Non scrivete ancora il necrologio di Hong Kong

 

La gente di Hong Kong si sta riprendendo. Merita il sostegno della comunità internazionale.

Chiunque abbia vissuto a Hong Kong durante il periodo della restituzione alla Cina nel 1997 e ricordi tutte le previsioni sulla fine della città, sperimenterà un forte senso di deja vu dato il torrente di notizie sulla sua morte imminente dovuta al passaggio della nuova legge sulla sicurezza nazionale. Sono passati 23 anni dalla restituzione e la maggior parte delle previsioni si sono rivelate sbagliate. Hong Kong non è morta, ma ha prosperato come società libera, anche se probabilmente quel successo molto perverso l’ha portata all’attuale crocevia. Hong Kong ha prosperato economicamente, con il PIL pro capite raddoppiato durante questo periodo, nonostante la sua quota del PIL complessivo della Cina si sia ridotta dal 27% al 2,7%.

Da quando è stata approvata la nuova legge sulla sicurezza, all’inizio del mese di luglio, il volume degli scambi in borsa è stato di circa $ 30 miliardi al giorno, circa il 40 percento più alto di quello del Giappone. Il flusso degli IPO (Offerta Pubblica Iniziale) è molto vivace e la città ha raccolto $ 14 miliardi di flusso di capitale netto da aprile. Sebbene i dati economici da soli non raccontino l’intera storia di una società, non si può ignorare il fatto che Hong Kong è un centro finanziario globale e il suo futuro è destinato a continuare a svolgere questo ruolo. Sembrerebbe che i soldi intelligenti sappiano che la Cina è ancora la grande scommessa e Hong Kong è la strada da percorrere.

Nonostante questi punti di forza fondamentali, la Cina e il governo di Hong Kong hanno fatto un enorme errore di calcolo non comprendendo la politica della restituzione. Le autorità presumevano che la performance economica fosse tutto: finché la torta fosse cresciuta, indipendentemente da un’equa distribuzione, Hong Kong avrebbe continuato a rimanere stabile. Purtroppo, la politica è peggiorata e le disparità sono aumentate. Non è facile dare torto a chi sostiene che la causa principale dei disordini risieda in un liberismo capitalista dilagante che ha fatto crescere la torta ma ha lasciato solo le briciole per la maggioranza della gente. La politica è stata lasciata nelle mani di persone che – sembra giusto affermare guardando i risultati – non erano all’altezza del compito e hanno semplicemente deluso la popolazione della città. L’attuale generazione di giovani è la prima a non credere che il lavoro duro si tradurrà in un domani migliore. Sono giustamente arrabbiati e ci sono varie ragioni per cui vedono una maggiore democrazia come la panacea nei loro guai, con la Cina come la causa di tutti i mali che affronta la città.

Ma allo stesso tempo ce ne sono molti a Hong Kong che vedono le cose in modo diverso e sono anche stati trascinati dalla tempesta che si è scatenata l’anno scorso. L’adozione della nuova legge sta cominciando a rendere le cose più chiare e, si spera, porterà a politiche più responsabili e sensate.

Ma questa chiarezza sarà una vittoria costosa. Le ultime settimane a Hong Kong sono state un buon promemoria del potere dei social media, con gli abitanti della città bombardati da tutti gli angoli con storie sulla sua fine. Ma la gente di Hong Kong sa come giocare le proprie carte ed è tutt’altro che ingenuo. E’ molto pratica e opportunista. Così, tra tante notizie negative, la sensazione sul campo sembra molto diversa e si ha l’impressione che i germogli verdi di una nuova era stiano mettendo le radici. Non è il 1993, quando molti partirono per pascoli più verdi in Occidente, per poi tornare per opportunità economica. Molti a Hong Kong sono consapevoli che le reali opportunità sono in Cina e sempre più nell’ASEAN. Sanno che il futuro non è negli Stati Uniti, in Europa o in Australia, specialmente date le realtà economiche di un mondo post-COVID, lo shock globale per la cattiva gestione della pandemia negli Stati Uniti e nel Regno Unito – i cittadini di Hong Kong sono ossessivi riguardo mascherine e servizi igienico-sanitari e esigono disciplina dai loro concittadini – e da tutte le notizie sull’aumento del razzismo contro gli asiatici all’estero.

Nelle conversazioni con i dirigenti delle imprese di Hong Kong, c’è un senso molto diverso dell’impatto della legge e di come le persone sembrano cambiare il loro punto di vista sulla città e sul suo futuro. È opinione diffusa che dopo aver inviato un messaggio forte al governo e alla Cina attraverso le proteste, la gente si renda conto che non può permettere che la città che ama si auto distrugga e che deve riprendersi. Questo è il pragmatismo e la resilienza integrati nel DNA di questa società. C’è la sensazione che molte persone siano state coinvolte nelle proteste, che hanno assunto una vita propria – ma le cose sono cambiate, e ora c’è la necessità di fermarsi e trovare soluzioni.

Allora, come ci si sente oggi a Hong Kong? Per la prima volta in un anno, sembra una città che sta tornando alla normalità. La paura della violenza che ha attanagliato molti, a prescindere da quale parte fossero schierati, è per lo più scomparsa, anche se c’è una certa ansia per la nuova legge. Le strade sono piene anche se si vedono ancora negozi chiusi a causa della recessione economica derivante dalle proteste e dalla pandemia. I ristoranti sono pieni e in molti di questi si deve aspettare per sedersi o è necessario prenotare. Il traffico è tornato; i tassisti dichiarano di essere occupati ed è difficile prendere un taxi. La principale preoccupazione ora è il picco dei casi di COVID-19 e le nuove restrizioni sugli assembramenti sociali. Ma i numeri sarebbero considerati irrilevanti in qualsiasi altra città – poco più di 130 al giorno per una settimana, l’equivalente di 6.000 casi al giorno negli Stati Uniti in rapporto alla popolazione (al confronto, gli Stati Uniti hanno registrato oltre 20.000 casi al giorno dal 16 giugno, con un record di oltre 78.000 casi il 25 luglio). Indice dello straordinario senso di prudenza, consapevolezza del benessere collettivo e della responsabilità che le persone hanno in questa città.

I dirigenti delle imprese e quelli degli ambienti finanziari possono avere qualche preoccupazione sull’attuazione della nuova legge, ma la maggior parte non si aspetta che venga utilizzata per abusi da parte del governo, visti i controlli e l’equilibrio nel sistema legale. Molti hanno vissuto e lavorato qui e in Cina e non credono che la Cina abbia alcun interesse a minare lo stato di diritto – la common law – che è ciò che rende la città unica e di valore per la Cina come centro finanziario internazionale. Hanno fiducia nell’indipendenza della magistratura, e questa è una visione condivisa da molti avvocati che non sono impegnati nella lotta politica.

Un’opinione comune è che è troppo presto per giudicare e il tempo lo dirà, ma la speranza è che la legge si dimostri utile per la città e che non venga abusata. Un garante chiave di ciò è la corte di appello finale e i suoi giudici. Non vi è alcuna indicazione che questo sistema verrà manomesso. Sebbene le principali menti legali apolitiche siano riluttanti a parlare, poche settimane fa il giudice supremo ha affermato di non vedere la nuova legge come una minaccia per il sistema giudiziario e ha stabilito i principi chiave per garantirne l’indipendenza. Sono pochi coloro che sanno che la corte d’appello finale, istituita il 1 ° luglio 1997, ha attualmente 15 giudici all’estero, alcuni dei quali hanno ricoperto le più alte cariche nei rispettivi paesi e non tollereranno interferenze. Comprensibilmente, nessuno di loro ha commentato la nuova legge, ma sapremo che le cose non stanno andando bene quando si dovessero verificare dimissioni o sostituzioni, ipotesi molto improbabili. Di certo qualcosa che Pechino o il governo locale non vorrebbero che accadesse.

La nuova legge sulla sicurezza nazionale è un “lavoro in corso”, dato che sapremo come viene interpretata solo quando sarà effettivamente utilizzata, e vedremo come, dai tribunali di Hong Kong. Questo sarà il test. Ma la gente di Hong Kong conosce lo stato di diritto – nelle sue numerose manifestazioni – è centrale per il futuro economico della città e legato al fatto che la città è la porta di accesso alla Cina e una delle porte della Cina verso il mondo. È nell’interesse della Cina avere leggi sulla sicurezza nazionale per garantire che la città sia vista come un luogo sicuro in cui vivere, lavorare, educare le famiglie e visitare, consentendo allo stesso tempo a Hong Kong di svolgere anche il suo ruolo unico per la Cina.

È improbabile che la legge e la sua applicazione danneggino la gente di Hong Kong. Ma il conflitto geopolitico tra gli Stati Uniti e la Cina – all’interno del quale la città è diventata una pedina e di cui non ha voce in capitolo – ha il potenziale per danneggiare la brava gente di questa città. Meritano di meglio dalla comunità internazionale e dovrebbero essere aiutati a riprendersi, con la loro leggendaria resistenza.




Ad alcuni piace l’acqua calda

Perché l’acqua bollente è la bevanda preferita dai cinesi?

 

In una calda giornata estiva con il sole cocente una bevanda ghiacciata suona perfetta. Ma per molti cinesi l’acqua calda è sempre preferita, indipendentemente dalle condizioni metereologiche.

I motivi per cui i cinesi prediligono bere l’acqua calda sono molteplici. Storicamente, bere acqua calda era uno dei modi per cercare di stare al caldo durante il periodo invernale. Ma nelle stagioni più calde, la risposta più semplice è che aiutava a eliminare i batteri.

L’ebollizione dell’acqua potabile fu fortemente promossa negli anni ‘30, quando il governo del Kuomintang lanciò il Movimento New Life, emanando linee guida su diversi aspetti della vita quotidiana. Inoltre, l’acqua bollita fu raccomandata come metodo per evitare malattie come la dissenteria. Quando il Partito Comunista prese il potere negli anni ’50 la pratica fu nuovamente incoraggiata. Infatti, Mao Zedong e altri leader anziani sono stati spesso fotografati tenendo in mano tazze di acqua calda, creando una forte domanda di tazze in smalto.

Ciò che oggi tiene in vita questa pratica è la scarsa qualità dell’acqua cinese, che porta molte persone a pensare che bere direttamente dal rubinetto non sia una buona idea.

Anche nelle grandi città come Shanghai, l’acqua del rubinetto può essere ad alto contenuto di cloro perché le fonti d’acqua della città sono inquinate dalle acque di scarico e da altri contaminanti. Far bollire l’acqua in questo caso aiuta a rimuovere la sostanza chimica e il suo sapore pungente.

 

Un altro motivo per la preferenza deriva dagli insegnamenti della Medicina Tradizionale Cinese (MTC), che suggeriscono che bere acqua calda aiuta a bilanciare lo yin e lo yang del corpo umano, oltre a promuovere una migliore circolazione e disintossicazione del sangue.

Le bevande fredde tendono ad essere viste più sospettosamente dai devoti della MTC e sono, inoltre, considerate come ricettacoli per le malattie.

Non ci sono prove concrete a sostegno delle affermazioni della MTC in merito ai benefici per la salute nel bere acqua bollita rispetto all’acqua fredda pulita. Ma tali convinzioni hanno permesso di creare opportunità commerciali per tutti quei marchi che hanno come target consumatori locali attenti alla salute.

 

Secondo una ricerca di Netease, Jinmailang, società produttrice di alimenti e bevande, lo scorso anno ha guadagnato 2 miliardi di Rmb ($290 milioni) con il suo marchio di bottiglie d’acqua: Liangbaikai. Cosa lo distingue? L’acqua viene bollita prima di essere imbottigliata.

Ma non è l’unico!  A seguire questa tendenza l’anno scorso è stata l’azienda alimentare taiwanese Want Want che ha lanciato il suo marchio di acqua bollita in bottiglia, seguito poi da Master Kong, il più grande produttore cinese di noodle istantanei.

Secondo i dati di Euromonitor, società di ricerca con sede a Londra, il mercato cinese dell’acqua in bottiglia dovrebbe raggiungere i 244 miliardi di Rmb in vendite entro il 2023, rispetto ai 183 miliardi di Rmb nel 2018.

L’espansione è in parte alimentata dalla crescente domanda di offerte premium come Perrier e San Pellegrino, le cui vendite dal 2014 aumentano del 30% ogni anno, riporta Jiemian. La crescente domanda ha convinto un altro marchio italiano, Acqua Panna, ad unirsi alla mischia a maggio.




L’import-export per crescere nonostante il Covid-19

Nonostante la pandemia dettata dal COVID-19, la terza edizione di China International Import Expo si svolgerà regolarmente dal 5 al 10 novembre, su scala più ampia e con nuove sezioni (salute pubblica, nuova energia e tutela ambientale, trasporti intelligenti e sport).

Al fine di garantire la sicurezza dell’evento, le autorità sanitarie hanno predisposto piani di emergenza. Inoltre, Qin Jing, vicedirettore della Municipal Health Commission di Shanghai, ha affermato che istituirà cinque postazioni mediche in diverse sale presso la sede espositiva del National Exhibition and Convention Center (Shanghai). Quattro medici e tre volontari saranno collocati in ogni postazione medica, e saranno istituite zone di quarantena e passaggi separati per le persone con alte temperature.

Qin ha affermato che 29 ospedali della città, tra cui Huashan Hospital, Zhongshan Hospital e Shanghai Public Health Center, sono stati designati per ammettere casi sospetti COVID-19 provenienti dalla fiera.

Il piano prevede anche la sanificazione regolare del sistema di ventilazione del centro e il monitoraggio del suo interno e dell’ambiente circostante.

China International Import Expo (CIIE) è una manifestazione fortemente voluta dalle autorità cinesi in linea con la politica economica nazionale sempre più rivolta alla crescita dei consumi interni e all’importazione di prodotti di alta qualità. CIIE si presenta come la prima fiera in Cina dedicata all’importazione di prodotti e servizi promossi da espositori stranieri.

La manifestazione, pertanto, rappresenta una vetrina di prestigio per presentarsi al mondo cinese e interagire con partner commerciali locali e con rilevanti organizzazioni governative locali.

Ed è per questo che Confindustria in collaborazione con ICE Agenzia, Fondazione Italia-Cina e l’Associazione AICE, sotto il coordinamento del MAECI, ha deciso anche quest’anno di predisporre l’organizzazione di una delegazione di imprese italiane alla manifestazione.

In particolare, il Ministero degli Affari Esteri ha incaricato ICE-Agenzia di svolgere una serie di attività a supporto della presenza italiana, che comprenderanno l’allestimento di un Padiglione nazionale d’immagine nella sezione istituzionale dell’evento, la realizzazione di una campagna di comunicazione ed eventi collaterali e un forte intervento a supporto della partecipazione di imprese italiane nella sezione commerciale della CIIE. Nello specifico saranno previsti:

  1. Realizzazione e diffusione del catalogo della presenza italiana a CIIE 2020.

Tutte le aziende italiane che esporranno in questa fiera avranno uno spazio di visibilità all’interno della pubblicazione, che sarà prodotta in formato cartaceo ed elettronico e sarà distribuita sia durante la CIIE che dopo la sua conclusione.

  1. Promozione della presenza italiana nella campagna di comunicazione.

Gli espositori italiani saranno presentati nelle azioni di comunicazione su media e social network locali e tramite il sito dedicato alla presenza italiana; sarà possibile inoltre proporre contenuti specifici e realizzare interviste o altre forme di comunicazione diretta nei confronti di specifici segmenti del pubblico locale.

  1. Ulteriori misure di supporto alle PMI espositrici.

In aggiunta a quanto sin qui elencato, le PMI espositrici italiane potranno beneficiare di ulteriori misure di supporto indipendentemente dal settore di attività; i dettagli di tali misure sono attualmente in fase di approvazione e saranno comunicati non appena disponibili.

ICE-Agenzia curerà l’organizzazione di un’area allestita di circa 200 mq ripartita tra:

  • Spazio Istituzionale/Meeting Point che potrà ospitare Organismi ed Associazioni di riferimento dei settori delle Life-Sciences.
  • Area Espositiva dedicata alle aziende italiane per presentare prodotti e tecnologie ai visitatori. Sarà suddivisa in un numero limitato di moduli individuali, nei limiti dello spazio disponibile.

Alle imprese interessate viene proposta la possibilità di partecipare con stand individuali oppure all’interno di aree espositive collettive (settore gioielleria e tecnologie della salute).

Inoltre, quest’anno sono state introdotte due norme che permetteranno agli espositori di vendere i prodotti esposti durante la fiera anche dopo la conclusione dell’evento fieristico.

Ye Jian, vicedirettore della dogana di Shanghai, ha affermato che è stato introdotto un nuovo tipo di garanzia doganale per i prodotti esposti durante la fiera, inoltre tali prodotti saranno autorizzati ad essere venduti sulle piattaforme di e-commerce cross-border dopo la fiera.

Per far sì che gli espositori stranieri liberino le frontiere, le aziende saranno tenute a garantire la loro conformità con le leggi fiscali.

Le dogane consentiranno agli espositori di trasferire i loro prodotti in zone di sorveglianza doganale o centri logistici vincolati per poi venderle su piattaforme di e-commerce.




Cinque città per costruire centri di distribuzione per le linee ferroviarie Cina-Europa

Secondo quanto affermato dalla National Development and Reform Commission, il miglior pianificatore economico del paese, la Cina prevede di investire 200 milioni di yuan (28,53 milioni di dollari) per costruire centri di distribuzione ferroviaria Cina-Europa in cinque città del paese al fine di utilizzare al meglio le fonti ferroviarie e ridurre i costi.

 

Le cinque città, vale a dire Chengdu, Zhengzhou, Chongqing, Xi’an e Urumqi, rappresentano città importanti per il servizio ferroviario di merci Cina-Europa oltre ad essere città chiave per il settore della logistica.

Secondo un rapporto del 21st Century Business Herald, Wang Guowen, direttore del centro per la logistica e la gestione della catena di approvvigionamento presso il think tank di Shenzhen China Development Institute, ha affermato che la costruzione di centri ferroviari Cina-Europa romperà l’attuale stato separato delle città e servirà meglio il trasporto merci.

Mentre sempre più città iniziano a gestire i treni merci tra la Cina e l’Europa, è emersa un’intensa concorrenza nei prezzi dei trasporti e nelle fonti ferroviarie, ha affermato Wu Jingyu, direttore del centro internazionale di coordinamento dei treni merci Asia-Europa, alla China Communications and Transportation Association.

La costruzione di hub di trasporto consentirà alle città di condividere risorse, tagliare i costi e migliorare l’efficienza.

Secondo Wang, la maggior parte dei treni merci Cina-Europa passa per Urumqi senza fermarsi nel tratto attuale, e la creazione del nuovo centro consentirà a merci nazionali e straniere di viaggiare sui treni contemporaneamente per ridurre i costi.

Wang ha anche suggerito di utilizzare parte del fondo da 200 milioni di yuan per costruire piattaforme per la condivisione delle informazioni e coordinare i treni che circolano tra le cinque città.




Alla ricerca della piattaforma e-commerce perfetta in Cina

Il mercato dell’e-commerce cinese è il più grande del mondo. Secondo il Ministero del Commercio tale mercato è alimentato da oltre 900 milioni di utenti online, inoltre, è stato stimato che le vendite al dettaglio online del 2019 sono state pari a 10,6 trilioni di Rmb (1,51 trilioni di dollari) con un aumento del 16,5% rispetto al 2018. Ma il numero crescente di piattaforme di vendita fa si che le aziende abbiano bisogno di una strategia ben definita per ottenere il massimo da questo mercato in continua evoluzione.

 

 

In generale i consumatori cinesi sono più disposti a provare nuove esperienze e accolgono l’innovazione più che in altri paesi. In più, il commercio elettronico è diventato una strada che offre ai consumatori un modo per accedere ad una molteplicità di prodotti e quindi a un’offerta molto più ampia.

Un aspetto fondamentale nell’ecosistema cinese è che le aziende mettono i consumatori al primo posto, per tanto i marchi devono lavorare intorno ai bisogni dei clienti. In tal modo, le piattaforme hanno attirato un numero sempre crescente di consumatori, il quale ha permesso il rapido sviluppo del commercio elettronico in Cina.

La nascita dell’e-commerce in Cina si può identificare con l’introduzione, da parte di Alibaba, di Ali-pay ovvero un metodo di pagamento sicuro per i consumatori.

Il passaggio successivo è stata la creazione di T-mall nel 2008. Tale passaggio è stato molto significato per l’e-commerce in quanto ha permesso ai grandi marchi di poter avere un proprio negozio virtuale che trasmettesse il proprio stile e il proprio concept. Di conseguenza, molti marchi sono andati online su T-mall, dando una forte spinta al settore dell’e-commerce che cresce ogni giorno sempre di più (Pensate al Padiglione del Lusso di T-mall o alla partnership tra JD.com e Far-fetch).

Il commercio sociale è un’altra pietra miliare. I mini programmi di WeChat, per esempio, hanno cancellato i confini tra la vendita e il marketing. La costruzione dell’immagine del brand e la vendita dei prodotti è diventata un tutt’uno.

In termini di quale piattaforma scegliere per i propri prodotti, è necessario effettuare delle ricerche per comprendere quale fascia di consumatori è indirizzato il proprio prodotto. Per esempio, se la tua azienda vende prodotti di elettronica, JD.com è la piattaforma giusta in cui trovarsi. Invece, se produci cosmetici, T-mall potrebbe fare al caso tuo. Ma se facessi prezzi a buon mercato Pinduoduo potrebbe essere una scelta interessante. In alternativa, se non hai grossi volumi, forse potresti iniziare su WeChat.

Questo è un primo aspetto da valutare per la scelta della piattaforma da cui iniziare il proprio business in questo ambito. Ma è giusto sottolineare che una volta che si è abbastanza affermati, ciò che i brand vogliono considerare è un approccio multicanale. Infatti, non è difficile trovare lo stesso brand su più piattaforme.

Si potrebbe pensare di avere da una parte un negozio leader, con cui si svolgono la maggior parte delle transazioni e dall’altra amplificare l’esposizione attraverso la presenza su più piattaforme combinata ad una attività di marketing, che consentirebbe di raggiungere diversi segmenti di consumatori.

 

 

 

Un fenomeno che sta prendendo sempre più piede sulle piattaforme di e-commerce è il live streaming, la cui idea nasce sempre dall’idea di creare esperienze uniche che permettano di coinvolgere sempre di più il cliente finale.

Tale fenomeno non si è sviluppato solo in Cina, ma la Cina lo ha portato molto più lontano che altrove.

Con il live streaming, spesso i consumatori ottengono l’accesso a prezzi molto più convenienti, perché le aziende tendono a fornire le migliori offerte per i prodotti in vendita, permettendo alle aziende di ottenere dei risultati ottimali.




La collaborazione tra Cina e Unione Europea rafforzerà i loro legami economici e commerciali e la cooperazione nella lotta contro il COVI-19

Martedì 28 luglio, il vicepremier cinese Liu He e il vicepresidente esecutivo della Commissione Europea Valdis Dombrovskis hanno co-presieduto l’ottava edizione del China-EU High-Level Trade and Economic Dialogue.

Liu ha dichiarato che la pandemia è una sfida comune per l’umanità.  Entrambe le economie, la Cina e l’UE, promuovono l’unità globale nella lotta contro il contagio e sostengono la ripresa economica, salvaguardando al contempo il multilateralismo e il sistema di libero scambio. Questo è vantaggioso per la Cina, l’Europa e il mondo intero.

Dombrovskis, che è stato primo ministro della Lettonia dal 2009 al 2014, prima dell’incontro ha affermato che la crisi dettata dal coronavirus non ha dato all’UE “altra opzione se non quella di lavorare mano nella mano” con la Cina. Aggiungendo che “È una relazione importante ma non facile”.

L’Unione Europea ritiene da tempo di essere rimasta intrappolata tra le crescenti tensioni tra la Cina e gli Stati Uniti. Il capo della politica estera dell’UE Josep Borrell, ex ministro degli esteri spagnolo, ha dichiarato che, mentre la pressione per scegliere aumenta, l’UE prenderà decisioni basate sui propri interessi e valori.

Dombrovskis ha affermato: “Abbiamo alcune richieste dalla nostra parte, come la necessità per le nostre aziende di ottenere lo stesso trattamento in Cina come le aziende cinesi (hanno) qui. Unendo le forze, possiamo recuperare più rapidamente economicamente, e fare progressi in aree di interesse comune come le relazioni commerciali e di investimento.”

Durante la trattativa, le due parti hanno avuto discussioni approfondite ed efficaci. Hanno raggiunto un consenso comune in ambiti quali la cooperazione in risposta alla pandemia COVID-19, la governance economica globale, la sicurezza delle catene industriali e di approvvigionamento, i negoziati su un accordo globale bilaterale sugli investimenti, la riforma dell’Organizzazione mondiale del commercio, l’accesso al mercato, l’economia digitale, connettività regionale, finanza e tassazione, ha detto il Ministero del Commercio alla fine della giornata di martedì.

Entrambe le parti hanno anche discusso l’accesso al mercato nel settore dei servizi finanziari, con l’UE che incoraggia la Cina a continuare ad aprire il proprio mercato dei servizi finanziari agli investimenti esteri, secondo la dichiarazione dell’UE sul dialogo.

Inoltre, sono state discusse una serie di questioni normative nel settore dei servizi finanziari, tra cui la cooperazione in materia di finanza verde, le valutazioni di equivalenza e il ruolo internazionale dell’euro e del renminbi.

La Commissione Europea, nel suo Summer Economic Forecast del 7 luglio, ha previsto che l’economia dei 27 Stati membri dell’UE si sarebbe contratta dell’8,3 per cento quest’anno e l’economia dei 19 Stati membri dell’euro-zona sarebbe diminuita dell’8,7 per cento.

Il portavoce della Commissione Europea, Daniel Rosario, ha affermato che la priorità del dialogo è “riequilibrare le relazioni economiche e raggiungere una maggiore reciprocità”.

Ha dichiarato che l’UE ha una vasta gamma di dialoghi e interazioni politiche e settoriali con la Cina. “E usiamo questo in un modo strategico per perseguire i nostri interessi e valori in diverse questioni”, ha affermato.

I colloqui di martedì si sono svolti un mese dopo il vertice Cina-UE, presieduto dal premier Li Keqiang e dal presidente del Consiglio Europeo Charles Michel e dal Presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen.

In occasione del vertice, il Presidente Xi Jinping ha anche tenuto una videoconferenza con i due leader dell’UE, insediatisi a dicembre.

La Cina e l’UE hanno accelerato i negoziati per un accordo bilaterale in materia di investimenti organizzando una serie di video conferenze durante la pandemia. Il 31 º turno dei negoziati si è tenuto dal 21 al 24 luglio, in cui sono stati compiuti progressi positivi.

“Visti gli enormi problemi economici causati dalla pandemia e dalla guerra commerciale USA-Cina, è imperativo che l’UE e la Cina facciano progressi verso un accordo di investimento”, ha affermato Fraser Cameron, direttore del Centro UE-Cina.

“La comunità imprenditoriale è impaziente di raggiungere un accordo” ha dichiarato Bernard Dewit, presidente della Camera di Commercio belga-cinese, in una recente intervista al China Daily.

Wei Jianguo, vicepresidente del Centro cinese per gli scambi economici internazionali, ha previsto che la Cina e l’UE dovrebbero firmare l’accordo globale sugli investimenti entro la fine di quest’anno.

La Cina è il più grande mercato di consumo al mondo, con 400 milioni di persone a reddito medio e un gran numero di residenti rurali con un forte potere d’acquisto, ha affermato, aggiungendo che questo creerà un enorme spazio di mercato per le imprese europee e promuoverà la cooperazione bilaterale in settori quali l’economia digitale, la produzione intelligente e i nuovi materiali.




PROGRAMMA: Hong Kong Start-Up Ecosystem

PROGRAMMA: Hong Kong Start-Up Ecosystem

Data la situazione ancora molto incerta, l’ufficio di rappresentanza in Italia di Invest Hong Kong ha deciso di intraprendere un’opera di informazione e divulgazione nei confronti delle start up italiane su incentivi economici e programmi di incubazione a Hong Kong. I settori dell’Innovazione, R&S, Healthcare e Ambiente, a dispetto della crisi in atto, non si sono fermati totalmente ed in alcuni ambiti hanno subito anche un’accelerazione. Ragion per cui hanno programmato una serie di iniziative volte a “formare” le nostre start up sulle opportunità  in corso o che potrebbero aprirsi a breve in Hong Kong. Lo scopo sarà  quello di facilitare il cammino di quelle più innovative e dinamiche nella ricerca di finanziamenti per la R&S, investitori internazionali, partner produttivi, etc.:

A tal proposito, l’ufficio di Milano ha ideato un percorso informativo tramite webinar e roadshow in collaborazione con le diverse strutture locali (parchi scientifici, incubatori, ecc.). Di seguito l’agenda degli appuntamenti già  programmati, ai quali seguiranno altri, in collaborazione con Cyberport, HK Productivity Council e alcuni tra i maggiori V/C e acceleratori di Hong Kong:

Gli interessati potranno registrarsi al Webinar introduttivo del programma – Hong Kong Start-up Ecosystem – durante il quale verrà  presentato un quadro generale di Hong Kong, delle attrattive specifiche per il mondo delle start-up internazionali, i fondi pubblici e gli incentivi a loro disposizione, Start me up Hong Kong Festival, il programma di incubazione dell’Hong Kong Science & Technology Park – HKSTP – (www.hkstp.org) e la partecipazione al pitch online del 29 aprile (i candidati devono inviare una pagina di presentazione in inglese, entro lunedì 27 aprile 2020 a: italy@investhk.com.hk – 5 start-up avranno a disposizione 5 minuti ciascuna per presentare il loro progetto. Al termine riceveranno la valutazione dell’Incubation Team sulla loro ammissibilità al programma di incubazione del HKSTP).

Per rimanere sempre aggiornati sui prossimi incontri e iniziative del programma Hong Kong StartUp Ecosystem destinato alle start-up italiane, seguite la pagina di Invest Hong Kong Italia e/o iscrivetevi alla loro newsletter cliccando qui.




2020 China Langfang International Economic and Trade Fair Airport Economic Industry ONLINE Exhibition

2020 China Langfang International Economic and Trade Fair 

Airport Economic Industry ONLINE Exhibition 

 

 

Fino al 17 aprile sono aperte le iscrizioni per partecipare al “China·Langfang International Economic & Trade Fair” una degli eventi economi e commerciali esteri più importanti nella regione di Pechino-Tianjin-Hebei. Quest’anno, a causa del Covid-19, la fiera terrà rigorosamente online e la partecipazione per gli espositori, tramite la realizzazione di uno stand virtuale, sarà gratuita. La fiera, che si svolgerà a metà maggio, è dedicata al settore dell’aviazione e dell’aeronautica e vedrà la partecipazione di una molteplicità di persone esperte nel settore.

1、Struttura organizzativa:

Organizzazione d’accoglienza: 

Ministry of Commerce of the People’s Republic of China 

People’s Government of Hebei Province 

Organizzazioni: 

Bureau of investment promotion affairs, ministry of commerce 

Hebei Department of Commerce 

People’s Government of Langfang 

Guiding Unit: 

Chinese Society of Aeronautics and Astronautics 

China Air Transport Association 

Co-organizzatori: 

Langfang Airport Economic Development and Construction Co. Ltd. 

Supporting Unit: 

Civil Aviation University of China 

Beijing University of Aeronautics and Astronautics 

2. Locationhttp://www.hebei518.org.cn/ 

3Obbiettivi: 

1). Aeronautical Manufacture 

aeromobili, motore aeronautico, sistemi e apparecchiature per aeromobili senza equipaggio, tecnologie di comunicazione e collegamento dati, carichi di missione, grandi componenti dell’aviazione, sistemi di controllo del traffico aereo;

2). Aviation Maintenance and Consumables 

controllo della carrozzeria dell’aeromobile, controllo della rotta di volo, controllo del motore, riparazione e manutenzione del motore, riparazione di parti dell’aeromobile, tecnologia e attrezzature dell’aeromobile, riparazione e modifica della struttura dell’aeromobile, attrezzature e forniture dell’aeromobile;

3). Aviation Training and Service Equipment 

formazione dei piloti, personale del servizio tecnico di volo e addestramento del personale addetto alla manutenzione, attrezzature di formazione con simulazione;

Per maggiori informazioni si prega di rivolgersi a INKRED Consulting: alberto.cocuzza@inkredconsulting.com