di dollari nel 2017, più che raddoppiato rispetto al 2016. La partecipazione alla HK Fintech Week permetterà di partecipare a programmi come il Fast Track (un percorso di incontri con governo, regolatori, investitori, VC, acceleratori, associazioni e istituzioni), Innovation Lab Tours (visita ai principali laboratori di innovazione, hub, acceleratori e incubatori di Hong Kong, con incontri organizzati con il personale chiave per comprendere i loro ruoli e focus nel processo di sviluppo dell’ecosistema FinTech di Hong Kong), Business Matching (programmi di incontri di lavoro facilitati).

Per i partecipanti sono previste condizioni di viaggio e soggiorno agevolate e assistenza in loco.

Per maggiori informazioni veniteci a trovare presso il FinTech District di Via Sassetti 32 – Milano.

Dal 26 al 28 settembre dalle 15.30 alle 17.30

 




Sviluppo Cina lancia il Gruppo di Lavoro “Sicilia-Cina Food and Wine”

Sviluppo Cina lancia il Gruppo di Lavoro “Sicilia-Cina Food and Wine”

 

Nonostante il forte richiamo del brand “Italia” in Cina, soprattutto per la moda, il design, il calcio e la ristorazione, l’export dei nostri vini e prodotti agro-alimentari fa registrare risultati a dir poco deludenti, distaccati di molte misure da Francia, Olanda, Germania, e Irlanda, tra i concorrenti europei del settore food, e ancora da Francia, Australia, Cile e Spagna, per l’export di vini in Cina.

È questo il primo messaggio scaturito dal Convegno di Caltanissetta dello scorso 28 marzo, sul tema “Sicily-China Food & Wine” organizzato da IRPAIS, Consorzio Universitario di Caltanissetta, Banca del Nisseno e Sviluppo Cina, con la partecipazione di una delegazione istituzionale cinese e oltre 150 imprenditori siciliani del settore agroalimentare e vitivinicolo, i rappresentanti dei maggiori consorzi del settore, le università e numerosi rappresentanti delle Istituzioni regionali.

A questa premessa, tutt’altro che incoraggiante, è seguita una lunga ed articolata analisi delle cause, delle opportunità e dei percorsi da seguire, per far decollare le esportazioni italiane, in particolare siciliane, del settore agroalimentare verso la Cina, sostenute anche da un’efficace promozione del turismo cinese verso la Sicilia, con azioni volte a diffondere la cultura, la storia e le attrattive naturali e artistiche dell’isola.

Il primo impegno assunto dagli organizzatori del convegno è stato quello di creare un gruppo di lavoro con il compito di: proporre le azioni necessarie, discuterne l’implementazione, ricercare i mezzi economici pubblici e privati necessari, coordinare gli sforzi di agricoltori, produttori, commercianti, imprenditori del turismo e delle istituzioni, avviare un programma di attività promozionali, creare e sostenere lo sviluppo del brand “Sicily” legato a un’immagine di qualità e genuinità. A meno di quattro mesi dal Convegno, questo gruppo è la prima risposta a questo impegno. Si tratta di un gruppo di discussione, che nasce all’interno di Sviluppo Cina, e che potrà in seguito dar vita a un’associazione, una rete di imprese o altra forma giuridica indipendente. Il secondo impegno era quello di creare una struttura promozionale del turismo e del food siciliano in Cina, e anche questo è in corso di realizzazione: il primo “Sicily Point” sarà inaugurato a Shanghai nel prossimo mese di ottobre 2018. Tra breve saremo in grado di fornirvi maggiori dettagli.

Un miliardo e mezzo di consumatori cinesi sono alla ricerca di modelli di consumo occidentali e di prodotti alimentari genuini, provenienti da paesi incontaminati, che offrano garanzie di regole certe a protezione della salute e qualità della vita. Sviluppo Cina, ente per la promozione delle relazioni economiche tra Italia e Cina, a fianco di Irpais, del Consorzio Universitario di Caltanissetta, di Banca del Nisseno e di tutte le istituzioni, le imprese e di chiunque vorrà unirsi in questo progetto ambizioso, che ci auguriamo efficace per il rilancio dell’economia e dell’immagine siciliana nel mondo, mette a disposizione tutta la sua esperienza, la sua reputazione e i contatti sviluppati nei 10 anni di attività associativa, e degli oltre 30 anni di rapporti di alcuni membri del suo direttivo, con le imprese e le istituzioni cinesi.

Contiamo sulla partecipazione numerosa. È un gruppo di discussione, apolitico, aperto a chiunque sia interessato a partecipare, fornire il proprio contributo di idee e di conoscenze. L’unico impegno richiesto a chi aderisce è quello di partecipare in modo costruttivo a tutte le discussioni e a contribuire a far crescere il gruppo tra i propri contatti.

Auguro buon lavoro a tutti i partecipanti ed apro le discussioni con questo messaggio di benvenuto che mi auguro sia un primo stimolo all’avvio di discussioni utili all’obiettivo ultimo che ci siamo proposti di raggiungere: la crescita delle esportazioni e della conoscenza dei prodotti agro-alimentari e delle attrattive turistiche della Sicilia in Cina. Ogni contributo, dalla singola frase alle analisi più complesse, soprattutto se costruttive, sarà molto gradito. È permessa la riproduzione di tutti i contributi pubblicati in questo gruppo da parte dei media cartacei e digitali, a condizione che ne sia citata la fonte. Chi partecipa dà esplicitamente il consenso alla loro pubblicazione. Gli organizzatori si riservano il diritto di censurare linguaggi e commenti offensivi e propaganda politica.

Stefano De Paoli, Presidente, Sviluppo Cina

 

 

 




Hong Kong abbassa le Imposte alle Imprese

Hong Kong abbassa le Imposte alle Imprese

 

Il regime fiscale di Hong Kong, già molto favorevole alle imprese, sarà ulteriormente agevolato da un recente provvedimento del nuovo governo. Dal primo aprile 2018 è infatti entrato in vigore un doppio livello di aliquote di imposta sui redditi delle imprese. L’aliquota del 16,5%, in vigore da molti anni, resta valida per i redditi che eccedono 2 milioni di dollari di Hong Kong (207.000 euro al cambio attuale), ma i primi 2 milioni di HKD di reddito, di tutte le imprese, saranno ora tassati all’8,25%.

Per le imprese prive di personalità giuridica (cioè le società di persone e le imprese individuali), le aliquote fiscali a due livelli sono ora fissate al 7,5% e al 15%. Con le nuove aliquote le società di capitale e le imprese di persone di Hong Kong risparmieranno rispettivamente fino a 165.000 e 150.000 HK dollari di tasse all’anno.

Il regime delle aliquote fiscali a due livelli andrà a beneficio di tutte le imprese, indipendentemente dalle loro dimensioni. Per evitare che gli utili siano distribuiti su più imprese, per avvalersi dell’aliquota inferiore oltre la soglia dei 2 milioni di HKD, e per agevolare le PMI, l’applicazione dell’aliquota inferiore è limitata a una sola impresa, nel caso di gruppi di imprese collegate.

L’obiettivo del governo è quello di adottare un sistema fiscale concorrenziale per promuovere lo sviluppo economico, mantenendo un regime fiscale semplice e moderato. Il regime di aliquote a due livelli ridurrà il carico fiscale per le imprese, in particolare le PMI e le start-up. Questo consentirà di agevolare ulteriormente il clima imprenditoriale, stimolare la crescita economica, creare opportunità di lavoro e migliorare la competitività di Hong Kong.

Le imprese italiane che volessero chiarimenti e assistenza per costituire un’entità a Hong Kong e avvalersi del suo regime fiscale e ambiente favorevole alle imprese, per sviluppare partnership, esportazione di prodotti e servizi verso la Cina, possono rivolgersi in Italia a InvestHK, ufficio del governo di Hong Kong, che offre servizi gratuiti alle aziende. Grazie all’accordo contro la doppia tassazione siglato con il governo italiano, da gennaio 2016 Hong Kong è stata rimossa dalla Black List dei paradisi fiscali e tutte le operazioni economiche con la regione autonoma cinese non sono più soggette a controlli o restrizioni di alcun tipo.




Leonardo Da Vinci in Cina – Il ritratto su pergamena di Bianca Sforza di Leonardo Da Vinci esposto al al Riverside Museum a Beijing

Leonardo Da Vinci in Cina – Il ritratto su pergamena di Bianca Sforza di Leonardo Da Vinci esposto al al Riverside Museum a Beijing

 

Il sublime ritratto su pergamena di Bianca Sforza, amata figlia di Ludovico il Moro, viene realizzata da Leonardo da Vinci nel 1496, in occasione del suo matrimonio con Galeazzo Sanseverino e conservato in uno dei libri delle Sforziadi, rimasti per secoli a Varsavia. Negli anni ’50, misteriosamente, passa tra le mani di alcuni collezionisti; dal 2008 l’opera viene sottoposta ad anni di intensi studi, da parte dei massimi esperti leonardeschi a livello mondiale e modernissimi esami scientifici che, definitivamente, ne assegnano l’attribuzione a Leonardo da Vinci.

“La Bella Principessa” viene presentata al mondo nel dicembre 2014, nella mostra organizzata nel Palazzo Ducale di Urbino. Successivamente viene esposta nel Palazzo Civico di Lugano (Svizzera) e per 5 mesi​,​ nell’ambito di EXPO 2015 ​,​ nella Sala del Trono alla Villa Reale di Monza.

​Resterà esposta ​ ​al​ Riverside Museum in Beijing ​ fino all​ ’11 agosto 2018 ​e da lì si sposterà ​ a Nanjing.




La Nuova Via della Seta

La Nuova Via della Seta

 

Il Mediterraneo è stato il fulcro dello sviluppo socio-economico e culturale dell’intera storia occidentale finché, con la scoperta del Nuovo Mondo, la sua centralità è scemata in favore dell’Atlantico. Oggi, attraverso la Nuova Via della Seta, il Mare Nostrum è pronto a riassumere la sua antica centralità strategica.

 

La Nuova via della seta è un’iniziativa strategica della Cina per il miglioramento dei collegamenti e della cooperazione tra paesi nell’Eurasia. Comprende le direttrici terrestri della “zona economica della via della seta” e la “via della seta marittima del XXI secolo” ed è conosciuta anche come “Belt and Road Initiative, BRI” o “OBOR” (one belt, one road).
Partendo dallo sviluppo delle infrastrutture di trasporto e logistica, la strategia mira a promuovere il ruolo della Cina nelle relazioni globali, favorendo i flussi di investimenti internazionali e gli sbocchi commerciali per le produzioni cinesi. L’iniziativa di un piano organico per i collegamenti terrestri è stata annunciata dal presidente cinese Xi Jinping a settembre del 2013, e la via marittima ad ottobre dello stesso anno.
Nei prossimi 10 anni le ferrovie saranno in grado di trasportare circa un milione di container l’anno nella regione Euroasiatica con maggiore rapidità rispetto alle flotte mercantili.
La Cina è interessata a investire sui porti italiani ma la Via della Seta andrà avanti “con o senza di noi” ha detto l’Ambasciatore italiano a Pechino, Ettore Sequi, a margine del convegno “La Nuova Via della Seta – Quali prospettive per l’Italia” il 30 gennaio 2018.
La Grecia vanta la più grande flotta mercantile mondiale e dal 2000 Pechino sfrutta le dimensioni e la centralità del porto del Pireo, controllando due terzi del traffico complessivo. La superpotenza asiatica è però alla ricerca di un altro canale di accesso per connettere più velocemente le merci con il resto d’Europa. Il governo italiano ha offerto una via complementare alla ferrovia che Pechino ipotizza di costruire per collegare il porto greco all’Europa attraverso i Balcani, e suggerisce di sfruttare anche i sistemi portuali e ferrati italiani già esistenti – e già pronti – come Trieste.
“I porti italiani non sono alternativi ma complementari al Pireo” ha più volte detto l’ambasciatore Sequi “sia perché sono immediatamente disponibili e ben collegati, con procedure di sdoganamento tra le più veloci in Europa, mentre dal Pireo occorre ancora costruire adeguati e onerosi collegamenti ferroviari attraverso i Balcani; sia perché è difficile far transitare solo attraverso un porto l’ingente numero di container che dall’Asia giungono nel Mediterraneo”.
La posizione geografica dell’Italia garantisce quindi ai nostri porti un ruolo strategico. I cinesi lo hanno capito e stanno pensando di creare nel Nord d’Italia un hub logistico europeo. Non a caso Cosco (quarta compagnia al mondo) ha acquisito il 40% di Vado Ligure: il nuovo terminal container sarà operativo entro il 2018.
I primi risultati di Belt and Road confermano che si tratta di un grande piano geo-economico destinato a trasformare l’Eurasia: 900 progetti di nuove infrastrutture, quasi 1000 miliardi di investimenti, 780 miliardi di dollari generati dagli interscambi con i 60 paesi coinvolti, 200 mila nuovi posti di lavoro.
“Questo mastodontico progetto che tocca due terzi della popolazione mondiale non ha solo una forte componente infrastrutturale ma esprime la proiezione internazionale e la vocazione globale della Cina”, ha detto Sequi.
Stando ai dati ufficiali cinesi, l’interscambio tra Cina e i Paesi attraversati dalla Nuova Via della Seta ha superato i 400 miliardi di dollari dal 2014 al 2017. Solo lo scorso anno ha superato la quota 110 miliardi di dollari, in pratica un quarto del commercio estero cinese. Secondo le previsioni del presidente di Bank of China, Chen Siqing, nei prossimi 5 anni il 45% della crescita mondiale proverrà dai mercati interessati dai progetti targati Bri.
Senza alcun dubbio la Nuova Via della Seta è una tra le più grandi opportunità di investimento degli ultimi anni sia sul piano internazionale che soprattutto su quello nazionale. Che siate piccoli o grandi imprenditori questa è un’occasione irripetibile per entrare a far parte di un progetto di tali dimensioni.