StartmeupHK Festival 2021 24-28 Maggio

 

StartmeupHK Festival, l’evento annuale più importante in Asia dedicato alle startup, e organizzato da Invest Hong Kong, ritorna dal 24 al 28 maggio 2021 in forma virtuale.

StarmeupHK Festival 2021 rappresenta un’importante vetrina per le molte opportunità che Hong Kong offre alle startup di tutto il mondo. Grazie alla forte collaborazione con i nostri partner, i partecipanti avranno la possibilità di ascoltare ed entrare in contatto con gli esperti del loro settore oltre a scoprire la posizione di primo piano di Hong Kong quale incubatore e banco di prova per cosa c’è di nuovo e per ciò che influenzerà il nostro modo di vivere e di fare business in futuro. Sebbene il mondo abbia dovuto affrontare un’enorme crisi, ci sono comunque molte opportunità interessanti che le startup possono sfruttare.

Save the date – “StartmeupHK Festival 2021” dal 24-28 maggio:

Quest’anno StartmeupHK Festival comprenderà 14 eventi principali che coinvolgeranno numerosi relatori internazionali su tematiche quali: AI, Fintech, ESG, SmartCities, Healtchare, Proptech, Greater Bay Area e non solo, durante l’intera settimana si avrà la possibilità di partecipare a workshop, startup pitch, job fair, incontri con potenziali investitori, e demo.

Il Festival aprirà il 24 maggio, con una grande occasione per le PMI con soluzioni tecnologiche di partecipare al SME Tech Exhibition Programme con uno stand virtuale durante SHAPERZ (Shaping the Future of Work for SMEs), l’evento di 2 giorni organizzato da Finnovasia. La partecipazione, da sottoscrivere entro il 15 maggio, è riservata alle aziende con meno di 30 dipendenti e un fatturato inferiore a 3 milioni di US$. SHAPERZ ha l’obiettivo di presentare alle PMI, alle scale-up e alle aziende di ogni settore le ultime novità in termini di innovazione tecnologica. Nella stessa giornata, si potrà partecipare al Female Funding Fair, organizzato da Next Chapter Raise, che coinvolgerà business leader, investitori ed esperti per parlare dell’importanza nell’investire sulle donne e promuovere l’uguaglianza di genere. Tramite questo evento, le imprenditrici donne di qualsiasi settore hanno tempo fino al 14 maggio per inviare la propria candidatura ed essere selezionate per Investor & Founders Mentor Hour”.

Il secondo giorno (25 maggio) ospiterà il GBA Innovation Summit, organizzato da TusPark Hong Kong, con il quale saranno analizzate le opportunità di sviluppo nella Greater Bay Area per le aziende con soluzioni tecnologiche e innovative. Nel frattempo, il 25 e il 26 maggio, Scaleup Impact Summit, organizzato da Whub, è uno degli eventi più completi sul mondo delle startup innovative progettato per realizzare risultati concreti con esperti, founder e investitori di primo livello.

 

Il quarto giorno (27 maggio) Asia Healthcare Innovation Summit, organizzato da Brinc, coinvolgerà startup, investitori e professionisti del settore healthcare, che condivideranno le loro conoscenze ed esperienze sulle ultime novità nell’ambito dell’health technology. Future Health Asia Pitch Competition: i partecipanti avranno l’opportunità di candidarsi, entro il 12 maggio, alla selezione di 2 startup che saranno ammesse alla riunione mensile degli investitori privati di Future Health Asia, per presentare il proprio progetto e ottenere un investimento fino a 250.000 US$.

Startup World Cup Asian Regional Finale 2021, organizzato da Pegasus Tech Ventures, è una competizione aperta a tutte le startup, che gareggeranno per poter competere alla finale internazionale che si svolgerà il 12 novembre 2021 a San Francisco.

Il quinto (28 maggio) ed ultimo giorno del Festival, si concluderà con un’agenda ricca di eventi quali: Ecosystem Summit, The defining Decade for Impact with Tech e GBA Online Hackathon 2021

Inoltre, vi segnaliamo gli eventi di settore specifici da non perdere:

 

A proposito di StartmeupHK:

StartmeupHK è un’iniziativa di Invest Hong Kong volta ad aiutare i talenti e le startup innovative ad esplorare le opportunità di espansione nei mercati asiatici, tramite l’insediamento di sedi operative, programmi di incubazione e R&S a Hong Kong. Il Team italiano di Invest Hong Kong fornisce informazioni su investitori, programmi di incubazione e accelerazione, finanziamenti pubblici e spazi di co-working e assiste gratuitamente le PMI e le Startup italiane a muovere i primi passi verso Hong Kong e oltre.

 

 




Sviluppo Cina ha rinnovato il Protocollo di Intesa con EU SME Centre

Venerdì 09 aprile 2021, EU SME Centre (Centro dell’Unione Europea per le PMI) e l’Associazione Sviluppo Cina hanno rinnovato l’accordo firmato nel febbraio del 2020.

In seguito al successo della precedente collaborazione sviluppata durante la Fase II, per assistere le PMI italiane a pianificare e sviluppare la loro strategia di ingresso nel mercato cinese, il rinnovo del protocollo di intesa tra le due organizzazioni mira a rafforzare ulteriormente la collaborazione esistente e a fornire le informazioni necessarie per continuare a migliorare il livello di preparazione delle PMI italiane che vogliono inserirsi nel mercato cinese.

EU SME Centre è entusiasta di continuare a supportare l’Associazione Sviluppo Cina e i suoi soci nel prepararsi a fare business con la Cina attraverso la loro rete di contatti presente in Cina e in Europa.

L’Associazione Sviluppo Cina è lieta di continuare a far parte dei Partner dell’EU SME Centre e di poter ampliare la propria offerta grazie anche ad un’ampia gamma di attività in programma nei prossimi mesi.

Per rimanere sempre aggiornati sui prossimi eventi in programma ricordatevi di consultare il sito www.sviluppocina.it e seguirci sulla nostra pagina LinkedIn.




Focus Cina e Hong Kong – Opportunità nel Retail e F&B

 

La Cina e Hong Kong sono ripartite, ma le imprese italiane come si pongono davanti a questa prospettiva? Per arrivare pronti all’appuntamento occorre conoscere, programmare e stabilire una strategia adeguata. E proprio in virtù dell’astinenza da viaggi e contatti diretti ci sembra quanto mai appropriato partire dagli “esperti” cioè da coloro che dall’interno hanno il polso della situazione e possono riferire quali tendenze e novità i mercati post Covid stanno elaborando. In questo senso Invest Hong Kong, il dipartimento del Governo che si occupa di aiutare le aziende italiane a stabilirsi in loco, propone un webinar sul tema delle nuove opportunità sorte da questo periodo “particolare” in Cina e a HK.  Per districarsi nel percorso ad ostacoli ci saranno d’aiuto le testimonianze di due “insider” quali Sindy Wong (Responsabile della divisione “Tourism & Hospitality” di InvestHK) e Angelica Leung (Responsabile della divisione “Consumer Products” di InvestHK) che nei loro interventi metteranno in luce le nuove peculiarità e tendenze di due segmenti molti “cari” al sistema Italia: l’enogastronomico (sia lato consumatori sia lato Ho.re.ca.) ed il lusso in tutte le sue sfaccettature (moda, abbigliamento, gioielleria, cosmetica, arredamento, ecc.).

Mai come in questa fase le testimonianze di esperti di settore sono preziose proprio in considerazione del fatto che i viaggi sono ancora off-limits. In più questo periodo, che ci divide dalla ripartenza vera e propria, deve essere speso per affinare il proprio approccio verso mercati che saranno presi d’assalto da tutti i nostri concorrenti mondiali.

In questo senso la testimonianza di coloro che “ce l’hanno fatta” come Vincenzo Dubla, fondatore e amministratore di Tablo, può essere un ausilio prezioso per evitare errori ed incomprensioni in un mercato delicato e multiforme come quello cinese.

 

Webinar: Nuove Opportunità a Hong Kong e in Cina per i settori Retail e F&B

Programma

10:00 Saluti e apertura dei lavori – Alessio Gambino, CEO e Founder di Exportiamo.it ed IBS Italia

10:05 Stefano De Paoli, Rappresentante in Italia di Invest Hong Kong – I servizi di Invest Hong Kong in Italia

10:15 Sindy Wong, Head of Tourism & Hospitality Invest Hong Kong – New normal and insights for food business to enter Mainland China via HK

10:35 Angelica Leung, Head of Consumer Products Invest Hong Kong – What you didn’t know about Circular Fashion in Hong Kong

10:55 Q&A per Sindy Wong e Angelica Leung

11:10 Ivano Poma, Presidente, Camera di Commercio Italiana a Hong Kong

Case study – Vincenzo Dubla, Director Tablo

11:20 Testimonianza – Vincenzo Dubla, CEO, Tablo Ltd., Hong Kong – www.tablo.hk

11:30 TestimonianzaMichele Bernacchia , CEO, Brightview Hong Kong Ltd (Gruppo Inalca) – brightview.com.hk

11:40 Dibattito

 

Le lingue di lavoro saranno l’italiano e l’inglese.

 




Hong Kong “ponte” verso la Cina: opportunità e incentivi per le aziende innovative italiane

 

Dal fintech al retail all’Industria 4.0, sono numerose le opportunità per startup, pmi e aziende che decidono di svilupparsi ad Hong Kong. Un ecosistema di innovazione in grado di agevolare i rapporti con la Cina continentale. E far crescere il business.

 

 

La Cina può essere un Eldorado per le aziende italiane, specialmente per quelle che vogliono portare innovazione nel proprio mercato di riferimento, dal fintech al retail. Ma serve un “ponte” per approcciarsi a uno sterminato Paese diverso culturalmente dall’Occidente e con dinamiche da comprendere fino in fondo. Questo ponte può essere rappresentato da Hong Kong, l’ex colonia britannica tornata alla Cina continentale nel 1997, nella quale ferve l’attività economica e dove, negli anni, si è creato un ricco ecosistema di innovazione.

Come ricorda il Center for Economics and Business Research della Ball State University dell’Indiana, la Cina diventerà la prima potenza economica mondiale nel 2028, superando gli Stati Uniti con 5 anni di anticipo rispetto al previsto anche a causa dell’impatto della pandemia da Covid-19. Ma da tempo appaiono evidenti le enormi potenzialità del Paese asiatico, così come le molteplici opportunità che può offrire al resto del mondo. Le mastodontiche dimensioni del suo mercato, con quasi 1,4 miliardi di abitanti, la rapida crescita del ceto medio e la forte domanda di beni stranieri sono elementi ben noti a chi si occupa di export.

L’Italia ha fatto le sue mosse: l’export di prodotti italiani nel Paese asiatico ammonta a 12 miliardi e 887 milioni di euro nel 2020, appena lo 0,6% in meno rispetto al 2019. Eppure restiamo al 24° posto tra i Paesi fornitori, contro, per esempio, il 7° posto della Germania.

“Non ci possiamo più permettere di ignorare l’unico mercato che cresce e che chiede prodotti di qualità, con una forte propensione ad acquistare prodotti di importazione, sia nei settori di largo consumo, sia in quelli di nicchia e dei beni strumentali” dice Stefano De Paoli, direttore dell’ufficio italiano di Invest Hong Kong, il dipartimento del governo di Hong Kong preposto all’assistenza alle aziende straniere nella regione autonoma cinese.

 

Indice degli argomenti

 

Il ruolo di Hong Kong e InvestHK

La missione dell’ufficio italiano di InvestHK è accompagnare gratuitamente le nostre piccole e medie imprese (pmi) e le startup verso la Cina.

Perché proprio a Hong Kong? È agevolmente collegata a metropoli come Shenzhen, Guangzhou (Canton) e le altre 8 città della Greater Bay Area. Allo stesso tempo è una città più vicina agli occidentali in termini di cultura, lingua, stile di vita, abitudini commerciali, disponibilità di servizi finanziari. Le merci entrano ed escono in tempi record, senza restrizioni e licenze, così come i pagamenti. Per non parlare del regime fiscale: chiede solo l’8,25% di imposte sui primi 2 milioni di dollari di Hong Kong di profitti di impresa e il 16,5% sulla parte rimanente, un tetto massimo del 15% sui redditi delle persone fisiche, niente IVA e nessuna delle decine di imposte con cui siamo ormai abituati a convivere.

Stabilire una presenza fisica a Hong Kong oggi è particolarmente facile e relativamente poco costoso. Ci sono decine di spazi in co-working a partire da poche centinaia di euro al mese. Il governo locale offre incentivi economici alle aziende, ovviamente anche straniere purché presenti con una stabile organizzazione locale, a sostegno delle esportazioni, delle attività di R&S e di una lunga serie di altre attività economiche.

HKInvest e il fintech: le opportunità per startup e pmi

Cina continentale e Hong Kong sono campioni nel fintech, la tecnologia applicata alla finanza.

La Cina continentale è prima al mondo per adozione consumer del fintech e ha davanti a sé enormi potenzialità di espansione: nel Sudest asiatico oltre 7 adulti su 10 (in tutto 400 milioni di individui) sono ancora “unbanked” o “underbanked”, cioè non hanno adeguato accesso ai servizi finanziari.

In questo scenario, Hong Kong spicca quale ecosistema particolarmente attivo, con oltre 600 società fintech (il 66% nel mercato B2B) e l’86% delle banche tradizionali che hanno adottato soluzioni fintech. Nel 2019 sono stati raccolti 376 milioni di dollari per le startup del settore. Il 46% di queste realtà ha ormai almeno 3 anni di vita e il 41% delle società fintech sono scaleup (fonte: InvestHK).

Le startup e le pmi del segmento fintech provenienti da ogni parte del mondo, quindi anche dall’Italia, possono trovare ospitalità presso l’HK Science&Technology Park (Home | HKSTP) e il Cyberport (Hong Kong Cyberport Management Company Limited – Home).

Sono parchi tecnologici nati per incentivare l’insediamento delle giovani realtà innovative con ogni mezzo, inclusi contributi economici e team. Anche una micro-impresa, con un progetto innovativo e un buon potenziale di sviluppo nei mercati internazionali, può contare sull’assistenza quotidiana e gratuita da parte di esperti nella ricerca di partner tecnologici e commerciali e di investitori. Può avere accesso a finanziamenti pubblici e privati, ottenere stagisti, supporto accademico e tutto ciò che è necessario per raggiungere gli obiettivi programmati.

Per quanto riguarda il livello di finanziamenti è possibile consultare gratuitamente il portale unico lanciato da StartmeupHK ((Government Funding Scheme & Support – StartupmeHK (startmeup.hk)) e rendersi conto dell’interesse generale verso l’innovazione digitale sia degli investitori privati che del Governo stesso. StartmeupHK, in calendario quest’anno dal 24 al 28 maggio, è anche un evento globale che dal 2013 si occupa di promuovere Hong Kong come destinazione privilegiata per startup leader nell’imprenditorialità e nell’innovazione.

L’evento centrale per il settore fintech a Hong Kong, e forse per l’intero continente asiatico, resta il Government Funding Scheme & Support – StartupmeHK (startmeup.hk), che quest’anno si svolgerà dal 2 al 6 novembre.

Nel frattempo, per il 14 e 15 aprile 2021, è previsto un workshop organizzato dall’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano in collaborazione con InvestHK che vedrà coinvolte banche, assicurazioni, startup, associazioni, enti regolatori italiani e locali. I vari player discuteranno sull’ecosistema della regione e sulle reciproche opportunità e prospettive di partnership tra Italia e Hong Kong.

InvestHK e il retail

La Cina è anche, ormai da anni, la terra promessa (e realizzata) dell’e-commerce: un’opportunità unica per vendere qualsiasi tipo di merce a centinaia di milioni di individui appartenenti alla classe media cinese, che rappresenta ormai la metà di quella mondiale.

La crisi causata dalla pandemia da Covid19 non ha fatto che accelerare le tendenze esistenti verso un modello di vendita al dettaglio multicanale. Fare e-commerce in Cina richiede velocità, agilità, nuovi contenuti in lingua cinese da produrre con assiduità e continuità, prodotti innovativi, collegamenti con Key Opinion Leader (KOL), logistica eccellente e una notevole quantità di risorse economiche per sostenere questi processi.

Nell’ambito più ristretto dei prodotti al consumo (abbigliamento, tessuti, accessori di moda, cosmetici, arredamento), legati storicamente al “made in Italy”, Hong Kong rimane una location di rilevanza strategica. Non solo per i suoi trascorsi (nel 2018 hanno visitato HK quasi 60 milioni di turisti che hanno generato un giro d’affari di oltre 62 miliardi di dollari) ma soprattutto per la sua funzione unica di “traghettatrice” verso la Cina. Per molti operatori nel settore moda, Hong Kong resta la vetrina alla quale guardare per interpretare i futuri trend in Cina.

Proprio per aiutare le aziende italiane a compiere questo passo, improntando una strategia efficace anche sulla base delle storie di altre imprese che hanno avuto successo, Invest Hong Kong mette a disposizione il suo personale qualificato a Milano e nella regione asiatica. Il dipartimento offre gratuitamente assistenza e “insider information” attraverso un team specializzato per l’analisi di progetti relativi a moda, abbigliamento, accessori, cosmetica, casalinghi, arredamento. La squadra di consulenti può essere contattata a questo link: italy@investhk.com.hk

L’Italia, Hong Kong e le nuove tecnologie: un esempio

Un esempio che può essere di ispirazione agli italiani intenzionati a fare impresa innovativa a Hong Kong è NiRoTech, società co-fondata da un imprenditore bellunese, Roberto Leone con sede a Hong Kong e siti produttivi in Cina e Vietnam. NiRoTech accompagna le aziende che vogliono cogliere il vantaggio di produrre in Asia, ma con una qualità e una mentalità “su misura” tutte italiane. Robot, Artificial Intelligence, Internet of Things e Cloud sono gli elementi che fanno della nuova linea OWL (in inglese, gufo) un esempio di industria 4.0. Alla cerimonia inaugurale del primo stabilimento di smart production dell’isola, il 26 febbraio scorso, c’era anche il Console Generale italiano a Hong Kong Clemente Contestabile. La conferma che le imprese italiane portatrici di innovazione possono operare in modo proficuo in questo territorio asiatico foriero di opportunità.

 

 

 




Hong Kong: ecco da dove Partire per Avere Successo in Cina

 

La Cina è un Paese dalle mille opportunità, ma è anche un mercato complesso e pieno di insidie che tuttavia possono essere facilmente superate avvalendosi di organismi come Invest Hong Kong, che mette a disposizione esperienza e servizi gratuiti anche in Italia.

12 miliardi e 887 milioni di euro: a tanto ammonta l’export italiano in Cina nel 2020, ed il dato è ancor più interessante se si pensa che, in un anno che ha visto contrarsi pesantemente gli scambi internazionali, è calato di appena lo 0,6% rispetto al 2019.

In effetti, la Cina rimane un Paese dalle mille opportunità, il sogno di ogni retailer per vendere qualsiasi cosa a centinaia di milioni di appartenenti alla classe media cinese che rappresenta ormai la metà di quella mondiale. Negli ultimi 15 anni la Cina è stata un vero e proprio Eldorado, soprattutto per quei marchi e aziende che hanno pazientemente investito a lungo termine adattandosi continuamente a un mercato sempre più sofisticato ed esigente.

Ma allo stesso tempo, non bisogna lasciarsi sedurre dai canti delle sirene della Cina e pensare che siano tutte rose e fiori. Infatti, accanto a grandi potenzialità, si pongono anche numerose sfide e rischi, che solo chi è sufficientemente preparato e supportato è in grado di affrontare.

Fare e-commerce in Cina

Il successo in Cina richiede un forte DNA del marchio, una solida organizzazione aziendale, un team di marketing esperto con una buona conoscenza dei social media cinesi, una presenza al dettaglio in Europa e/o negli Stati Uniti, innovazione di prodotto costante.

Anche l’e-commerce, celebrato da tutti come il mezzo migliore per entrare nel mercato, è un ecosistema serio e sofisticato che è molto più avanti rispetto al resto del mondo. Fare e-commerce in Cina richiede velocità, agilità, contenuti originali e contestualizzati in lingua cinese, prodotti innovativi, collegamenti con Key Opinion Leader (KOL), logistica eccellente e molti soldi per sostenerlo.

Tuttavia, un mercato così strategico non può essere ignorato. Sarà, almeno per le prossime due o tre generazioni, il più grande mercato al dettaglio e del lusso del mondo. Secondo un’analisi di Google, il 53% degli acquirenti online asiatici ha affermato che acquisterà online più spesso dopo la pandemia e il 40% delle persone che non lo faceva prima ha dichiarato che continuerà ad acquistare online. Ancora più importante, uno su tre ha affermato di aver acquistato da un marchio che non conosceva prima. È chiaro quindi che non è più questione di sapere se le persone acquisteranno online, ma quanto spesso e quanto spenderanno.

La necessità di una strategia omnichannel

La vendita al dettaglio tradizionale, tuttavia, non scomparirà e i rivenditori che investono in una strategia di internazionalizzazione basata solo sui canali online potrebbero rimanere delusi. Non c’è dubbio che la pandemia abbia ulteriormente accelerato la digitalizzazione e creato una base di utenti diversificata e complessa, spingendo i rivenditori e i marchi ad aumentare i loro investimenti per soddisfare le richieste dei consumatori digitali più esperti e supportare i nuovi “convertiti” per garantire che nessun potenziale cliente venga lasciato indietro.

Tuttavia, è importante notare che intraprendere una “strategia solo e-commerce” per i marchi che non sono ancora stabiliti in Asia non è efficace, e che sono necessari pesanti investimenti di marketing per vedere i risultati.

Ci si aspetta che i consumatori in Asia, come nel resto del mondo d’altronde, alternino mezzi online e offline durante il loro percorso di acquisto. Ciò significa che i marchi devono rafforzare la loro presenza omnicanale e garantire che le esperienze online e offline siano fluide ed in grado di integrarsi perfettamente.

Nell’ecosistema digitale cinese, inoltre, è fondamentale il ruolo delle piattaforme social: i netizen cinesi, infatti, le seguono religiosamente e gran parte della loro spesa per un prodotto dipende dalle recensioni che leggono da altri utenti. Importantissimo in questo senso il ruolo degli influencer: secondo un rapporto di PWC, il 29% dei consumatori cinesi, rispetto al 13% a livello globale, utilizza i social media per vedere quali marchi sono riconducibili alle star dei media.

Il ruolo di Hong Kong

Nell’ambito più ristretto dei prodotti di consumo – abbigliamento, tessuti, accessori di moda, cosmetici, arredamento – legati storicamente al Made in Italy, Hong Kong rimane una location di rilevanza strategica. Non solo per i suoi trascorsi (nel 2018 hanno visitato HK quasi 60 milioni di turisti che hanno generato un giro d’affari di oltre 62 miliardi di US$) ma soprattutto per la sua funzione unica di “traghettatrice” verso la Cina.

Per molti operatori nel settore moda Hong Kong resta la vetrina a cui guardare per interpretare i futuri trend in Cina ricalcando la funzione di New York come trend setter per il gusto degli americani. L’esperienza e la visibilità del proprio brand a Hong Kong sono indispensabili per affrontare il mercato cinese nel suo complesso. Spesso solo chi ha creato una propria brand awareness a Hong Kong e sperimentato un “tirocinio” con un negozio monomarca, uno shop in shop in un importante Shopping Mall del territorio, viene ritenuto maturo e credibile per un lancio in grande stile nel mercato retail in Cina. La “bollinatura” di Hong Kong certifica inoltre la veridicità e l’autorevolezza del marchio Made in Italy che non sarebbe così confuso tra i tanti nomi e richiami di un mercato, quello cinese, spesso ribollente di brand italianizzati se non addirittura contraffatti.

In questo Mare Magnum di opportunità e ostacoli quale futuro possono avere le nostre PMI note soprattutto per la loro artigianalità e per la qualità produttiva? La prospettiva resta quella “giapponese”. Ovvero una crescita della cultura e della sensibilità del consumatore cinese fino a concepire la qualità del prodotto finito artigianale/sartoriale come un marchio di fabbrica dell’italianità. Ma per arrivare a questo approdo occorre fare ancora molta strada. È indubbio che la comunicazione e la storia del marchio siano un fattore trainante, ma questo non sbarra la strada ai piccoli produttori. Se la scelta di un negozio ad alta visibilità può risultare precluso per via dei costi, si può ovviare con un piccolo showroom, magari in coabitazione con una o due aziende complementari o comunque non in competizione. Questo abbasserebbe di molto i costi fissi perché la presenza di un team o di un manager in loco sarebbero ripartiti. Il risparmio inoltre consentirebbe di puntare sulla comunicazione e sul marketing strategico che, come abbiamo visto precedentemente, è un’azione imprescindibile per emergere in Cina.

Essere posizionati nel cuore del mercato più trendy consentirebbe inoltre di ricevere feedback immediati sui prodotti e gli articoli che meglio vengono recepiti dai consumatori. Il Made in Italy ha un grande appeal ma se venisse rifinito e meglio adattato agli specimen dei consumatori locali, senza intaccarne l’originalità, sarebbe ancora più gradito e apprezzato. In questo senso, più che una ricerca di mercato, sarebbero efficaci operazioni mirate come quella di uno showroom locale o un pop-up store a tempo in una location strategica. Si avrebbero indicazioni puntuali su cosa piace ed attrae i consumatori finali e si riceverebbero le risposte migliori su quali articoli spingere, modificare e/o introdurre. Avere un semplice agente/distributore locale non è più la strategia vincente. Sarebbe semplicemente uno step entry level a cui poi bisogna dar seguito pena rimanere a terra senza sapere il perché. Insomma, “piccolo è bello”, in un mercato così avanzato e competitivo come quello cinese, non è più sufficiente.

E proprio per aiutare le aziende italiane a compiere questo passo, ad improntare una strategia credibile e a conoscere magari le storie di altre imprese che hanno avuto successo, Invest Hong Kong mette a disposizione il suo personale qualificato a Milano e a Hong Kong. Si tratta di un dipartimento del Governo di Hong Kong, che offre gratuitamente assistenza e “insider information” e dispone di un team specializzato per l’analisi di progetti relativi a moda, abbigliamento, accessori, cosmetica, casalinghi, arredamento, ecc.

Se vi sentite pronti per il grande passo allora mettetevi in contatto con il team italiano di Invest Hong Kong (italy@investhk.com.hk – WhatsApp +39 338 884 7287) e valutate insieme a loro le azioni più efficaci e le strategie più opportune.

 




Master Class a Hong Kong per le startup più innovative

 

 

Abbiamo scritto e raccontato di Hong Kong e del suo ecosistema startup in questo articolo in cui abbiamo intervistato Jayne Chan che è il capo di StartMeUp HK e che ha spiegato come l’area di Hong Kong sia oggi più che mai orientata a supportare da un lato il ruolo delle aziende che fanno innovazione e dall’altro quello di hub per tutto il mercato asiatico enfatizzando come sono sempre di più le startup e le scaleup che dall’estero scelgono di avvicinarsi a Hong Kong sia per conoscerne meglio le opportunità offerte in fase di startup, sia per avviare espansione del business in fase di scaleup.

Sappiamo bene che in questo momento è tutto più complesso, soprattutto la pianificazione di attività legate all’internazionalizzazione, ma sappiamo anche che è proprio questo il momento in cui è intelligente iniziare a programmare e a investire nello sviluppo delle startup e nella loro internazionalizzazione e Hong Kong si pone come opportunità che è certamente interessante approfondire anche per gli imprenditori che partono dall’Europa e dall’Italia.

La parabola della pandemia arriverà presto alla sua fase discendente, a Hong Kong già sta succedendo in modo strutturale come confermano i dati che il governo locale pubblica regolarmente e che si possono leggere su questo sito , e proprio per questo lo stesso governo di Hong Kong ha recentemente pubblicato le linee guida del budget di investimento per il biennio 2021-2022 da cui emerge confermata e consolidata la volontà di puntare sull’innovazione, sulla digital economy, sulla green economy. Un programma di investimento biennale molto preciso che, per esempio, alloca 357 milioni di dollari di HK (pari a circa 40 milioni di euro) a beneficio dell’Hong Kong Trade Development Council per accelerare sul processo di digitalizzazione, oltre 300 milioni di euro complessivi a supporto dell’implementazione di tecnologie e servizi ad alto impatto ambientale come gli incentivi per i veicoli elettrici, la produzione di energia rinnovabile presso tutti gli edifici e le infrastrutture governative, l’efficientamento energetico, il miglioramento della qualità dell’aria e il riciclaggio di scarti e rifiuti.

Inoltre va sempre ricordato che Hong Kong agisce geograficamente nell’ambito della Guangdong-Hong Kong-Macao Greater Bay Area (GBA) la quale riunisce 11 città della Cina meridionale con una popolazione di 72 milioni di persone e un PIL di 1,7 trilioni di dollari, un’area che per le startup e scaleup internazionali rappresenta quindi opportunità unica per espandere le operazioni di ricerca e sviluppo e per portare le loro soluzioni, prodotti e tecnologie a milioni di nuovi potenziali clienti sia nell’area stessa sia, in prospettiva, in tutta l’Asia.

Al fine di continuare ad agevolare e supportare le startup e scaleup internazionali che desiderano conoscere più da vicino Hong Kong, il suo ecosistema e le sue opportunità, il Parco Scientifico e Tecnologico di Hong Kong (HKSTP), che è una delle entità cardine dell’ecosistema, in collaborazione con Invest Hong Kong, che segue da vicino anche le startup italiane grazie al suo ufficio di Milano, e altri partner lancia la Master Class Innoexpress per aiutare le startup e le scaleup italiane ad accedere alle grandi opportunità disponibili nella GBA.

Innoexpress è un programma completo di 10 giorni che fornisce un’esperienza personalizzata, progettata per indirizzare i partecipanti verso l’espansione del loro business attraverso la GBA.

Le startup selezionate tra quelle che faranno application saranno invitate a partecipare a un programma di 10 giorni presso un ecosistema di partner locali volto a informare i partecipanti su aspetti connessi a visti e immigrazione, tassazione, sovvenzioni e sostegni governativi, reperimento di fondi, ricerca di talenti e partner tecnologici, strategie di go-to-market, politiche, normative e catene di approvvigionamento per i settori di loro interesse.

I partecipanti saranno ospitati presso Innocell, uno spazio adibito ad abitazione e co-creazione intelligente, progettato per gli appassionati di innovazione e tecnologia, per stimolare la collaborazione all’interno di HKSTP.

Al termine del programma i partecipanti disporranno di tutte le conoscenze e i contatti necessari per impostare e scalare la propria attività nella GBA. Le startup avranno l’opportunità di completare il programma con progetti di ricerca e sviluppo congiunti con università locali, accesso a sovvenzioni governative, ammissione nei programmi di HKSTP, finanziamenti da investitori locali e partnership con aziende locali.

Alla luce delle opportunità offerte dall’ecosistema startup e scaleup di Hong Kong le principali ragioni per cui la Master Class Innoexpress è efficace si possono riassumere in: possibilità di ottenere fino a 2,6 milioni di dollari in fondi governativi locali per l’assunzione di talenti e il finanziamento della ricerca e sviluppo; opportunità di lavorare con HKSTP per avviare un’impresa a Hong Kong, accedere al supporto nelle attività di ricerca e sviluppo e a milioni di potenziali clienti nella GBA e nel resto della Cina; presentazione a investitori, partner e fornitori di servizi con esperienza nell’industria, il commercio, le strategie di espansione e di progetti di ricerca e sviluppo, che possono aiutare a sfruttare le grandi opportunità offerte dalla GBA; accesso a una serie di mentor disponibili a guidare la startup nello sviluppo del prodotto, la convalida del mercato e la commercializzazione nella GBA; linee guida sugli incentivi fiscali nella GBA (per esempio quelli che coprono fino al 300% delle spese in ricerca e sviluppo); accesso alle risorse tecnologiche e ai talenti locali per far crescere il progetto; sistemazione presso il nuovo Innocell di HKSTP e possibilità di accedere a contributi economici per abbattere i costi di partecipazione.

Il programma prevede il costo di partecipazione sia per dare valore alle startup effettivamente interessate, sia per potere garantire supporto di alto livello, tale costo è una garanzia anche per le startup che partecipano che sanno fino dall’inizio che si tratta di un programma di alto valore capace di creare effettivo valore, e quindi ritorno sia economico, sia finanziario, sia di business effettivo ed efficace. In sostanza a fronte di alte aspettative diventa determinante creare alto valore. Detto questo va però considerato che le istituzioni di Hong Kong attraverso contributi pubblici e l’intervento di sponsor privati che per primi sono interessati alle startup che parteciperanno al programma saranno attivi nel contribuire a sostenere i costi di partecipazione, al momento tale contributo non è ancora stato dettagliatamente definito perché i partner che hanno manifestato interesse a supportare Innoexpress sono numerosi. Le condizioni finali di partecipazione saranno quindi rese note presto, il suggerimento è però quello di iniziare comunque fino da ora a conoscere più a fondo il programma e fare application.

È possibile infatti inviare la domanda di application entro il 9 aprile 2021, dopodiché le startup selezionate dall’apposita commissione di HKSTP saranno informate entro il 30 aprile, e avranno la facoltà di confermare o ritirare la loro partecipazione, senza alcuna penale, entro 10 giorni dalla data della notifica di ammissione. La data di attuazione del programma, provvisoriamente fissata per il 19-30 giugno 2021, potrebbe dover essere rinviata, se dovessero perdurare le attuali restrizioni ai viaggi a causa della pandemia, o se non ci fossero notizie certe sui permessi di viaggio almeno 30 giorni prima della data di inizio del programma.

La Master Class Innoexpress è stata progettata per rivolgersi in modo particolare a startup e scaleup con progetti innovativi nei settori del FoodTech, IoT e relativo Hardware, del FinTech, delle Smart City e Smart Mobility, del BioTech & Medical Tech, del GreenTech e naturalmente anche progetti innovativi in settori diversi da quelli sopra elencati saranno presi in considerazione.

A titolo indicativo il programma prevede che si parta dall’Italia il 19 giugno 2021 e che si rientri il primo luglio 2021 e che nei giorni si sviluppi presso HKTSP, con incontri individuali, con un tour dell’area GBA, con attività con le città partner del programma come Macao, Shenzhen e Guangzhou.

 




Hong Kong: Ultima Chiamata

 

 

 

L’offerta è di quelle che non si possono rifiutare: un mercato di enormi dimensioni e in crescita costante; la più alta concentrazione di milionari in Asia in cerca di opportunità di investimento; incentivi economici per chi fa innovazione, ma anche a sostegno dell’export verso il resto dell’Asia; regime fiscale moderato; grandi opportunità e percorsi privilegiati per i talenti tecnologici, informatici, biomedicali; ambiente imprenditoriale tra i più liberi al mondo. Hong Kong è parte integrante della Greater Bay Area, la Silicon Valley cinese, con la più alta concentrazione al mondo di imprese tecnologiche e di industrie specializzate nella produzione di manufatti e componenti di ogni tipo, dove realizzare un prototipo, uno stampo, avviare l’industrializzazione, controllare la qualità e spedire in ogni angolo del mondo a costi imbattibili è a portata di una corsa in taxi. Invest Hong Kong assiste gratuitamente le piccole e medie imprese, le startup e i talenti italiani a muovere i primi passi verso Hong Kong e oltre. Se il vostro business sente il richiamo della Cina il primo passo è proprio quello di mettersi in contatto con il Team italiano di Invest Hong Kong e valutare insieme a loro le azioni più efficaci, la scelta dei prodotti e delle strategie più opportune. Invest Hong Hong è il dipartimento del governo di Hong Kong responsabile dell’assistenza alle imprese straniere che avviano un’attività, una filiale o un ufficio di rappresentanza a Hong Kong. Il team italiano di InvestHK accompagna e assiste le PMI e startup italiane a muovere i primi passi verso Hong Kong e oltre.

 




Esportare Alimentari e Bevande in Cina

Quale mercato aprirà per primo le porte dopo la pandemia? La Cina.

Quale nazione ha ad oggi il tasso di crescita più elevato nel settore F&B fra le nazioni “avanzate”? La Cina.

Negli ultimi anni la Cina è diventata il più grande mercato di sbocco per i produttori di alimentari e bevande (F&B) nel mondo, superando gli Stati Uniti. Ma per quanto possa sembrare eccitante, le caratteristiche del mercato cinese possono essere impegnative per aziende e produttori stranieri. A causa di una serie di scandali sulla sicurezza alimentare negli ultimi anni, i consumatori locali hanno sempre più cercato i marchi stranieri come fonte di qualità in particolare per i marchi di alimenti e bevande associandone la caratteristica di “cibo sicuro”.

Questa è una buona notizia per le società straniere che cercano di stabilire una presenza nel mercato alimentare cinese e trarre profitto dal suo valore di oltre 600 miliardi di dollari ad un tasso di crescista superiore al 15% annuo.

Uno degli elementi più importanti da considerare quando si introduce un nuovo prodotto è il gusto e le preferenze locali. Sebbene il mercato offra un grande potenziale di crescita mantiene comunque una struttura unica fatta di abitudini alimentari e fattori culturali che modellano la domanda.

Il mercato consumer cinese è in continua evoluzione. Per questo motivo, i marchi stranieri devono essere consapevoli e reattivi ai fattori ambientali, sociali ed economici che tendono ad influenzare maggiormente l’interesse dei consumatori.

Un altro fattore da non sottovalutare è la relazione con i distributori. Spesso non aiutano a promuovere un prodotto e se un marchio non sta andando bene lo abbandoneranno e opteranno per un marchio simile. Pertanto, una strategia di marketing on/off line è estremamente importante per sopravvivere in un mercato altamente competitivo come la Cina. Certo l’e-commerce ha consentito ai rivenditori e ai marchi internazionali di entrare più rapidamente e facilmente di prima ma, a maggior ragione oggi, è richiesta una precisa strategia di comunicazione e marketing pianificata e concordata con professionisti del settore. Non basta l’etichetta “Made in Italy” o essere riconosciuto come eccellenza alimentare in Italia. Molti marchi non riescono a vendere i loro prodotti a causa della mancanza di conoscenza della cultura cinese. Pertanto, è estremamente importante comprenderne la complessità e comportarsi di conseguenza.

Lo shopping online è diventato un fattore importante nell’economia cinese, contribuendo fortemente alla crescita annuale del PIL. La popolazione cinese online ha superato i 731 milioni di persone, pari alla popolazione totale dell’Europa. La tendenza dello shopping digitale nel segmento F&B è in rapida crescita e non mostra segni di rallentamento. La Cina è trainata dal comportamento dei consumatori e dall’utilizzo massiccio di dispositivi mobili, da un’infrastruttura di pagamenti digitali onnipresente e dal fenomeno del “social commerce” attraverso le piattaforme di contenuti più famose (WeChat su tutte).

Oltre alle applicazioni mobili, i clienti possono essere coinvolti sui social media, dove sono estremamente attivi, e rispondere a ogni post è considerato un obbligo. Tuttavia, gestire il coinvolgimento dei social media in Cina non è facile. Un commento negativo può rovinare l’immagine di un marchio, quindi le aziende dovrebbero coinvolgere le persone in un modo che comunichi l’identità del marchio, tenendo presenti le preferenze dei clienti.

In Cina, i consumatori cercano costantemente nuovi e affidabili marchi di cibo e bevande, ma prima devono essere informati sui vantaggi del prodotto. Last but not least la registrazione dei diritti di proprietà intellettuale è un must, al fine di proteggere il marchio da prodotti contraffatti.

Il Ruolo di Hong Kong.

In quanto città cosmopolita, Hong Kong è la principale località turistica dell’Asia ed è rinomata per la sua vasta gamma di sapori orientali e occidentali. Questi aspetti caratterizzano la figura di Hong Kong come trend setter per quanto concerne le novità e le eccellenze, non solo nel comparto moda, ma anche in quello più sofisticato dell’agroalimentare e della ristorazione. Altro fattore essenziale per il successo di Hong Kong è l’esenzione da dazi nell’importazione su prodotti alimentari e bevande fino 30 gradi. Se a questo si aggiungono gli eccellenti standard logistici e le modernissime infrastrutture di trasporto nonché una legislazione su lavoro e protezione della proprietà “business friendly”, ecco che abbiamo composto il quadro ottimale che incentiva molti operatori del F&B ad optare per Hong Kong quale “vetrina” principale per lo sviluppo imprenditoriale in Cina ed in Asia. Anche nel caso di Hong Kong è fondamentale pianificare e mettere in conto investimenti adeguati per confezionare un’adeguata campagna di penetrazione commerciale. L’ausilio di importatori/agenti e/o distributori può servire solo in una prima fase come testing del mercato ma da subito va rafforzato con un supporto ad hoc, magari un project manager dedicato, che alimenti costantemente la comunicazione ed i rapporti con i propri interlocutori locali. In questo senso diventa una scelta prioritaria quella di stabilire una “testa di ponte” in loco proprio per superare tutti gli ostacoli che un commercio a distanza rende esiziali. Diventa importante avere uno stock di merci da mettere a disposizione in tempi brevi, favorire il tasting attraverso eventi ad hoc o manifestazioni fieristiche locali, sostenere le vendite con azioni promozionali, scontistica, ecc., aprire vetrine come coffe-shop e showroom o, più semplicemente, fungere da backoffice immediato per ogni tipo di problematica che possa sorgere con clienti o distributori. Hong Kong in questo senso offre l’incomparabile vantaggio di una lingua franca come l’inglese ed una legislazione di stampo occidentale. In più è considerata la “stele di Rosetta” per tradurre sui social cinesi quello che viene veicolato attraverso i network occidentali. E proprio per aiutare le aziende italiane del food e della ristorazione a compiere questo passo InvestHK mette a disposizione il suo personale qualificato a Milano e a Hong Kong.

Si tratta di un dipartimento del Governo di Hong Kong, che dispone gratuitamente di informazioni utili per stilare un business plan, di un Team specializzato per l’analisi di progetti, anche di franchising, relativi a F&B, Vino e Ristorazione e di una propria rete di “service providers” (dall’avvocato al commercialista, dalla società di recruitment all’agenzia immobiliare, dai media planner ai professionisti nella promozione e comunicazione sui network cinesi) fino ad accompagnare l’”atterraggio” a Hong Kong con un’adeguata campagna di pubblicità e marketing. Se il vostro business sente il richiamo della Cina il primo passo è proprio quello di mettersi in contatto con il team italiano di Invest Hong Kong (italy@investhk.com.hk – WhatsApp +39 338 884 7287) e valutare insieme a loro le azioni più efficaci, la scelta dei prodotti e delle strategie più opportune.